dermatite atopica

Galenica e biofarmaceutica per la Dermatite Atopica

L’applicazione dei trattamenti topici è essenziale per la corretta gestione della Dermatite Atopica. L’aderenza terapeutica è quindi centrata sulla formulazione delle preparazioni, soprattutto in età pediatrica.

Contenuti

La Dermatite Atopica in età pediatrica

Dermatite Atopica ed aderenza ai trattamenti topici

Le 8 formulazioni topiche identificate dalla Food and Drug Administration

Soluzioni, sospensioni, emulsioni, paste, gel, unguenti, creme ed altro

Effetti biofarmaceutici nelle formulazioni topiche per la Dermatite Atopica

La dermatite atopica (DA) è una malattia infiammatoria cutanea ad andamento cronico recidivante, caratterizzata da un iniziale difetto della barriera epiteliale. Le tipiche lesioni, intensamente pruriginose, nella fase acuta sono caratterizzate da eritema, papule, vescicole e croste. Nella fase subacuta predominano lesioni squamo-crostose su base eritematosa e nella fase cronica un progressivo ispessimento della cute (lichenificazione).

In età pediatrica la prevalenza stimata della patologia varia dal 10 al 20%. Le manifestazioni cliniche possono esordire dai 3 mesi di vita, protraendosi talora fino all’età adulta e ponendo la necessità di efficaci trattamenti a lungo termine.

La gestione terapeutica della DA spesso richiede il concomitante uso di emollienti ed antinfiammatori topici, con uno schema terapeutico a steps, da modulare secondo l’intensità e la gravità dei segni e dei sintomi.

L’uso quotidiano di emollienti è raccomandato sia nelle fasi acute che nelle forme croniche, data la loro capacità di contrastare la xerosi e di mantenere i risultati raggiunti attraverso il trattamento con steroidi topici. Lo scopo degli emollienti è di idratare la pelle e di ripristinare la barriera cutanea.

Nella Dermatite Atopica l’aderenza ai trattamenti topici è ancora bassa e decresce nel singolo paziente nel corso degli anni, per vari motivi come severità e visibilità delle manifestazioni, entità degli effetti collaterali, schemi terapeutici complessi o troppo generici.

Un ruolo centrale è quindi giocato dalle proprietà dei galenici nelle preparazioni topiche: l’applicabilità di un preparato, l’odore, l’untuosità e la sua natura occlusiva possono influenzare profondamente l’aderenza alla terapia. È quindi fondamentale non solo educare il paziente e sottoporlo a stretto monitoraggio ma anche privilegiare l’uso delle formulazioni galeniche più adeguate che tengano conto degli effetti sulla pelle, dell’interazione con il principio attivo e delle preferenze individuali.

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Per orientarsi meglio nella scelta tra le preparazioni, la Food and Drug Administration ha identificato otto formulazioni topiche, distinte sulla base della viscosità, della polarità e della natura liquida o semisolida. Si possono così distinguere soluzioni, sospensioni, emulsioni, paste, gel, unguenti, creme ed “altro”. Ciascuna formulazione può essere addizionata di veicoli conservanti, antiossidanti, stabilizzanti o emulsionanti.

Le soluzioni sono preparazioni liquide a fase singola. Le più utilizzate hanno natura idrofilica, contengono come solventi acqua, etanolo o isopropanolo. Quelle ad elevata concentrazione alcolica possono però provocare secchezza o bruciore.

Le sospensioni sono lozioni caratterizzate da bassa viscosità, tendono a sedimentare rapidamente e devono essere agitate prima dell’applicazione. Addizionate di sostanze che ne incrementano la viscosità si tramutano in paste idrofiliche. Le forme lipofiliche contengono in olio una dispersione di pigmenti come ossido di zinco, talco o diossido di titanio ed eventualmente farmaco disciolto o sospeso. Nelle sospensioni idrofiliche gli stessi pigmenti sono insolubili e rimangono depositati come sottile strato dopo evaporazione del solvente. Sono anche dette “polveri liquide”.

