melanoma

Melanoma: cos’è, come si manifesta, segni e simboli

Purtroppo sono in aumento i casi di melanoma tra i più giovani, infatti un paziente su cinque ha meno di quaranta anni, ma il novanta percento riesce a guarire. Lo sottolinea l’AIOM nel ”Quaderno Informativo su Melanoma Cutaneo”

Contenuti

Cos'è?

Tipologie di melanoma

Cause del melanoma

Ci sono dei sintomi?

Come si può prevenire?

L’importanza della diagnosi

Come trattare il melanoma

Cos’è?

Il melanoma cutaneo è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, che fanno parte dell’epidermide e hanno il compito di produrre melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. In condizioni normali i melanociti possono dar luogo ad agglomerati scuri visibili sulla superficie della pelle e noti come nei (nevi è il termine medico).

Il melanoma è un tumore visibile a occhio nudo e ha origine da un neo preesistente che cambia forma o colore oppure dalla comparsa di un nuovo neo sulla cute integra. Si tratta di una neoplasia sempre maligna.

 Tipologie di melanoma

Il melanoma a diffusione superficiale è il più comune tipo di melanoma e rappresenta circa il 70% di tutti i casi. Appare come una lesione piatta o leggermente in rilievo, spesso con bordi irregolari e variazioni di colore. Riscontriamo questo tipo di lesioni a livello del tronco per gli uomini, delle gambe per le donne, e della parte superiore della schiena per entrambi i sessi. Queste lesioni si diagnosticano in pazienti tra i 30 e i 50 anni e si origino, per circa la metà dei casi, a partire da nei preesistenti.

L’evoluzione di questo tipo di melanoma avviene a livello dello strato superiore della pelle, l’epidermide, per un periodo che varia da mesi ad anni prima di diffondersi più in profondità.

Lo scurirsi della pelle in una zona dove è già presente un neo o la comparsa di un nuovo neo in uno strato di epidermide normale sono i campanelli d’allarme per il riconoscimento di questo tipo di melanoma.

Il melanoma nodulare è un melanoma che si trova per lo più a livello del tronco, della testa o del collo e rappresenta dal 10 al 15% di tutti i tipi di melanoma. E’ più comune negli uomini che nelle donne.

melanoma

Diversamente dagli altri melanomi, il melanoma nodulare può invadere i tessuti in profondità fin da subito e quindi si presenta spesso con un maggiore spessore quando diagnosticato. Per questo motivo la prognosi per il melanoma nodulare è solitamente più incerta.

Visivamente appare come un nodulo a forma di cupola, di colore blu scuro, anche se nel 5% dei casi le lesioni possono essere di colore rosa o rosso.

Il melanoma di tipo lentigo maligna origina da una preesistente macchia solare. Solo il 5% di tutti i melanomi sono di questo tipo. Questo tipo di melanoma di solito richiede molti anni per svilupparsi. È molto più frequente negli anziani, di solito a livello delle zone maggiormente esposte al sole.

Questi melanomi sono generalmente lesioni piatte e grandi, di colore olivastro con varie sfumature di marrone, o nere, blu, rosse, grigie o bianche.

Il melanoma acrale lentigginoso appare solitamente a livello dei palmi delle mani, piante del piede o sotto le unghie. Meno del 5% di tutti i melanomi sono di tipo, ma è il melanoma più comune tra gli afroamericani e asiatici. Poiché è radicata la convinzione che il melanoma colpisca solo aree esposte al sole e che persone di pelle scura e asiatici non sono a rischio di ammalarsi, questi tipi di melanoma sono spesso scoperti in maniera tardiva rispetto agli altri tipi.

Questi melanomi assomigliano a ferite o lividi, per questo motivo non sono diagnosticati tempestivamente. Sono di solito di colore olivastro, marrone o nero, con variazioni nel colore e bordi irregolari. Quando compaiono sotto le unghie di mani e piedi, appaiono come tracce di colore marrone-nero o anche blu al di sopra.

