acido ialuronico

Acido Ialuronico: è realmente un “elisir di giovinezza”?

Ultimamente siamo bombardati da pubblicità accattivanti, che ci descrivono la molecola di acido ialuronico come rimedio infallibile al tempo che passa. Analizziamola attentamente e vediamo se è realmente così miracolosa.

Contenuti

Cos’è l’acido ialuronico?

A cosa serve?

Quali sono le sue funzioni in ambito cosmetico?

Le diverse tipologie di acido ialuronico

Perché il tanto ambito effetto antirughe non viene sempre soddisfatto?

Cos’è l’acido ialuronico?

L’acido ialuronico è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi, e conferisce alla pelle resistenza e mantenimento della forma. Chimicamente, viene classificato come un glicosamminoglicano, in quanto la molecola è costituita da una catena polisaccaridica prodotta dall’aggregazione di unità disaccaride, a loro volta costituite da residui di acido glucuronico ed N-acetilglucosammina.

A pH fisiologico questi residui sono ionizzati, conferendo alla molecola di acido ialuronico elevata polarità e, quindi, un’elevata solubilità in acqua. Grazie a questa proprietà, è in grado di complessarsi con moltissime molecole di acqua raggiungendo un elevato grado di idratazione. Poiché l’acido ialuronico è essenzialmente idrofilo, e quindi poco solubile nei tessuti idrofobici, per uso cosmetico viene utilizzato come sodio ialuronato. Viene di fatto convertito in forma salina attraverso la regolazione del pH, in modo tale da renderlo maggiormente idrosolubile.

A cosa serve?

L‘acido ialuronico ha come funzione principale il mantenimento del grado di idratazione, turgidità, plasticità e viscosità; ciò è dovuto alla sua conformazione, che gli permette di incamerare molta acqua. Agisce anche da cemento, molecola anti-urto e lubrificante. L’acido ialuronico, quindi, si organizza in una struttura reticolare che ha due principali funzioni:

  • Creare un’impalcatura molecolare per mantenere la forma e il tono del tessuto;
  • Funzionare come un filtro contro la diffusione libera nel tessuto di batteri e agenti infettanti, sfruttando il peso molecolare delle sostanze.

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Quali sono le sue funzioni in ambito cosmetico?

Denominato nell’INCI come hyaluronic acid o sodium hyaluronate, l’acido ialuronico per le sue incredibili proprietà idratanti, anti-age e cicatrizzanti, è un attivo presente ed un ingrediente indispensabile in tutte le linee cosmetiche in commercio ed ha un grande peso molecolare e quindi non penetra facilmente nella pelle. Deve essere sottoposto a trattamento chimico per essere efficace nell’applicazione topica. Per questo entra in gioco il sodio ialuronato con una serie di pesi molecolari più piccoli, il quale ha la capacità di penetrare negli strati più profondi della pelle e attirare e legare anche l’acqua.

Nelle formulazioni cosmetiche, l’acido ialuronico ad alto peso molecolare permette di creare un film sulla pelle, impedendo la perdita d’acqua e, di conseguenza, incrementando l’idratazione; le formulazioni a basso peso molecolare permettono un assorbimento della molecola fino agli strati più profondi del derma, dando un’idratazione più profonda, migliore tono ed elasticità cutanea ed infine quelle a medio peso molecolare sono responsabili della ritenzione di acqua negli strati medi e superficiali dell’epidermide, completa l’azione d’idratazione e tono ottenuta in sinergia con le molecole a basso e alto peso molecolare. Si ha effetto filmogeno.

È sbagliato dire che l’acido ialuronico ad alto peso molecolare non penetra nella pelle, perché se il peso molecolare supera i 500 dalton, si ha una penetrazione molto lenta. Le percentuali che si usano in cosmetica sono dallo 0,01 allo 0,5% se contenuto in una crema o siero, se in gel possono contenerlo massimo all’1% ed è usato come gelificante.

Quando invecchiamo la nostra pelle inizia a perdere la sua capacità di ritenzione dell’acqua, andando incontro progressivamente a disidratazione. Il risultato è una pelle secca, poco compatta e sottile. L’acido ialuronico è in grado di lavorare su due livelli cutanei: in profondità, restituendo volume alla pelle, e a livello superficiale, rendendo la cute più soffice ed elastica. Tra l’altro, regolando l’idratazione della pelle, l’acido ialuronico regola anche la produzione di sebo.

