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Solari: l’importanza di proteggersi dai raggi UV

Con l’arrivo dell’estate spesso si pensa che utilizzare solari non sia necessario al fine di una costante ricerca dell’abbronzatura omogenea e perfetta, mettendo a rischio la salute della nostra pelle

Contenuti

Cos’è un prodotto solare?

Cosa si intende per filtro solare?

L’importanza dei filtri solari

Sentiamo spesso parlare di UVA, UVB ed SPF, ma cosa significano?

I filtri solari si dividono in fisici e chimici: qual è la differenza?

Come scegliere il solare giusto

Come utilizzare e conservare i solari in maniera adeguata

Cos’è un prodotto solare?

Per prodotto solare si intende qualsiasi preparato destinato ad essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione. Abbiamo diversi tipi di prodotti solari in commercio: creme, lozioni, latti, oli, gel, spray, che possono essere utilizzati per il viso e per il corpo, per adulti o bambini.

I prodotti solari esplicano questa azione grazie alla presenza dei filtri solari.

Cosa si intende per filtro solare?

Nell’articolo 2 del regolamento CE n.1223/2009 del 30 novembre 2009, i filtri solari vengono definiti come

Sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l’assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV

Non sono altro che composti chimici aventi differente struttura, capaci di assorbire, diffondere e/o riflettere i raggi ultravioletti. In genere i prodotti solari non contengono un unico filtro, bensì una miscela di più sostanze al fine di ottenere un grado di protezione idoneo.

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L’importanza dei filtri solari

I filtri solari si sono evoluti per proteggerci dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette (UVR). L’UVB provoca eritema e danno al DNA, mentre l’UVA è associato all’abbronzatura, al photoaging e genera anche eccesso di specie reattive dell’ossigeno che danneggiano in maniera indiretta il DNA. Quindi, un’esposizione UV eccessiva può ancora portare a mutazioni e instabilità genetica. È stato anche dimostrata una immunosoppressione indotta da UV, che svolge probabilmente un ruolo indiretto nella fotocarcinogenesi, mentre l’esposizione solare a lungo termine ha probabilmente un ruolo più diretto nello sviluppo del cancro della pelle non melanoma (NMSC).

Sentiamo spesso parlare di UVA, UVB ed SPF, ma cosa significano?

Le radiazioni solari si dividono in luce visibile, raggi infrarossi (IR) e ultravioletti (UV). Questi ultimi (UVA, UVB e UVC) raggiungono il derma e producono effetti a livello dei tessuti e del sistema metabolico.

Nello specifico, i raggi UVA penetrano in profondità nella pelle e stimolano il rilascio della melanina, che provoca la tanto desiderata abbronzatura. Gli UVA sono presenti anche nei giorni nuvolosi, non creano particolare disagio e il loro effetto può manifestarsi anche dopo anni. Possiamo ridurre ciò indossando gli occhiali da sole, gli indumenti protettivi e utilizzando filtri solari. I raggi UVB sono più dannosi e potenzialmente cancerogeni degli UVA, ma hanno dalla loro parte la stimolazione della neosintesi di melanina e l’attivazione del metabolismo della vitamina D.

I filtri solari assorbono o riflettono i raggi UV. Il numero SPF indica solo l’efficacia di una protezione solare contro i raggi UVB. Se si vuole proteggere la pelle sia dai raggi UVB che UVA, che causano invecchiamento precoce della pelle, bisogna cercare una protezione solare che possa fornire protezione UV ad ampio spettro (UVA/UVB). Occhio all’etichetta!

L’SPF è definito come il rapporto tra MED (dose minima eritematosa) della pelle protetta e non protetta. In teoria, l’applicazione di un prodotto con SPF5 fornisce una protezione contro le scottature cinque volte più a lungo della pelle non protetta. In realtà, questo non è del tutto preciso perché bisogna tenere in considerazione la quantità di prodotto applicato, la frequenza, il momento e il luogo, e la sorgente delle radiazioni.

Lo standard FDA per i test SPF richiede l’applicazione di 2 mg/cm2 sulla pelle protetta, ma invece si stima che lo spessore reale di un’applicazione sia tra 0,5 e 1,0 mg/cm2, il che riduce l’efficacia dell’SPF. Secondo la normativa vigente, i prodotti definiti come protezioni solari devono possedere un valore di SPF compreso nei seguenti range:

  • SPF 6-10 (protezione solare bassa);
  • SPF 15, 20 o 25 (protezione solare media);
  • SPF 30-50 (protezione solare alta);
  • SPF ≥ 50+ (protezione molto alta).
I filtri solari si dividono in fisici e chimici: qual è la differenza?

