zenzero

Lo zenzero: la radice dal sapore caldo e pungente

Lo Zingiber (zenzero) Officinale come rimedio fitoterapico: proprietà benefiche, origini e curiosità storiche, aspetti botanici, composizione chimica, dosi giornaliere, controindicazioni ed interazioni con altri farmaci

Contenuti

Un po' di botanica

Storia e curiosità

Quando usare lo zenzero

Quali sono i principi attivi dello zenzero

Controindicazioni e interazioni

Lo zenzero è una radice dalle proprietà uniche, ha un’azione fondamentale nel favorire la nostra bilancia energetica, contrastando l’infiammazione, la glicazione e lo stress ossidativo, oltre a stimolare il nostro metabolismo! Tale spezia ha diverse proprietà e benefici: è digestiva, depurativa, fa dimagrire, antireumatica, anticellulite, inoltre contrasta la formazione di gas intestinali e contrasta il reflusso gastroesofageo. Ma non è finita qui, i benefici legati al consumo di zenzero vanno ad interessare anche altri organi e apparati, scopriamo insieme quali.

Un po’ di botanica

Lo zenzero, Zingiber Officinale, è uno dei componenti della famiglia botanica delle Zingiberaceae che comprende anche il Cardamomo e la Curcuma. E’ una radice commestibile che ha principalmente il ruolo di spezia piccante, con aroma gradevole, caldo e pungente.

Si presenta come una specie di “tubero”, con forma decisamente irregolare, più o meno allungato e bitorzoluto, di colore variabile tra il marroncino e il giallo pallido. La radice in realtà è un rizoma e la sua polpa è ricca di amido, ma contiene anche proteine, lipidi, vitamina A e tiacina. Lo zenzero possiede un forte aroma ed un sapore leggermente piccante che lo rende adatto per essere utilizzato in varie forme: fresca in centrifugati e frullati, essiccata in tisane e the, candita e cristallizzata nei dolci, polverizzata come aroma, in salamoia con l’aceto dolce per le preparazioni a base di sushi. La parte della pianta maggiormente utilizzata per le sue proprietà è il rizoma, da cui trae origine il nome stesso della pianta che in sanscrito significa “radice corno”. Il tempo di maturazione del rizoma determina la concentrazione dell’olio essenziale e dei principi attivi caratteristici dello zenzero per cui la raccolta dovrebbe avvenire non prima dei nove mesi di età della pianta.

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Storia e curiosità

Le origini dello zenzero si trovano in Asia, in particolare Cina e India, dove veniva coltivato già 5000 anni fa e utilizzato come spezia, condimento e rimedio curativo. Sbarca nel nostro continente solo con Alessandro Magno, e il suo uso si diffonde dall’Antica Grecia a tutto l’Impero Romano, arrivando, grazie agli Arabi, fino all’Africa. È un periodo particolarmente fiorente per il commercio di spezie, e lo zenzero diventa tra il XIII e il XIV la spezia più commercializzata: in forma essiccata e polverizzata, viaggia dall’Oriente fino al bacino del Mediterraneo, si diffonde a macchia d’olio, conquista i popoli con le sue proprietà così sorprendenti da sembrare magiche.

Confucio (500 a.C.) pensava che lo zenzero schiarisse la mente, e non terminava mai un pasto senza masticarne un pezzetto! Nel Corano viene descritto come una pianta benedetta da Dio. Plinio il Vecchio lo consiglia come digestivo, il medico Discoride lo consiglia in caso di dolori allo stomaco, Pitagora ne studia l’efficacia come antidoto al morso dei serpenti. I popoli Arabi lo indicano, forse ispirati dal suo sapore leggermente piccante, come stimolante per la libido, utile a rinvigorire le prestazioni sessuali. Perfino la celebre Scuola medica Salernitana ne loda le proprietà afrodisiache, e ne fa l’ingrediente principale per le pozioni d’amore.

Non dimentichiamoci poi della leggenda dell’omino di pan di zenzero! Frutto dell’immaginazione della regina Elisabetta I d’Inghilterra nel XVI secolo. La Regina era solita far preparare questi biscotti dalle sembianze umane aromatizzati allo zenzero per i suoi ospiti importanti che venivano invitati presso la sua corte.

Quando usare lo zenzero

Lo zenzero si rende utile come rimedio fitoterapico in presenza di:

  • Nausea in gravidanza, durante la quale dev’essere assunto previo consenso medico;
  • Cinetosi da terapie farmacologiche (chemioterapia, antivirale per HIV);
  • Nausea e vomito post operatori;
  • Tensione addominale;
  • Cattiva digestione;
  • Diarrea;
  • Flatulenza;
  • Inappetenze;
  • Sindrome del colon irritabile;
  • Dispepsia;
  • Coliche.

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Le applicazioni fitoterapiche sono molteplici e variegate, ma le più note e documentate riguardano l’effetto antinausea dello zenzero, pianta rizomatosa che al suo interno contiene olio essenziale, gingeroli e shogaoli, nota per essere uno stimolante della circolazione periferica e per la sua azione antiinfiammatoria e antiossidante.