Le emulsioni sono date dall’insieme di due liquidi immiscibili, rispettivamente una fase idrofilica, “fase acquosa” o “fase W” ed una fase lipofilica, “fase oleosa” o “fase O”. Entrambi i costituenti possono rappresentare la fase dispersa/interna e la fase continua/esterna, permettendo così di definire emulsioni acqua-in-olio (emulsioni W/O) ed emulsioni olio-in-acqua (O/W).

Le emulsioni lipofiliche W/O sono formate da una fase acquosa dispersa entro la fase lipidica. Queste lasciano un film oleoso sulla cute sono meno gradite ai pazienti.

Le emulsioni idrofiliche O/W constano di una fase interna di liquido organico dispersa entro una fase continua d’acqua, sono perciò facilmente spalmabili e rapidamente assorbite senza residui indesiderati sulla cute. Esistono emulsioni che contengono il 70% di acqua, molto gradite al paziente perché hanno anche effetto rinfrescante.

Le emulsioni con un più alto contenuto d’acqua vengono dette lozioni. Esse vengono assorbite molto rapidamente ma hanno scarso potere idratante.

Le paste contengono componenti solide ad alta concentrazione, finemente disperse nelle basi. Le più frequentemente utilizzate sono le paste idrofobiche, che contengono ossido di zinco e pigmenti inorganici in un lipogel.

I gel, grazie al loro alto contenuto in acqua, hanno un effetto rinfrescante e risultano perciò molto graditi ai pazienti che ne continuano l’impiego anche per tempi prolungati migliorando l’aderenza e gli outcomes terapeutici raggiunti rapidamente.

Gli unguenti sono preparazioni semisolide caratterizzate da un alto contenuto di grassi rispetto all’acqua, alta potenza e grande penetrazione. Incrementano fortemente l’idratazione cutanea, senza richiedere l’aggiunta di conservanti. Nonostante siano particolarmente efficaci nel trattamento di pelli molto secche, trovano scarsa aderenza nei pazienti per la loro untuosità.

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Le creme sono preparazioni multifase caratterizzate da una fase lipofilica ed una acquosa. Contenendo più acqua degli unguenti sono meno irritanti e più facilmente spalmabili. Hanno proprietà emollienti e possono essere applicate su vaste aree corporee anche in pazienti con pelli secche o sensibili. Hanno particolare indicazione nel trattamento delle aree intertriginose nelle fasi acute e subacute. A seconda delle componenti possono essere idrofobiche, idrofiliche o anfifiliche.

Le creme idrofobiche (dette anche creme ricche) sono sostanze oleose molto diffusibili che creano una barriera protettiva sulla cute, riducono la perdita idrica, sono buone formulazioni per la somministrazione di farmaci liposolubili nei pazienti con pelli normali o non particolarmente grasse.

Le creme idrofiliche sono creme acquose con una fase esterna idrofila che favorisce la penetrazione del far- maco entro la cute e sono particolarmente indicate nel trattamento di lesioni secche. Determinano un lieve incremento nell’idratazione.

Le creme anfifiliche hanno infine struttura bicoerente: la fase lipofilica e quella idrofilica sono entrambe continue e non possono essere distinte. Questo tipo di creme può essere diluito sia con acqua che con lipidi.

L’ultima categoria prevista dalla FDA include tutte le restanti formulazioni: aerosol, polveri, cerotti, schiume, shampoo e spray.

Genericamente affinché una preparazione topica sia accettata deve non ungere, avere rapido assorbimento ed un buon contenuto idrico. È anche importante che la preparazione contenga quanto necessario al minimo dosaggio possibile, perché il preparato sia contemporaneamente efficace e sicuro.