Si definiscono filtri fisici quei filtri capaci di riflettere e/o diffondere le radiazioni ultraviolette. I filtri fisici vengono anche chiamati filtri inorganici o insolubili, perché si tratta di molecole inorganiche (ossidi). Secondo la CE n.1223/2009 del 2009, attualmente sono ammessi i seguenti filtri fisici all’interno dei prodotti solari:

  • Biossido di titanio;
  • Biossido di titanio nanoparticelle;
  • Ossido di zinco;
  • Ossido di zinco nanoparticelle.

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Il regolamento sui prodotti cosmetici determina anche la concentrazione massima di filtro che si può utilizzare nel prodotto finito e quali caratteristiche devono possedere le particelle. I filtri fisici, una volta applicati sulla cute, tendono a dare origine al cosiddetto “effetto bianco” o “effetto fantasma”, poiché riflettono anche la luce visibile. L’utilizzo di nanoparticelle dovrebbe ridurre questo problema.

Si definiscono filtri chimici tutti quei filtri solari capaci di assorbire le radiazioni UV, restituendole sotto forma di altra energia, non pericolosa per la pelle. I filtri chimici sono anche noti con il nome di “filtri organici” e non danno origine al cosiddetto “effetto bianco”. I filtri solari chimici approvati per l’utilizzo nei prodotti cosmetici sono diversi suddivisi in:

  • Filtri chimici UVA (derivati del benzofenone e derivati del dibenzoilmetano);
  • Filtri chimici UVB (derivati dell’acido para-amminobenzoico, derivati dell’acido salicilico, derivati dell’acido cinnamico, derivati della canfora e derivati a struttura varia).
Come scegliere il solare giusto

Il prodotto solare più adeguato alle proprie esigenze deve soddisfare alcuni criteri. Deve essere:

  • In grado di proteggere da tutte le radiazioni ultraviolette;
  • Fotostabile;
  • Sicuro, non tossico e non sensibilizzante;
  • Resistente all’acqua e al sudore;
  • Di facile applicazione e gradevole sulla pelle.

Un fattore importante da tener in considerazione è il fototipo. Esistono delle tabelle che servono a valutare il tipo di fototipo in funzione del colore della pelle, dei capelli, degli occhi e dell’abbronzatura (dal I al VI).

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Come utilizzare e conservare i solari in maniera adeguata

Una volta scelto il prodotto solare adatto, bisogna evitare di lasciarlo esposto al sole o alle alte temperature (in spiaggia è meglio metterlo nella borsa frigo!); ripetere l’applicazione del prodotto dopo ogni 2 ore o dopo aver sudato o essersi fatti il bagno; utilizzare prodotti specifici dotati di SPF elevato per proteggere i bambini; rispettare la data di scadenza indicata sulla confezione.

Una volta aperto un solare può essere utilizzato senza effetti nocivi per un limitato periodo di tempo, generalmente indicato con la sigla PAO preceduta dal disegno di un barattolo di crema aperto. È importante rispettare attentamente il PAO per evitare eritemi o vere e proprie ustioni.

Se applicati correttamente, i filtri solari sono efficaci nel prevenire le scottature e le abbronzature acute. Hanno anche avuto successo nel ridurre alcuni effetti cronici di irradiazione UVR, tra cui immunosoppressione, fotocarcinogenesi e fotoinvecchiamento.

I prodotti solari sono presenti in commercio in diverse preparazioni: abbiamo lozioni, creme, gel a base d’acqua, stick, spray e cosmetici. Lozioni e creme consentono la più grande varietà di formulazioni e sono utilizzate più spesso. I gel vengono facilmente lavati via nuotando e sudando, ma sono preferiti da soggetti con pelle grassa o acneica. Gli stick sono usati per proteggere piccole aree come le labbra. Gli spray sono pratici, ma vengono spesso applicati in modo insufficiente. Gli agenti di protezione solare possono anche essere trovati in prodotti per la cura dei capelli, come shampoo e tinte, per proteggerli dai cambiamenti di colore indotti dai raggi UV e dai danni alle proteine.

L’insuccesso della protezione solare può derivare da un’applicazione insufficiente, da una riapplicazione non frequente e dall’utilizzo di prodotti scaduti. In conclusione, i prodotti solari sono alleati importanti per prevenire malattie della pelle gravi come il melanoma. L’abbronzatura può essere bella, ma mai più importante della nostra salute.

Graziana Chieti, studentessa di Farmacia presso l’Università degli Studi di Bari. Grande appassionata di cosmesi e lettura. Ha frequentato corsi e seminari su Farmaco-economia e Cosmetica Fa parte di diverse associazioni culturali per la promozione sociale. “Penso che la divulgazione sia lo strumento necessario per combattere la cattiva informazione”.