acidosi metabolica

Dieta moderna possibile causa di acidosi metabolica

Siamo tutti un po’ acidi. L’acidosi metabolica è una condizione determinata da un eccesso di acidi nell’organismo. Capiremo cos’è, come effettuare un’autodiagnosi tempestiva e quali sono i rimedi possibili

Contenuti

Cos’è l’acidosi metabolica? Perché è una condizione dannosa?

Come riconoscere se si è in acidosi?

Se è vero che nasciamo neutri, quali comportamenti inducono acidità?

Quali prodotti scegliere per regolare il pH?

Cos’è l’acidosi metabolica? Perché è una condizione dannosa?

Il metabolismo energetico genera un accumulo di scorie metaboliche che vengono eliminate attraverso l’intestino, i reni, la pelle ed i polmoni. Molte di queste scorie metaboliche sono acide e necessitano di un’opportuna neutralizzazione per poter essere eliminate.

Il pH dei liquidi extra-cellulari è fisiologicamente compreso tra 7.35 e 7.45. Tale valore rappresenta un punto di equilibrio essenziale per la sopravvivenza.

L’equilibrio acido-base è preservato da processi metabolici automatici ed efficienti, che sono rappresentati dal:

  • Sistema tampone osseo (immediato);
  • Controllo della respirazione, la quale permette di eliminare gli acidi volatili (lento);
  • Eliminazione degli acidi o delle basi in eccesso per via renale (molto lento).

Questi sistemi di controllo agiscono sinergicamente per mantenere il giusto equilibrio. Quando il pH scende ci sono alcune aree del cervello che attivano il centro del respiro e stimolano i polmoni ad eliminare più anidride carbonica. I reni, invece, eliminano più acido con le urine. L’osso agisce rilasciando fosfati e carbonati.

La concentrazione di ioni idrogeno liberi nei liquidi corporei è solitamente bassa, quando le sostanze di scarto del metabolismo e le tossine restano all’interno delle cellule o nell’ambiente circostante senza defluire attraverso i sistemi di eliminazione, ne provocano un innalzamento con conseguente abbassamento di pH che genera infiammazione. I protoni, infatti, sono così reattivi che anche minime variazioni di concentrazione influenzano reazioni enzimatiche e processi fisiologici.

acidosi metabolica

Il sistema immunitario è sicuramente il primo a risentire di una variazione del pH corporeo. Ciò comporta una maggiore esposizione alle infezioni, soprattutto a livello di organi e tessuti che più facilmente di altri accumulano tossine.

Condizioni di acidosi metabolica nei bambini predispongono a scarsa produzione dell’ormone della crescita con conseguente bassa statura; negli anziani, invece si è notata una perdita di tessuto muscolare, condizione nota come sarcopenia.

Altri danni a cui possiamo andare incontro riguardano gli organi coinvolti nei sistemi tampone dell’organismo.

Come abbiamo precedentemente accennato, il sistema osseo rappresenta il grande serbatoio alcalinizzante del nostro corpo grazie alla presenza di fosfati e carbonati. In risposta al carico acido della dieta moderna, questi sali vengono rilasciati nella circolazione sistemica per mantenere l’omeostasi del pH corporeo. Purtroppo i minerali ossei eliminati nelle urine potrebbero non avere una compensazione completa attraverso l’assorbimento intestinale e questo può determinare l’insorgenza di osteoporosi per demineralizzazione ossea.

Come riconoscere se si è in acidosi?

I casi di acidosi lieve sono spesso asintomatici e quindi difficilmente riconoscibili, al contrario acidosi più gravi, con valori di pH inferiori a 7.10, si manifestano con:

  • Iperventilazione;
  • Nausea e vomito associati a stanchezza, sonnolenza e difficoltà di concentrazione;
  • Maggiore suscettibilità alle infezioni;
  • Tendenza all’aumento di peso e iperglicemia con rischio di diabete;
  • Aumento dei radicali liberi che determina invecchiamento precoce;
  • Emicrania, mal di testa, torcicollo, lombalgia;
  • Indebolimento osseo e dolori articolari;

Un semplice test casalingo ci può aiutare a fare un’autodiagnosi di acidosi metabolica e quello che ci serve è una cartina tornasole con scala pH 5-8, acquistabile in farmacia.

Il test si effettua bagnando con una goccia di urina un pezzetto di cartina tornasole. Una volta bagnata, questa cambia colore, che deve essere confrontato con la scala cromatica riportata sulla confezione. A ciascun colore corrisponde un valore di pH. I livelli di pH urinario ottimali si aggirano attorno a 7.3.

L’operazione va ripetuta tre volte al giorno: con le seconde urine del mattino, prima di pranzo e prima di cena, per circa una settimana.

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Se è vero che nasciamo neutri, quali comportamenti inducono acidità?

Sicuramente la dieta riveste un’importanza assoluta nell’aumento dell’acidosi metabolica. La dieta moderna, povera di fibre e di minerali come il magnesio e il potassio, ma ricca di grassi saturi e zuccheri semplici può indurre acidosi metabolica.

