Leucemia e strategie innovative per combatterla

Con la leucemia il midollo osseo produce cellule tumorali che sfuggono ai fisiologici meccanismi di controllo, lo invadono, ne alterano la funzione e il sangue subisce un aumento del numero dei globuli bianchi leucemici

Contenuti

Come si forma il sangue che scorre nel nostro organismo?

Cos'è la leucemia?

Quali sono le diverse forme di leucemia?

Il trattamento della leucemia ed i fattori da cui dipende

Strategie terapeutiche innovative

Un nuovo farmaco la Midostaurina

Evento organizzato da Fondazione Umberto Veronesi: Il pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca.

Come si forma il sangue che scorre nel nostro organismo? L’emopoiesi, ovvero la produzione degli elementi cellulari del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) avviene grazie ai cosiddetti organi emopoietici: il midollo osseo è il principale, in particolare quello localizzato all’interno delle ossa piatte, quali vertebre, ossa dello sterno, costole e scapole. Grazie al sistema emopoietico, l’organismo può avere sempre a disposizione degli elementi corpuscolati del sangue di cui ha bisogno. Nel midollo osseo sono presenti cellule staminali pluripotenti da cui originare i precursori dei diversi tipi di cellule del sangue della linea mieloide e linfoide. Le cellule mieloidi includono monociti, macrofagi, neutrofili, basofili, eosinofili, eritrociti, megacariociti, piastrine. Le cellule linfoidi includono, invece, cellule T, cellule B, cellule natural killer e cellule linfoidi innate.

A regolare la differenziazione delle cellule sono diversi fattori di crescita e ormoni e ogni tipo di cellula ha una sua funzione: i globuli rossi sono deputati al trasporto di ossigeno grazie ad una proteina chiamata emoglobina; le piastrine collaborano per il processo emostatico, quindi prevenendo le emorragie; i globuli bianchi (presenti sia nel sangue che in altri tessuti) sono gli elementi costitutivi del sistema immunitario e proteggono da infezioni e, in parte, dai tumori. In uno stato normale le cellule della linea mieloide daranno origine a gran parte dei globuli bianchi e alle piastrine, mentre le cellule della linea linfoide diventeranno linfociti. Se questo non avviene in modo corretto ha origine la leucemia.

La leucemia è un tumore del sangue causato dalla proliferazione incontrollata di cellule staminali, che possono seguire due linee di sviluppo: mieloide o linfoide. Capita che lo sviluppo non avvenga correttamente e parti di cromosomi si sviluppino con alterazioni. I cromosomi anomali risultanti interferiscono con il normale controllo della divisione cellulare, al punto che le cellule colpite si moltiplicano in modo incontrollato o siano resistenti alla normale morte cellulare, causando la malattia. Una cellula staminale può interrompere precocemente il suo processo di maturazione, acquisire la capacità di replicarsi senza limite e diventare resistente ai meccanismi di morte cellulare programmata (controllo intrinseco fisiologico). Se tutto questo avviene i cloni, copie identiche della cellula originale, invaderanno rapidamente non solo il sangue ma anche linfonodi, milza e fegato.

leucemiaLe diverse forme di leucemia sono classificate in base alla velocità di progressione e in base al tipo di cellula da cui ha origine. Nelle leucemie acute c’è un accumulo nel sangue, nel midollo osseo e talora anche nella milza e nei linfonodi di cellule immature, denominate blasti leucemici. Queste cellule non funzionano correttamente, hanno una vita media molto lunga e una grande capacità di moltiplicarsi, per cui la malattia insorge e progredisce rapidamente. La leucemia acuta richiede una terapia tempestiva e aggressiva. Le leucemie croniche sono caratterizzate dall’accumulo nel sangue, nel midollo osseo, nella milza e spesso nei linfonodi di globuli bianchi che maturano in modo quasi normale, che crescono indefinitamente e tendono ad accumularsi in quanto sopravvivono a lungo. Per un certo periodo di tempo possono funzionare normalmente.

Spesso, in fase iniziale, le leucemie croniche non danno sintomi e non danno segno di sé per un lungo periodo prima della diagnosi (progressione lenta). Con il tempo, però, anche le forme croniche diventano aggressive e provocano un aumento delle cellule leucemiche nel flusso sanguigno. Sulla base del tipo di cellula di origine (quali globuli bianchi diventano cancerosi?) si distinguono le leucemie linfatiche (linfoblastiche), causate da anomalie tumorali dei linfociti o delle cellule che normalmente producono linfociti e le leucemie mieloidi, che derivano da alterazioni tumorali delle cellule che normalmente producono neutrofili, basofili, eosinofili e monociti.

Pertanto i tipi più comuni di leucemia sono quattro: la leucemia linfoblastica acuta (LLA), il tumore del bambino più frequente in assoluto, infatti si presenta in circa 4 bambini su 5 colpiti da leucemia; la leucemia linfatica cronica (LLC); la leucemia mieloide acuta (LMA); la leucemia mieloide cronica (LMC). Esistono poi altri tipi di leucemia più rari, come la leucemia a cellule capellute. In base ai dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), nel nostro Paese le forme più frequenti di leucemia sono la linfatica cronica (33,5 % del totale delle leucemie), la mieloide acuta (26,4 %), la mieloide cronica (14,1 %) e la linfatica acuta (9,5 %).

