mirtillo rosso

Cistite? Mirtillo rosso OK, ma americano o europeo?

Distinzione tra mirtillo rosso americano ed europeo, principi attivi e proprietà terapeutiche, meccanismo d’azione e modalità di assunzione; consigli del farmacista nella prevenzione delle infezioni urinarie

Contenuti

Cistite, che cos’è?

Un po’ di botanica

Mirtillo rosso Americano o mirtillo rosso Europeo?

Meccanismo d’azione

Come possiamo assumere il mirtillo rosso?

I consigli del farmacista

Ulteriore uso del cramberry nella medicina popolare

Cistite, che cos’è?

La cistite è un’infiammazione della parete vescicale che coinvolge le vie urinarie, generalmente è sostenuta da germi che popolano l’ultimo tratto dell’intestino, uno di questi è l’Escherichia coli. Tali microrganismi possono raggiungere la vescica tramite varie vie:

  • Dall’esterno attraverso l’uretra;
  • Dall’interno attraverso la propagazione da organi vicini;
  • Per via ematica;
  • Tramite infezioni virali o fungine.

Con la sudorazione eccessiva, può capitare che la nostra pelle non riesca a respirare correttamente, favorendo il proliferare di batteri e virus. La mancata traspirazione attraverso i tessuti può così causare la comparsa di infezioni e irritazioni, soprattutto a livello genitale. I sintomi principali della cistite includono uno stimolo persistente, frequente e urgente a urinare in piccole quantità e una sensazione di bruciore durante la minzione.

A questi si possono aggiungere la presenza di sangue nelle urine, dolore o sensazione di pressione nell’area pelvica e urine opache e dall’odore intenso. In genere la cistite, se scatenata da un’infezione batterica, può essere curata con l’assunzione di antibiotici che vanno assunti solo dopo parere medico. Il trattamento più adatto dipende dalla causa alla base dell’infiammazione.

mirtillo rosso

Per prevenire la cistite è fondamentale, oltre che avere particolare cura per l’igiene personale, idratare l’organismo e favorire la diuresi, così da stimolare l’attività di vescica e reni, facilitando l’espulsione di batteri e sostanze nocive contenute nelle urine che possono incidere sulla salute delle vie urinarie. La patologia si può manifestare in qualunque periodo dell’anno, con maggiore frequenza durante i cambi di stagione.

Un valido aiuto per contrastare l’insorgenza della cistite arriva da un efficace fitoterapico, il cramberry, potente drenante in grado di stimolare l’attività della vescica, facilitando l’espulsione dei liquidi in eccesso e favorendo il benessere delle vie urinarie. Grazie alla presenza di alcune sostanze contenute, crea nella vescica una protezione che impedisce a batteri come l’Escherichia Coli di annidarsi sulle pareti. Scopriamolo meglio insieme!

Un po’ di botanica

Il mirtillo rosso americano o cranberry fa parte della famiglia delle Ericaceae ed è un arbusto sempreverde di origine nord-americana, molto simile dal punto di vista botanico al nostro mirtillo. Il suo nome scientifico è Vaccinium macrocarpon Aiton. Il fiore del cranberry è di colore bianco o rosa chiaro, a forma di campana. Il frutto, rispetto alla pianta è di discrete dimensioni, dalle quali infatti deriva il nome latino specifico “macro-carpon”, ovvero “frutto grande”.

La fioritura avviene tra maggio e giugno, mentre i frutti raggiungono la piena maturazione tra ottobre e novembre. La droga è costituita dal frutto intero oppure sotto forma di succo. La pianta è originaria del Nord-Est degli Stati Uniti estendendosi a sud fino alla Sud Carolina. E’ molto resistente al freddo, cresce bene in aree umide e palustri, lungo i ruscelli, dove costituisce spesso estese colonie monospecie. Ama il terreno acido, in analogia ad altre Ericacee.

Mirtillo rosso Americano o mirtillo rosso Europeo?

Bisogna fare un’importante distinzione tra il mirtillo europeo e quello americano, infatti le loro proprietà possono risultare simili, ma non sono uguali. I principi attivi di entrambi i mirtilli variano per concentrazione è questa distinzione è alla base delle diverse proprietà terapeutiche. I principi attivi del mirtillo rosso europeo ed americano sono:

  • Proantocianidine, tra cui la proantocianidina A presente esclusivamente nel mirtillo americano e che darà, vedremo in seguito, la tipica azione contro le infezioni urinarie;
  • Flavonoidi, come la quercitina, fungono da antifiammatori, antiallergici e antiossidanti;
  • Acidi fenolici come l’acido salicilico con azione antinfiammatoria e analgesica;
  • Fenilpropanoidi con azione antiossidante;
  • Acidi organici come acido malico e acido citrico;
  • Vitamine A, C, E;
  • Sali minerali, in particolare calcio, fosforo, ferro, potassio e magnesio.

mirtillo rossoEntrambi i tipi di mirtillo hanno proprietà diuretiche, ma solo il mirtillo rosso americano è efficace in caso di cistite: previene e contrasta le infezioni perchè grazie alla proantocianidina del gruppo A, impedisce ai batteri patogeni di aderire sulle cellule della vescica. Approfondiamo insieme.

