aderenza terapeutica

L’aderenza terapeutica: cardine del successo in terapia

Dalle origini del concetto di aderenza terapeutica alla sua moderna essenza, passando per i fattori determinanti ed approdando alle strategie per migliorala. Un vademecum per il professionista della salute di oggi e di domani.

Contenuti

Ha assunto il farmaco correttamente?

Valutazione del grado di aderenza terapeutica

Correlazione aderenza terapeutica inefficacia del trattamento

Fattori fortemente influenti sull'aderenza terapeutica

Fattori non misurabili matematicamente (sfera psico-sociale del paziente)

A metà degli settanta il Professor David Lawrence Sackett, padre della EBM (Evidence Based Medicine), definisce per la prima volta il concetto di aderenza terapeutica come:

La misura in cui i comportamenti del paziente in termini di assunzione dei farmaci, diete o cambiamenti dello stile di vita, coincidono con le indicazioni fornite dal professionista sanitario

Da allora sono stati pubblicati centinaia di lavori che hanno analizzato e classificato nel dettaglio ogni fattore in grado di influenzarne il profilo, tutti aventi come filo conduttore il ruolo fondamentale dell’aderenza terapeutica nell’ottenimento dei risultati desiderati.

aderenza terapeutica

“Ha assunto il farmaco correttamente?”

Questo rappresenta spesso l’incipit di un frequente dialogo tra paziente e farmacista o paziente e medico. Le prime considerazioni potrebbero indurre a pensare che il paziente “aderente” è colui che è in grado di rispettare le indicazioni circa la dose, il modo ed il tempo di somministrazione di un determinato farmaco.

Ciò è vero ma solo in parte

La corretta e completa valutazione del grado di aderenza terapeutica e quindi della misura in cui ci si discosta da essa, prende in esame diverse categorie di fattori. Nello specifico essi sono:

  • Fattori paziente-dipendenti come l’età, il grado d’istruzione e la relazione paziente-prescrittore;
  • Fattori connessi alla terapia ossia la via di somministrazione, la complessità e la durata del trattamento, gli effetti indesiderati ed il grado di cambiamento comportamentale richiesto;
  • Fattori sociali ed economici tra i quali la difficoltà nell’assentarsi dal lavoro, il reddito, le spese e l’accettazione sociale;
  • Fattori riguardanti il sistema sanitario identificabili nell’accessibilità alle cure, nei tempi di attesa e nel grado di soddisfazione per l’assistenza ricevuta;
  • Fattori correlati alla specifica patologia, rappresentati dalla sintomatologia e dal grado di gravità della stessa.

Dal punto di vista del professionista sanitario, l’aderenza terapeutica è la principale sfida clinica perché la non-aderenza può influenzare in modo significativo i risultati della terapia nonché avere conseguenze sul decorso patologico stesso.

La scarsa aderenza terapeutica è direttamente correlata all’inefficacia del trattamento. Per citare solo alcuni casi, ciò è particolarmente evidente nei pazienti diabetici, ipertesi, infartuati, affetti da epilessie e pazienti trapianti. Sul fronte delle infezioni invece, le conseguenze possono includere non solo l’inefficacia del medicinale prescelto ma indirettamente portare allo sviluppo ed alla diffusione delle resistenze. Inoltre ragionando in termini economico-assistenziali, gli errori derivanti da quanto riportato sopra si traducono inevitabilmente in un aumento della spesa sanitaria dovuto a richieste di visite specialistiche urgenti, ospedalizzazioni e ricorso a terapie di seconda istanza più costose. Conoscerne i criteri per la corretta applicazione e minimizzare gli errori consente all’ operatore sanitario di ottenere i risultati desiderati su un duplice fronte: quello terapeutico e quello economico.

aderenza terapeutica

Focalizzando l’attenzione sulle categorie di fattori determinanti per il grado di aderenza terapeutica ottenuto, è possibile distinguere quelli fortemente influenti, in quanto meglio quantificabili ed in una certa misura modificabili dallo specialista attraverso la comunicazione e l’assistenza al paziente.

I fattori fortemente influenti sull’aderenza terapeutica sono in ordine d’importanza tutti i fattori connessi alla terapia. Indirizzare la scelta su medicinali che prevedono una via di somministrazione non invasiva, come ad esempio le forme farmaceutiche ad uso orale, e adottando uno regime a basso numero di somministrazioni facilita il paziente all’aderenza. Nella direzione opposta convogliano le evidenze sperimentali per i trattamenti di lunga durata e con effetti indesiderati marcati.