Il melanoma senza un segno primario compone circa il 5-10% dei melanomi che sono identificati in aree interne del corpo senza nessun segno evidente nella pelle. I medici ritengono che molti di questi melanomi si sviluppino per diversi motivi, come melanomi della pelle che non sono stati completamente rimossi, melanomi regressi (il sistema immunitario può aver distrutto parte delle cellule cancerose in un melanoma cutaneo ma non prima che qualcuna di queste cellule abbia invaso qualche linfonodo o vaso sanguigno), cellule pigmentate che sono migrate a livello dei linfonodi e si sono trasformate lì in melanomi.

Il melanoma oculare è il melanoma che viene identificato nell’occhio e rappresenta il 3% di tutti i casi di melanoma. Il melanoma intraoculare è anche chiamato melanoma uveale perché compare in quella parte dell’occhio chiamata uvea.  Il melanoma oculare può comparire nell’occhio e in cinque altri siti distinti intorno all’occhio quali palpebra, congiuntiva, iride, coroide e nervo ottico.

 Cause del melanoma

I principali fattori di rischio sono:

  • Razza caucasica e fenotipo I e II;
  • Età superiore a 15 anni, anche se sono stati diagnosticati casi anche prima di tale età;
  • Ustioni e scottature solari nell’infanzia;
  • Familiarità (nel 10% dei casi);
  • Pregressa asportazione di melanoma.

Oltre a queste, ci sono cause che riguardano i nevi che un soggetto possiede:

  • Presenza di un numero di nevi > 50;
  • Presenza di nei atipici, con irregolarità morfologiche cliniche;
  • Presenza di un nevo modificato;
  • Presenza di nevi congeniti, soprattutto se di diametro superiore a 20mm.
melanomaCi sono dei sintomi?

Le formazioni precancerose del melanoma non danno sintomi, ma possono essere individuate con un attento controllo dei nei della pelle. Un metodo utile è la sigla ABCD che ne elenca le caratteristiche:

  • A come asimmetria della forma;
  • B come bordi irregolari;
  • C come colore variabile;
  • D come dimensioni in aumento sia in larghezza che in spessore.

Oltre al cambiamento di aspetto, possono essere segnali di melanoma anche sanguinamento, prurito o secchezza di un neo preesistente.

La diagnosi precoce di melanoma non è semplice, per questo motivo bisogna sottoporsi a controlli periodici dal dermatologo e attuare le corrette strategie di prevenzione.

Come si può prevenire?

Uno dei comportamenti fondamentali da adottare è quello di esporsi al sole in maniera moderata fin dall’età infantile, evitando le ustioni. Bisogna proteggere la pelle non esponendosi durante le ore più calde (tra le 10 e le 16) ed evitando o riducendo al minimo l’uso di lampade o lettini abbronzanti. Sotto il sole è consigliabile indossare cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive adeguate al proprio tipo di pelle, applicandole ogni due ore e dopo ogni bagno, in modo da assicurare una copertura continua.

Un altro comportamento necessario riguarda il controllo periodico dell’aspetto dei propri nei, sia consultando il dermatologo, sia autonomamente guardandosi allo specchio e facendosi guardare da un familiare nei punti più difficile da raggiungere.

L’alimentazione può aiutare a difendere la pelle, con cibi ricchi di vitamine A, C, E, coenzima Q, mentre alcuni farmaci rendono più sensibili alla luce UV.

L’importanza della diagnosi

La diagnosi precoce dei tumori cutanei svolge un ruolo determinante. L’esame clinico permette di individuare i soggetti a rischio e di indirizzarli verso esami strumentali mirati quali la dermatoscopia e la videodermatoscopia e controlli più frequenti. La dermatoscopia consiste nell’osservazione dei nevi mediante un apposito strumento chiamato microscopio ad epiluminiscenza o dermatoscopio. Si tratta di una procedura semplice, che permette di visualizzare l’aspetto interno di un nevo. Nei soggetti a rischio neoplastico l’immagine ottenuta viene messa in memoria in un computer per successivi confronti. In questo modo è possibile scoprire precocemente l’evoluzione maligna di una lesione cutanea.

In alcuni casi è necessario ricorrere all’esame istologico attraverso una biopsia cutanea, che si effettua in anestesia locale in ambiente ambulatoriale, mediante l’asportazione completa della lesione (biopsia escissionale) o mediante asportazione di una piccola parte di tessuto (biopsia incisionale) nel caso di lesioni di grandi dimensioni e in sedi particolari come il viso. Questo tipo di esame servirà anche a definire la stadiazione locale del melanoma.