Meccanismo d’azione

Inizialmente, è stato ipotizzato che quest’attività fosse correlata alla capacità della pianta di acidificare le urine, rendendole meno ospitali per la proliferazione batterica. Successivi studi hanno, invece, evidenziato che il meccanismo d’azione principale non dipende tanto dalla capacità di acidificare le urine, quanto piuttosto dalla capacità della pianta di inibire l’adesione dei microorganismi alle membrane cellulari dell’epitelio urinario dell’ospite.

In particolare, uno studio condotto in vitro ha dimostrato che il cranberry è in grado di esercitare una potente inibizione dell’adesione cellulare di Escherichia Coli fimbriato (uno dei più comuni agenti eziologici delle infezioni urinarie, coinvolto in circa l’80% dei casi) e di altri patogeni Gram-negativi (come, ad esempio, Proteus mirabilis e Pseudomonas aeruginosa) che infettano le vie urinarie.

Tale attività sembra sia dovuta alle proantocianidine, polifenoli che inibiscono selettivamente le adesine prodotte dai batteri, riducendone così l’adesione alle cellule uroepiteliali dell’ospite e favorendone l’eliminazione con l’urina. Le proantocianidine più attive in questo senso sembrano essere quelle di tipo A che, infatti come abbiamo detto precedentemente, sono presenti nel mirtillo rosso americano.

Tuttavia, il cranberry non sembra efficace nel far rilasciare i batteri che hanno già aderito alle cellule epiteliali urinarie. La sua efficacia, pertanto, sembrerebbe maggiore in termini preventivi.

L’attività antiadesiva del succo di cranberry può risultare utile anche nell’impedire l’adesione ai denti dei batteri della flora orale, implicati nella formazione e nella stabilità della placca dentale; analogo discorso per l’Helicobacter pylori, agente eziologico di molti casi di ulcera peptica.

Come possiamo assumere il mirtillo rosso?

Sia il mirtillo europeo che quello americano sono considerate piante sicure. L’uso eccessivo è però maggiormente controindicato a chi soffre di insufficienza renale o calcolosi delle vie urinarie, a causa di un componente, l’ossalato, che in soggetti predisposti rischia di rappresentare una quota sufficiente per la formazione di calcoli. Inoltre potrebbe avere interazioni con farmaci anticoagulanti come il warfarin (coumadin), l’aspirina e le eparine.

Il mirtillo rosso si può trovare e assumere in:

  • Frutti freschi;
  • Succhi di frutta (controllate sempre la % di frutta presente all’interno!);
  • Estratto secco, 1000 mg al giorno è la dose consigliata per combattere la cistite e i sintomi che la caratterizzano;
  • Integratori alimentari a base di cranberry contro la cistite, utili sia contro la sintomatologia acuta che quella recidivante.
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I consigli del farmacista
  • Bere molta acqua per alcalinizzare le urine, aggiungere la punta di un cucchiaino di bicarbonato di sodio velocizza il processo;
  • Bere tisane a base di malva e camomilla;
  • Prediligere abiti e intimi bianchi e in cotone;
  • Evitare cibi acidificanti come cioccolata, fritti, grassi e caffè;
  • Rispettare e intensificare le norme igieniche durante il ciclo mestruale e dopo l’attività sessuale;
  • Non trattenere l’urina per troppe ore;
Ulteriore uso del cramberry nella medicina popolare

Il cranberry veniva utilizzato in passato dagli indiani d’America sia nella comune dieta, sia come medicamento per trattare calcoli renali ed altri problemi urinari. I marinai, invece, lo impiegavano per la prevenzione dello scorbuto, grazie al suo contenuto di vitamina C. Il cranberry, inoltre, è ricco di composti fenolici monomerici e polimerici che svolgono un’azione protettiva sulle cellule nei confronti dei radicali liberi, proteggendole dal danno ossidativo, con effetto benefico e protettivo a livello cardiovascolare grazie anche alla rimozione delle placche aterosclerotiche e all’aumento del colesterolo buono nel sangue (HDL).

Inoltre, il cranberry è stato utilizzato nella medicina tradizionale anche per il trattamento del diabete di tipo 2 e della sindrome da stanchezza cronica, oltre ad essere impiegato come rimedio diuretico, antisettico e protettore della vista in quanto rigenera i pigmenti visivi e protegge la micro-circolazione della retina.

Laureata in Farmacia e farmacia industriale presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Attualmente Farmacista territoriale presso Farmacia “Cantafora” a Crotone. “Ritengo che la divulgazione scientifica sia uno dei rami principali della comunicazione. Il nostro ruolo, in qualità di professionisti, è quello di trovare una forma di dialogo accessibile e di facile comprensione che racchiuda una fascia di pubblico relativamente ampia, in modo tale da poter accendere in tutti una piccola miccia di curiosità.”