Alla stessa classe di fattori appartengono l’accessibilità alle cure e il grado di soddisfazione del paziente. Proprio quest’ultima è un elemento cruciale affinché il paziente rispetti le indicazioni. Gli studi condotti sottolineano come rapidi tempi di attesa e buone capacità comunicative del medico e del farmacista, basate sull’empatia, sul registro di espressione personalizzato, sulla capacità di rispondere in modo esaustivo ai dubbi e di sapere motivare il soggetto ad intraprendere il percorso terapeutico conducono ad un’elevata aderenza.

La terza classe di fattori fortemente predisponenti al successo terapeutico in termini di aderenza è rappresentata dalle caratteristiche intrinseche della patologia. Affezioni acute caratterizzate da ampia presenza di segni e sintomi, chiaramente avvertiti dal paziente, sono associate ad alta aderenza; al contrario patologie croniche per le quali è prevalente o percepita l’assenza della sintomatologia, come ad esempio l’ipertensione, sono caratterizzate da bassa aderenza.

In ultimo ma non per importanza, tra i fattori fortemente impattanti vanno annoverati quelli economici. Per alcune patologie croniche, la durata della terapia può coincidere con le aspettative di vita del paziente ed i costi a suo carico per poterla effettuare rappresentano un fattore limitante nell’ottica della migliore aderenza possibile.

Vi è poi una serie di fattori difficilmente misurabili matematicamente che riguarda la sfera psico-sociale del paziente, come il suo atteggiamento nei confronti della terapia, il grado di motivazione, le sue convinzioni personali, il modo di relazionarsi con il prescrittore nonché la conoscenza della patologia in grado di influenzare l’aderenza terapeutica. La difficoltà nel poterne predire statisticamente la direzione, per via della loro complessità e del loro effetto additivo o sinergico, non deve indurre nell’errore di considerarli elementi secondari nell’ottica di migliorare gli obiettivi e la qualità della terapia.

Conoscere perché i pazienti non aderiscono alle terapie è importante per promuovere l’aderenza ed eventualmente modificare il regime terapeutico

aderenza terapeutica

Uno studio qualitativo condotto su pazienti tra i 39 e i 90 anni, affetti da patologia cronica e con una media di due comorbilitá per paziente, ha analizzato quali sono i punti fondamentali attraverso i quali sviluppare una strategia di miglioramento dell’aderenza terapeutica dal punto di vista dei pazienti.

È stato stimato che più del 50% dei pazienti affetti da patologie croniche non segue la terapia così come indicato. In questo ambito le condizioni che innescano la condotta non aderente sono la percezione della mancanza del risultato a seguito delle aspettative iniziali, la paura degli effetti collaterali, la frustrazione derivante dall’assunzione di dosaggi elevati e l’impossibilità di migliorare la qualità della vita pur non potendo risolvere integralmente la patologia. Dallo studio è emerso che le linee lungo le quali sviluppare il cambiamento terapeutico sono:

  • Le convinzioni circa la terapia, ossia la percezione d’iper-trattamento, la dipendenza farmacologica e la non accettazione della patologia;
  • L’alleanza terapeutica tra paziente e prescrittore o più in generale tra paziente e professionista sanitario;
  • La motivazione e la percezione del controllo della patologia.

Le conclusioni hanno evidenziato che per i pazienti ha un ruolo centrale un maggior coinvolgimento decisionale, attuabile mediante l’accrescimento della conoscenza della malattia e dei farmaci o degli strumenti impiegati per trattarla, nell’ottica di una completa personalizzazione della terapia e di una sempre più forte alleanza terapeutica tra il paziente e gli operatori sanitari che nei vari momenti del percorso assistenziale si relazionano con esso. Essenzialmente dal punto di vista del malato maggiore è la fiducia nel professionista, maggiore sarà l’aderenza terapeutica.

Alla luce di quanto analizzato l’esperienza individuale di aderenza terapeutica può essere intesa come una continua e costante valutazione dell’efficacia della terapia lungo il percorso di riappropriazione della quotidianità a seguito della diagnosi.

Ida Ferrara, laureata in Farmacia e Farmacia Industriale con tesi sperimentale sull FGF21, ha svolto attività di ricerca post lauream presso l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” sugli inibitori NOS a struttura acetamidinica. Specializzatasi in Management Sanitario, si occupa di farmacovigilanza e compliance in qualità di farmacista territoriale. È socia ordinaria della SIAM (Società Italiana di Aerosol in Medicina) ed appassionata di divulgazione scientifica, in particolar modo nel settore del Drug Delivery System. Credo fermamente che il constante aggiornamento professionale e la conseguente divulgazione costituiscano il link interdisciplinare imprescindibile tra professionisti sanitari, con il fine ultimo di tutelare la Salute in ogni sua espressione.