I marinai cinesi utilizzano lo zenzero contro il mal di mare sin da tempi remoti; non a caso, in uno studio condotto su un gruppo di cadetti della marina, la radice di zenzero si è dimostrata molto più efficace del placebo nel ridurre il vomito.

Le maggiori certezze riguardano la sua utilità in gravidanza, durante la quale l’effetto antinausea si è dimostrato paragonabile a quello della vitamina B6 (piridossina). Non è un caso, perciò, che in diverse parti del mondo, da anni, sia la spezia più utilizzata durante la gravidanza per combattere e contrastare le nausee del primo trimestre. La sua efficacia in questo senso è stata dimostrata in diversi studi rivelando che, assunto come radice secca polverizzata a dosaggi di 1000mg/die frazionati in 4 somministrazioni per quattro giorni, determina una riduzione significativa di nausea e vomito gravidici migliorando, quindi, la sensazione di benessere della futura mamma.

Sotto forma di frutta candita da succhiare, grattugiato fresco su tantissimi piatti (anche nelle zuppe e nei piatti di legumi), oppure bevuto come tisana calda, è davvero un grande alleato per tutte quelle donne che nelle prime settimane di gravidanza non riescono a venir fuori dall’incubo della nausea spesso, per altro, accompagnata dal vomito.

Minori evidenze scientifiche si hanno circa l’utilità dello zenzero nel trattamento generale della cinetosi (mal d’auto, mal d’aereo ecc), così come della nausea e del vomito post-operatori o post-trattamento con farmaci antitumorali.

Un’altra ben nota e documentata applicazione dello zenzero riguarda il suo impiego nel trattamento della dispepsia, cioè di quel variegato gruppo di sintomi associato a una digestione difficile e laboriosa (eruttazione, gonfiore di stomaco, nausea, meteorismo e flatulenza). La polvere di zenzero per uso orale è infatti in grado di stimolare i normali movimenti peristaltici di stomaco e intestino (effetto procinetico).

Numerose sono anche le evidenze circa un suo effetto colagogo, utile per stimolare la funzionalità epatica; questa sua azione positiva sulla secrezione biliare giustificherebbe anche il presunto effetto ipocolesterolemizzante.

Le indicazioni secondarie dello zenzero, invece, includono: l’uso topico (esterno); impiegato come revulsivo e come tale è presente in vari preparati antireumatici.

È anche usato nella medicina tradizionale per trattare i morsi di serpente velenoso.

Il succo fresco può essere indicato per trattare ustioni, mentre l’olio di zenzero è un blando repellente per gli insetti.

Quali sono i principi attivi dello zenzero
  • Gingeroli (amari e pungenti);
  • Derivati dei gingeroli (zingerone e shogaoli);
  • Componenti volatili dell’olio essenziale (1-3%: sesquiterpeni come lo zingiberene e B-bisabolene, insieme a vari monoterpeni.

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Le dosi giornaliere utilizzate nel corso degli studi, che ne hanno indagato le proprietà fitoterapiche, variano da 0,5 a 4 grammi di droga polverizzata ed essiccata al giorno. In alternativa, lo zenzero è facilmente reperibile sotto forma di rizoma essiccato. A scopo fitoterapeutico, comunque, gli estratti secchi sono da preferire in quanto standardizzati nei principi attivi che caratterizzano la droga (gingeroli). Spesso, nelle preparazioni erboristiche, lo zenzero si trova associato ad altre droghe con analoga attività, come anice, cardo, santo, cannella, cumino e finocchio.

Per ottenere un’azione più blanda è possibile ricorrere a tè (infusi e decotti di zenzero) generalmente indicati per la loro azione digestiva e “riscaldante”; a tale scopo in genere vengono consigliati 30g di rizoma fresco finemente tritato in 1 litro d’acqua, da lasciare in decozione per circa 3 minuti, filtrando e bevendone poi una tazza dopo i pasti principali.

Controindicazioni e interazioni

L’assunzione eccessiva di zenzero può causare:

  • Dolori e bruciori di stomaco;
  • Disturbi intestinali con flatulenza e diarrea.

Per il suo effetto antitrombotico, gli individui trattati con anticoagulanti orali (tipo warfarin) o FANS(tipo aspirina) dovrebbero assumere lo zenzero con cautela e sotto controllo medico.

Essendoci la possibilità che lo zenzero riduca la glicemia, può essere necessario modificare il dosaggio farmacologico per prevenire eventuali complicazioni.

Laureata in Farmacia e farmacia industriale presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Attualmente Farmacista territoriale presso Farmacia “Cantafora” a Crotone. “Ritengo che la divulgazione scientifica sia uno dei rami principali della comunicazione. Il nostro ruolo, in qualità di professionisti, è quello di trovare una forma di dialogo accessibile e di facile comprensione che racchiuda una fascia di pubblico relativamente ampia, in modo tale da poter accendere in tutti una piccola miccia di curiosità.”