Alimenti dannosi per l’equilibrio acido-base sono i formaggi stagionati e i latticini in generale come lo yogurt, il gelato e la panna, e i cibi proteici o i grassi di origine animale come il burro, le uova, le carni e gli insaccati. Ovviamente non si può evitare di nominare i cosiddetti cibi spazzatura (snack dolci e salati, cibi precotti, bibite gassate, succhi di frutta industriali, caramelle e dolciumi) e l’alcool.

Sono da limitare i prodotti a base di cereali raffinati, le carni, i latticini e il pesce, ovvero i prodotti ad alto contenuto proteico. Tuttavia, poiché un adeguato apporto di proteine è indispensabile per la prevenzione dell’osteoporosi e della sarcopenia, sarebbe più opportuno inserire alimenti alcalinizzanti per tamponare l’ambiente corporeo.

Un altro elemento della dieta moderna che favorisce l’acidosi metabolica è l’eccesso di sodio. Una dieta ricca di sodio esacerberà la perdita ossea e muscolare durante l’immobilizzazione dell’anziano, aumentando il riassorbimento osseo e la perdita del muscolo.

Oltre alle abitudini alimentari, anche l’attività fisica intensa e alcune malattie possono indurre acidosi.

Quali prodotti scegliere per regolare il pH?

Una dieta che ci preservi da acidificazione tissutale deve prevedere l’introito del 20% di cibi acidificanti e dell’80% di cibi alcalinizzanti.

La valutazione della qualità degli alimenti che ingeriamo deve essere valutata in base al contenuto minerale: sodio, potassio, magnesio e calcio sono i minerali maggiormente basificanti. Quindi frutta e verdura consumate crude possono, con qualche piccola eccezione, portare il pH a livelli prossimi alla neutralità. Importante è conoscere in che tipologia di terreno sono state coltivate perché da questo dipende la quantità di minerali contenuti. Da smontare la convinzione che gli agrumi siano cibi che aumentano l’acidità corporea. L’acido ascorbico infatti, una volta digerito, si trasforma in un elemento alcalino. L’indicazione di consumare crudi questi alimenti è da ricondurre al fatto che alcuni metodi di cottura possono annullarne i benefici. Anche condimenti e spezie, come ad esempio gli olii vegetali e le erbette aromatiche sono sicuri, al contrario dei condimenti elaborati industrialmente come ketchup e analoghi.

Pertanto si deve incrementare il consumo di frutta, verdura, patate e bevande ricche di alcali e a basso contenuto di fosforo.

È stato ampiamente dimostrato che diete alcalinizzanti determinano una serie di benefici per la salute. L’aumento del consumo di frutta e verdura migliorerebbe il rapporto K/Na e ridurrebbe il carico di acido. Questo potrebbe giovare alla salute delle ossa e ridurre l’atrofia muscolare negli uomini e nelle donne più anziani.

acidosi metabolica

La dieta alcalina determina un aumento del magnesio intracellulare, necessario per il funzionamento di molti sistemi enzimatici. Il magnesio disponibile è inoltre in grado di attivare la vitamina D con benefici per il tessuto osseo. Questa dieta comporta anche un aumento dell’ormone della crescita e il conseguente aumento dell’osteocalcina con notevoli benefici per la salute delle ossa.

Alcuni studi hanno anche evidenziato che un ambiente alcalino può migliorare l’efficacia di alcuni agenti chemioterapici, ma questo è ancora da approfondire.

Qualora si riveli impossibile agire con la dieta è raccomandata la correzione dell’acidosi con integratori a base di bicarbonato o citrato di potassio.

Tra i prodotti più conosciuti troviamo:

  • Basenpulver Pascoe e Basentabs pH-balance Pascoe, i quali grazie al contenuto di una miscela di sali minerali carbonati con aggiunta di carbonato di magnesio basico, possono aiutare a soddisfare il fabbisogno giornaliero di magnesio, calcio, sodio, potassio e zinco che favoriscono il normale metabolismo acido-base. Calcio e magnesio contribuiscono, inoltre, alla normale funzione muscolare e al mantenimento di ossa sane.
  • Gunabasic contiene una selezione di componenti, tra cui sali minerali, beta carotene ed estratti vegetali, noti per le proprietà alcalinizzanti, drenanti e remineralizzanti. Oltre a Zinco e Magnesio, contiene il beta carotene, in grado di proteggere la mucosa dal danno prodotto dall’acidità.
  • Melcalin base, il quale dona il giusto apporto di “basi”, sostituendosi in qualche modo al sistema tampone osseo in quanto ricco di sostanze molto simili alla matrice ossea.

Nel 2010 si laurea in Farmacia e Farmacia industriale presso l'Università degli studi di Parma. Credendo nel binomio cibo-salute, decide di conseguire la seconda laurea in Biologia della Nutrizione Umana nel 2016, presso l'Università del Salento. Appassionata di bodybuilding è in continua formazione e acquisisce il brevetto di personal trainer. Dopo aver lavorato per 10 anni come farmacista collaboratrice presso diverse farmacie territoriali, attualmente è docente di "scienze degli alimenti" in una scuola secondaria di secondo grado.