lavanda

La lavanda: dal profumo alle proprietà benefiche

L’olio essenziale della Lavandula usato nella cosmetica, nella profumeria e nella fitoterapia; dai suoi piccoli e molteplici benefici alla nascita di un nuovo SOP per combattere l’ansia lieve e moderata

Contenuti

Il suo habitat naturale

Un pizzico di botanica

Come avviene la raccolta?

Cosa c’è nell’olio essenziale di lavanda?

Proprietà antimicrobiche

Proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche

Effetti sul tratto Gastro Intestinale GI

Proprietà sedative

Laila, il nuovo SOP contro l’ansia

Un’immensa distesa viola che corre per ettari ed ettari di collina e tutt’intorno un meraviglioso profumo di bucato, ammirando così un paesaggio mozzafiato. Di cosa stiamo parlando? Della lavanda naturalmente! Non è un caso che il suo nome derivi proprio dal verbo “lavare” e non è altrettanto casuale che la sua fragranza si trovi in moltissimi detersivi. Un tempo, quando il sapone era fatto ancora a mano, la lavanda veniva incorporata tale e quale nella massa da saponificare. Ne risultavano forme grezze, forse non bellissime da vedere, ma sicuramente efficaci! Riunita in mazzetti viene ancora posta nella biancheria pulita per profumare i cassetti e anche per preservare gli stessi da tarme e insetti.

Il suo habitat naturale

La lavanda si può trovare praticamente in tutta Italia, in particolare sul versante tirrenico, lungo tutta la zona collinare adiacente agli Appennini (dalla Liguria fino alla Sicilia) ad altitudini comprese tra 800 e 1500 mt sul livello del mare. Il suo habitat è molto vario proprio a causa della sua resistenza anche in condizioni climatiche avverse, si tratta infatti di una pianta rustica che cresce spontaneamente. Non teme il caldo e nemmeno il freddo, anche se è d’obbligo utilizzare qualche accortezza nel caso si verifichino delle massicce gelate. Diventa particolarmente rigogliosa se piantata in zone ben esposte al sole e ampiamente ventilate, non ha bisogno di molta acqua, al contrario, la sua presenza massiccia può essere causa di ristagno che nuoce alla sua salute.

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Un pizzico di botanica

Esistono moltissime varietà di lavanda, circa una quarantina, che differiscono tra loro per caratteristiche estetiche, per dimensioni, intensità del profumo e colorazione, ma quella più comune è la Lavandula Officinalis. Tutte le specie di lavanda sono caratterizzate da un piccolo arbusto sempreverde che giunto a maturazione può essere alto oltre un metro. I fusti sono contorti, le foglie sono ricoperte da una fine peluria che assume sfumature argentee sulle foglie vecchie, quasi bianche su quelle giovani e anch’esse sono deliziosamente profumate. Le infiorescenze, portate da lunghi steli, sono delle spighe. Ciascuna spiga contiene un numero variabile di fiori molto profumati e con aroma variabile a seconda della specie.

Come avviene la raccolta?

A seconda del loro utilizzo i fiori si raccolgono in periodi differenti. Per uso erboristico si raccolgono ad inizio fioritura, mentre per l’industria cosmetica e per la profumeria si aspetta il periodo di massima fioritura. La raccolta avviene estrapolando l’infiorescenza con tutto il fusto e facendo seccare i mazzi, appesi a testa in giù, in luoghi ventilati e ombrosi in quanto il sole scolorirebbe i fiori. Appena secchi, si separa la spiga dal gambo, e si conservano i fiori o in sacchetti di tela o in ciotole per profumare la casa. I fiori freschi vengono invece usati per estrarre gli oli essenziali.

Cosa c’è nell’olio essenziale di lavanda?

I fiori della lavanda sono utilizzati in fitoterapia per le numerose proprietà dovute alla presenza dell’olio essenziale. Quest’ultimo si presenta come un liquido incolore, oppure giallo-pallido o verdastro, dall’odore tipico e dal sapore amaro. L’olio di lavanda è composto da una serie di derivati terpenici. Nel dettaglio, i principali componenti di quest’olio essenziale sono rappresentati dal linalolo (presente in percentuali del 20-50%) e dall’acetato di linalile (presente in percentuali del 20-30%). Oltre a queste sostanze, sono anche presenti:

  • Cineolo;
  • 3-Ottanone;
  • Canfora;
  • Limonene;
  • Terpinen-4-olo;
  • Lavandulolo;
  • α-Terpineolo

Benché solitamente si consigli di utilizzare l’olio di lavanda solo esternamente, sono stati molti gli studi condotti in vitro e in vivo per determinarne le potenziali proprietà terapeutiche, anche per via orale.

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Proprietà antimicrobiche

Diversi studi hanno confermato che l’olio essenziale di lavanda possiede una discreta attività antibatterica (seppur inferiore rispetto a quella posseduta da altri oli, come, ad esempio, l’olio essenziale di rosmarino), associata a un’interessante attività antifungina. Nel dettaglio, quest’olio si è rivelato efficace contro ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistenti (MRSA) e contro ceppi di Enterococcus faecium vancomicino-resistenti; così come si è mostrato efficace contro funghi quali il Malassezia furfur e il Trichophyton rubrum. Per tale ragione, l’olio di lavanda è spesso impiegato come rimedio esterno per contrastare disturbi cutanei come l’acne e la forfora. La pianta è utilizzata per detergere ferite e piaghe; per alleviare il prurito e le punture di insetti; e per ridurre le irritazioni del cavo orale.

Proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche

All’olio di lavanda sono attribuite interessanti proprietà antinfiammatorie, che sembrano essere esercitate attraverso l’inibizione dell’attività della fosfolipasi C. La lavanda svolge anche un’azione balsamica sulle vie respiratorie per questo è impiegata efficacemente nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: influenza, tosse, raffreddore e catarro. Un ulteriore studio condotto su quest’olio ha dimostrato come esso sia in grado di inibire la degranulazione dei mastociti e il conseguente rilascio d’istamina, riducendo in questo modo la tipica componente infiammatoria delle reazioni allergiche.

Effetti sul tratto Gastro Intestinale GI

Diversi studi hanno dimostrato che l’olio di lavanda è in grado di esercitare effetti benefici a livello del tratto gastrointestinale. Più precisamente, esso è dotato di attività antispastica e di proprietà carminative che lo rendono particolarmente utile in caso di disturbi gastrici, coliche e flatulenza, ciò avviene limitando la formazione e soprattutto il ristagno di gas a livello gastro-intestinale e aiuta a distendere la muscolatura del ventre. Naturalmente, per espletare simili attività, l’olio di lavanda dev’essere assunto per via orale. Tuttavia, l’uso interno del prodotto è solitamente sconsigliato e, in qualsiasi caso, dovrebbe avvenire solo dopo aver chiesto il consiglio del proprio medico.

Proprietà sedative

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L’olio essenziale rilassante di lavanda aiuta a tenere la tensione sotto controllo, regalando una sensazione di calma e serenità. Una peculiarità fondamentale degli oli essenziali è che vengono percepiti come “odorosi” dal nostro olfatto.  A differenza degli altri sensi, le stimolazioni olfattive sono le sole a passare direttamente nella corteccia cerebrale. Le molecole aromatiche che si diffondono nell’aria raggiungono così la parte superiore delle cavità nasali. Qui le cellule olfattive, una volta sollecitate, trasformano lo stimolo chimico in impulsi elettrici che a loro volta stimolano i centri deputati all’odorato. Questo spiega come mai un odore o un profumo possa evocare istantaneamente ricordi di esperienze vissute anche molto tempo addietro in modo, a volte, più intenso di quello evocato da un’immagine o da un suono. L’olio essenziale di lavanda allevia il mal di testa e i disturbi causati dallo stress; svolge un’efficace azione rilassante in caso di turbe emotive, nervosismo, insonnia, ipertensione, tachicardia, stress. Concilia il sonno ed è molto utile in caso di bambini sovraeccitati e che si addormentano con difficoltà.

Laila, il nuovo SOP contro l’ansia

Lansia lieve è uno stato di preoccupazione che crea tensione, irrequietezza, confusione, agitazione, sonno disturbato e cattivo umore. A livello europeo circa 40 milioni di persone soffrono di ansia, in Italia circa 17 milioni. Esiste da poco in commercio un farmaco SOP (senza obbligo di prescrizione medica), Laila, di origine vegetale che combatte i sintomi dell’ansia lieve e moderata e i disturbi del sonno correlati. Laila è un farmaco a base di olii essenziali derivanti dalla distillazione della Lavandula Agustifolia, possiede un elevato contenuto di acetato di linalile e linalolo, terpeni che in concentrazioni nano molari hanno un’attività farmacologica. L’ olio essenziale di lavanda riduce l’influsso di calcio a livello pre-sinaptico, inibendo non selettivamente differenti tipologie di canali del calcio voltaggio-dipendenti. Questa azione può attenuare l’eccessiva risposta allo stress del sistema nervoso centrale associata all’ansia, allo stress e ai disturbi dell’umore. L’olio essenziale, inoltre, riduce l’attività del recettore 5HT1A, coinvolto nei meccanismi di insorgenza dell’ansia. Laila ha un’emivita di 1 ora, passa la barriera ematoencefalica e svolge il suo effetto ansiolitico senza dare sedazione o sonnolenza. Gli studi hanno dimostrato che per esplicare al massimo l’azione ansiolitica sono richiesti 14 giorni consecutivi del suo utilizzo. Tale farmaco comunque, non è indicato come medicinale sostitutivo per pazienti in trattamento con benzodiazepine (BDZ, come ad esempio Xanax). Possiamo dire che Laila si posiziona un po’ nel mezzo tra i trattamenti naturali fitoterapici (valeriana, passiflora etc…) e i trattamenti farmacologici sedativo-ipnotici e che quindi è indicato per stati di ansia che traggono poco giovamento dal trattamento con i rimedi naturali classici ma che non necessitano di trattamenti farmacologici con farmaci appartenenti alla categoria delle BDZ.

Laureata in Farmacia e farmacia industriale presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Attualmente Farmacista territoriale presso Farmacia “Cantafora” a Crotone. “Ritengo che la divulgazione scientifica sia uno dei rami principali della comunicazione. Il nostro ruolo, in qualità di professionisti, è quello di trovare una forma di dialogo accessibile e di facile comprensione che racchiuda una fascia di pubblico relativamente ampia, in modo tale da poter accendere in tutti una piccola miccia di curiosità.”