Riducendosi il film idro-lipidico, la pelle è maggiormente esposta agli agenti esterni come inquinamento e raggi UV, che accelerano il processo di invecchiamento cutaneo. L’acido ialuronico, in questo caso, agisce da ottimo ingrediente anti-age, andando a stimolare i fibroblasti che aumentano la produzione di collagene. Come risultato si ottiene una pelle più voluminosa e piena, con le rughe più attenuate.

L’acido ialuronico è efficace anche contro l’iperpigmentazione, prevenendo o riducendo le macchie della pelle dovute all’invecchiamento.

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Studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di una connessione tra la qualità delle cicatrici e la quantità di acido ialuronico presente nel nostro corpo. Si ritiene che sia anche un buon antinfiammatorio cutaneo. Per questo è molto efficace per ridurre le cicatrici dell’acne e i segni lasciati dall’infiammazione sul viso.

Le diverse tipologie di acido ialuronico
  •  Microsfere di acido ialuronico: una tecnologia innovativa che consiste nella disidratazione dell’acido ialuronico e nella sua dispersione in una soluzione liposolubile. Quando viene applicata sulla pelle, in particolare in prossimità delle rughe, richiama a sé l’acqua aumentando di volume e andando a riempire la ruga.
  • Liposomi di acido ialuronico: sfere liposomiali contenenti acido ialuronico che riescono ad attraversare lo strato corneo, liberando negli strati più profondi dell’epidermide la molecola che in questo caso svolge un’azione di protezione e riparazione della pelle.
  • Bio-rivitalizzazione transdermica: infiltrazione di acido ialuronico nella pelle senza l’utilizzo di aghi. In genere si utilizza l’elettroporazione, cioè si aprono dei canali acquosi temporanei mediante impulso elettrico, favorendo la penetrazione della molecola il cui peso molecolare deve essere il più basso possibile.
  • Acido ialuronico “cross-linked”: sistema di veicolazione in cui l’acido ialuronico funziona da carrier per altre molecole attive.

Esistono inoltre valide alternative di origine vegetale all’acido ialuronico: un estratto di pianta di carruba (Ceratonia Siliqua Gum), che possiede interessanti proprietà antidisidratanti e ammorbidenti ed un’altra categoria di molecole di origine polimerica, rappresentata dagli exo-polisaccaridi, polimeri ad alto peso molecolare costituiti da molecole di monosaccaridi secreti da particolari microrganismi che hanno la funzione di aiutare a mantenere un’ottima funzione barriera della pelle e assicurare un’eccellente azione idratante.

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Perché il tanto ambito effetto antirughe non viene sempre soddisfatto?

Le creme anti-age all’acido ialuronico richiedono un’applicazione quotidiana, anche più volte al giorno. La crema va stesa sulla pelle del viso al mattino e/o alla sera prima di coricarsi; per facilitarne l’assorbimento, si consiglia di massaggiare delicatamente il prodotto nei punti critici del volto.

L’effetto finale è soprattutto influenzato dallo stile di vita che si conduce. Da qui nasce l’esigenza di supportare l’applicazione del cosmetico ad un’alimentazione regolare, ricca di frutta e verdura (fonte di vitamine ed antiossidanti).

Quando le creme all’acido ialuronico non sono sufficienti per contrastare le rughe, è possibile assumere l’acido ialuronico per via orale oppure iniettandolo sottopelle:

  • Integratore antirughe all’acido ialuronico: in questo caso l’acido ialuronico è associato a vitamine antiossidanti (vitamina A, C ed E), coenzima Q10, selenio, collagene ed acido lipoico, in modo tale da potenziare l’effetto antiaging.
  • Iniezioni di filler all’acido ialuronico: assicurano alla pelle un benefico effetto anti-age, rigenerante ed idratante.

In conclusione, abbiamo analizzato questa molecola e le sue proprietà, le quali si sono rivelate efficienti soprattutto nelle pelli secche e mature. Naturalmente, trattandosi di attivi utilizzati in preparazioni cosmetiche, per poterne apprezzare a pieno l’efficacia, bisogna migliorarsi dall’interno, assumendo uno stile di vita sano. Come in ogni cosa ci sono i pro e i contro, ma se si conosce cosa è presente nei nostri prodotti cosmetici, possiamo solo trarne benefici.

Graziana Chieti, studentessa di Farmacia presso l’Università degli Studi di Bari. Grande appassionata di cosmesi e lettura. Ha frequentato corsi e seminari su Farmaco-economia e Cosmetica Fa parte di diverse associazioni culturali per la promozione sociale. “Penso che la divulgazione sia lo strumento necessario per combattere la cattiva informazione”.