Infatti, l’anatomopatologo valuta e segnala alcuni parametri definiti, tra cui la profondità d’invasione del melanoma, l’ulcerazione, l’invasione linfovascolare, il numero delle cellule che si stanno dividendo. In questo modo è possibile segnalare l’aggressività e la capacità di diffondersi del melanoma.

Nei casi più aggressivi, si ricerca la presenza delle cellule del melanoma anche nei linfonodi più vicini (linfonodo sentinella) che vengono asportati per essere analizzati.

Per completare la stadiazione e definire il trattamento, vanno eseguiti esami strumentali (ecografia, radiografia, TAC, PET) per verificare la presenza di metastasi.

Con l’aiuto di questi parametri, si risale alla stadiazione completa e si sceglie il trattamento mirato.

Come trattare il melanoma

Il trattamento è nella maggior parte dei casi chirurgico. Nei casi fosse insufficiente questo tipo di trattamento, si può ricorre anche alla terapia fotodinamica, alla chemioterapia, alla radioterapia, alle terapie biologiche come immunoterapia e/o targeted therapy. È possibile combinare più trattamenti se necessario.

La terapia chirurgica con l’asportazione chirurgica è il trattamento di prima scelta, viene utilizzata per rimuovere la lesione sospetta e inviarla per una diagnosi tramite biopsia escissionale o incisionale. Si ricorre alla chirurgia plastica quando è necessaria una ricostruzione con lembi o innesti, nei casi di ampie asportazioni oppure se i tumori interessano zone delicate.

Si ricorre alla chirurgia generale anche per valutare l’estensione della malattia al linfonodo sentinella (nei casi si melanoma dallo spessore uguale o superiore a 1mm), quindi nei casi più avanzati per procedere all’asportazione dei linfonodi stessi o di metastasi in altri organi.

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La terapia medica che utilizza vari trattamenti che vengono selezionati in base al tipo di tumore cutaneo, alle sue caratteristiche biologiche, all’aggressività e al coinvolgimento o meno di linfonodi e/o altri organi. Questo tipo di terapia, sempre più selezionata e personalizzata, viene definita dagli oncologi.

La chemioterapia che consiste nell’utilizzo di farmaci iniettabili o assumibili oralmente in grado di distruggere le cellule tumorali. I tumori della cute e in particolare i melanomi non si caratterizzano per una elevata chemiosensibilità.

L’immunoterapia è un tipo di trattamento che utilizza gli anticorpi monoclonali e agisce indirettamente sulle cellule tumorali riattivando una parte del nostro sistema immunitario, in modo tale che reagisca nei confronti delle cellule tumorali. Questa terapia è caratterizzata da tempi lunghi di risposta e da tossicità che si possono manifestare tardivamente, però, quando la risposta si manifesta, risulta essere significativa e duratura, portando ad un incremento della sopravvivenza dei pazienti.

Le terapie targeted sono rappresentate da farmaci che colpiscono particolari bersagli molecolari della cellula tumorale, che sono cruciali per la crescita e la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali stesse. Queste terapie sono costruite ad hoc su alcune caratteristiche della cellula tumorale, variabili da tumore a tumore. Spesso, proprio per la particolare specificità d’azione, questi farmaci risultano molto ben tollerati e rapidamente efficaci.

La terapia radiante è un trattamento che utilizza raggi X o fotoni, inducendo la morte delle cellule tumorali. Essendo un trattamento di precisione, si risparmiano le strutture sane circostanti. La radioterapia è una modalità di trattamento non invasiva, indolore, dura pochi minuti e si svolge quotidianamente per un numero di giorni variabile a seconda del tipo di tumore, delle dimensioni del tumore e della sede in cui la lesione è localizzata. Nel melanoma questo tipo di terapia viene impiegato quasi esclusivamente per il trattamento delle metastasi in qualsiasi sede.

Graziana Chieti, studentessa di Farmacia presso l’Università degli Studi di Bari. Grande appassionata di cosmesi e lettura. Ha frequentato corsi e seminari su Farmaco-economia e Cosmetica Fa parte di diverse associazioni culturali per la promozione sociale. “Penso che la divulgazione sia lo strumento necessario per combattere la cattiva informazione”.