Effetti biofarmaceutici nelle formulazioni topiche per la Dermatite Atopica

Quando riferite ad un preparato topico, le misure galeniche devono essere finalizzate ad ottenere una sovrasaturazione del farmaco, in modo da aumentare il gradiente di concentrazione per la diffusione e di conseguenza la penetrazione senza interrompere lo strato corneo.

Nel trattamento della Dermatite Atopica, il sistema farmaco-veicolo deve essere formulato in modo da ottenere un ripristino della funzione di barriera, un’azione antinfiammatoria ed un aumento dell’idratazione cutanea con modulazione dell’assorbimento percutaneo, il tutto adeguando il veicolo a seconda del sito di applicazione e del principio attivo.

I composti capaci di ripristinare l’integrità di barriera prevengono o ritardano lo sviluppo di riacutizzazioni, diminuendo la severità della DA. In linea teorica, avviarne un uso quotidiano sin dalla nascita in soggetti ad alto rischio potrebbe addirittura ostacolare l’esordio della manifestazione clinica.

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I preparati contenenti lipidi fisiologici, come ad esempio le ceramidi e i trigliceridi, acidi grassi poliinsaturi esercitano un effetto positivo con il vantaggio di non presentare l’occlusività tipica degli idrocarburi, incrementano l’effetto antinfiammatorio delle formulazioni e preservano l’integrità della barriera naturale. L’assorbimento cutaneo di una sostanza è influenzato dallo spessore dello strato corneo, dall’integrità della cute e dallo stato di idratazione, dalle proprietà del veicolo, da quelle del farmaco e dall’interazione tra veicolo e farmaco. Il veicolo deve facilitare il rilascio di ingredienti attivi tra i cheratinociti, in modo da aumentare la biodisponibilità del farmaco topico.

Il principale ostacolo alla penetrazione è rappresentato dalla barriera cornea, tendenzialmente povera d’acqua e ricca di materiale lipidico e proteico. Per incrementare l’assorbimento percutaneo è quindi necessario ricorrere a veicoli che modificano la lipofilia o l’idratazione dello strato corneo.

I veicoli che incrementano l’idratazione e la permeabilità dello strato corneo agiscono rilasciando acqua o creando una parziale occlusione che blocca la perdita idrica transepiteliale. La penetrazione del principio attivo attraverso la cute può essere poi incrementata anche attraverso l’uso di additivi, solventi, acceleranti e surfattanti. Tutti i composti che incrementano potentemente la penetrazione sono però irritanti e possono danneggiare la barriera.

Le diverse preparazioni galeniche possono influenzare la terapia di fondo della Dermatite Atopica permettendo di modulare secondo necessità la natura degli emollienti.

Per il trattamento di aree molto estese sono indicate formulazioni con alto contenuto in acqua, come le emulsioni o le lozioni; al contrario, per la cura di pelli più secche sono preferibili formulazioni a contenuto idrico minore come creme ed unguenti.

Bisogna in fine considerare sempre l’effetto funzionale netto del sistema farmaco-veicolo, prediligendo ad esempio, creme acquose contenenti emollienti che includono acidi o soluzioni tampone con un effetto positivo sulla cute, in grado di attenuare l’attività delle serino-proteasi locali attraverso una riduzione del pH di superficie.

Ida Ferrara, laureata in Farmacia e Farmacia Industriale con tesi sperimentale sull FGF21, ha svolto attività di ricerca post lauream presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” sugli inibitori NOS a struttura acetamidinica. Specializzatasi in Management Sanitario, si occupa di farmacovigilanza e compliance in qualità di farmacista territoriale. È socia ordinaria della SIAM (Società Italiana di Aerosol in Medicina) ed appassionata di divulgazione scientifica, in particolar modo nel settore del Drug Delivery System. Credo fermamente che il constante aggiornamento professionale e la conseguente divulgazione costituiscano il link interdisciplinare imprescindibile tra professionisti sanitari, con il fine ultimo di tutelare la Salute in ogni sua espressione.