Molte forme di leucemia possono essere trattate in modo efficace. Le terapie mirano, in generale, all’eradicazione del clone blastico (leucemico) nel tentativo di evitare che questo prenda il sopravvento sulla popolazione cellulare normale. Le complicanze della patologia potrebbero portare alla necessità di trasfusioni di sangue (in caso di grave anemia), alla somministrazione di antibiotici (in caso di infezioni), a trasfusioni di piastrine (in caso di emorragia). Se la leucemia è mantenuta sotto controllo e il numero di cellule anomale nel midollo osseo è molto basso si parla di remissione. Se le cellule leucemiche aumentano nuovamente si parla di recidiva.

leucemiaIl trattamento della leucemia dipende da vari fattori, come il tipo di malattia, l’età, le condizioni fisiche del paziente, la compresenza di altre patologie. Le principali forme di terapia comprendono:

  • Chemioterapia, trattamento principale della leucemia a base di un farmaco o di una combinazione di farmaci con l’intento di uccidere le cellule malate;
  • Terapia bersaglio, che si basa sull’uso di farmaci mirati a specifiche alterazioni presenti nelle cellule neoplastiche, bloccando così la proliferazione cellulare;
  • Terapia biologica, caratterizzata da farmaci che aiutano il sistema immunitario a riconoscere le cellule leucemiche ed a controllare la malattia. Tra gli approcci più innovativi troviamo gli anticorpi monoclonali che bersagliano le cellule leucemiche, favorendone la distruzione da parte del sistema immunitario;
  • Radioterapia, basata su somministrazione di radiazioni ionizzanti per fermare la proliferazione delle cellule malate. Si può irradiare l’intero organismo, ma più spesso l’irradiazione è mirata ad un bersaglio specifico, ad esempio il midollo osseo;
  • Trapianto di cellule staminali, che prevede chemioterapia per liberare il midollo osseo del paziente dalle cellule malate, per ripopolarlo con cellule sane mediante infusione endovenosa di cellule staminali del donatore che daranno vita a nuove cellule del sangue).

Grazie alla ricerca in oncologia molecolare, le strategie terapeutiche più innovative sono quelle che si focalizzano sull’attacco di determinati componenti molecolari tipici della cellula cancerosa (target), per bloccarla ed eliminarla: le terapie bersaglio. La terapia mirata è un trattamento indirizzato a geni, proteine o ambiente dei tessuti specifici del cancro che contribuisce alla sua crescita e sopravvivenza. Questo tipo di trattamento blocca la crescita e la diffusione delle cellule tumorali limitando i danni alle cellule sane.

leucemiaAlcuni di questi farmaci possono essere utili in alcuni casi di LLA: in circa 1 paziente adulto su 4, le cellule leucemiche presentano il cromosoma Philadelphia (Ph+). Questo cromosoma anomalo è dovuto ad una traslocazione tra i cromosomi 9 e 22 (scambio di materiale tra un cromosoma e l’altro) che permette la giustapposizione di un oncogene (gene di regolazione), chiamato Abelson (abl) presente sul cromosoma 9, sulla regione del 22 chiamata breakpoint cluster region (bcr). La fusione di questi due porta alla formazione di un gene anomalo BCR/ABL che viene tradotto in una proteina di fusione ad azione tirosin-kinasica (regola le funzioni metaboliche cellulari), alla base della trasformazione leucemica.

Per attaccare questa proteina sono stati sviluppati farmaci chiamati inibitori della tirosin chinasi (TKI), tra cui Imatinib, Dasatinib, Nilotinib, Ponatinib, Bosutinib. Nei pazienti con LLA Ph+, l’aggiunta di un TKI alla chemio aiuta ad aumentare la possibilità che la leucemia vada in remissione. Anche i pazienti con LMC che presentano l’alterazione genica appena descritta possono usufruire della terapia a base di inibitori tirosin kinasici.

Recentemente, è stato approvato in Italia un nuovo farmaco che prolunga la sopravvivenza dei pazienti affetti da LMA con recettore FLT3 mutato. La Midostaurina, questa è la molecola che fa parte dei più recenti farmaci intelligenti, è l’inibitore diretto contro questo preciso bersaglio molecolare. Questa mutazione risulta mutato in circa il 30% dei pazienti con LMA. La prognosi è peggiore rispetto alla generalità di pazienti con LMA. Dunque, si tratta di una terapia innovativa che offre ai pazienti con questa specifica alterazione genetica un’arma in più. Per la LLC c’è un ampio spettro di terapie. La prima linea di trattamento consiste in un anticorpo monoclonale anti-CD20 associato a chemioterapia (chemioimmunoterapia). Se vi è la presenza di delezione 17p o mutazione p53, in caso di LLC solitamente resistente alla chemioterapia, oggi esistono nuovi farmaci molecolari efficaci (ibrutinib e venetoclax).

leucemia È fondamentale tenere presente che queste terapie sono possibili grazie alla ricerca scientifica, che fa tanto ma che ha tanto bisogno di supporto. Non sottovalutiamo l’evento nazionale di raccolta fondi Il pomodoro. Buono per te, buono per la ricerca., organizzato da Fondazione Umberto Veronesi, per garantire le migliori cure possibili ai bambini che lottano contro la Leucemia Linfoblastica Acuta, la più frequente in età pediatrica, finanziando i ricercatori impegnati nello studio di questa patologia e sostendo cure innovative per i tumori pediatrici grazie all’apertura di protocolli di cura all’avanguardia.

Ho conseguito la laurea magistrale in Medical Biotechnology and Molecular Medicine, presso l’Università degli Studi di Milano, corso di laurea svolto interamente in lingua inglese. Da sempre appassionata alla medicina e alla disciplina biomedica, ho frequentato per un anno un laboratorio di ricerca presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, portando avanti il progetto di tesi relativo al tumore al seno HER2+. Attualmente lavoro come borsista di ricerca presso il Centro Cardiologico Monzino. Per me è importante leggere ed approfondire argomenti scientifici e trovo che la divulgazione scientifica debba essere svolta seriamente, evitando di fare arrivare messaggi sbagliati su temi così delicati.