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Afta orale, il nemico acerrimo di una bocca sana

Causa e composizione dell’afta all’interno della cavità orale, i sintomi più comuni e i fattori scatenanti, i rimedi naturali per debellare precocemente l’ulcerazione e le metodiche per prevenirne l’insorgenza

Contenuti

Cosa sono e come si manifestano?

Quali sono i fattori scatenanti?

Quali sono i migliori rimedi naturali?

I rimedi fatti in casa

A tutti è capitato almeno una volta, soprattutto in periodi di stress o di alimentazione scorretta, di provare la fastidiosa esperienza di un’afta all’interno della cavità orale. Una lesione vescicolare biancastra, fastidiosa e dolorosa! Ma da dove arriva e soprattutto…come si cura?! Scopriamolo insieme!

L’etimologia della parola deriva dal greco “ἄϕϑαι” che vuol dire letteralmente “pustole”.

Cosa sono e come si manifestano?

Le afte sono un tipo di ulcerazione molto comune, la più frequente tra le affezioni della mucosa orale. Colpiscono il 10% della popolazione, specialmente in età pediatrica e con una maggiore prevalenza nelle donne. Consistono in una rottura della mucosa orale, che spesso è preceduta qualche giorno prima da una sensazione di lieve fastidio, di dolore o bruciore. Le afte possono colpire altre zone del corpo oltre il cavo orale, come le mucose e semi-mucose genitali maschili e femminili. A differenza delle vesciche causate dall’Herpes Simplex sulle labbra però, non sono contagiose. Tipicamente, nella prima fase, si ricoprono di una patina biancastra, composta da strati di una proteina, la fibrina, coinvolta nella coagulazione del sangue.

Quando si soffre di afte alla bocca si avverte:

  • Dolore, anche molto forte, che diventa intenso mentre si mangia oppure mentre si parla;
  • Arrossamento;
  • Bruciore;
  • Febbre, se sono presenti afte grandi ed estese;
  • Gonfiore dei linfonodi sotto la mandibola.

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L’origine e il meccanismo che porta alla comparsa delle afte non è del tutto noto, potrebbero esserci più fattori alla base dell’affezione. L’ipotesi prevalente è che le afte si formino in concomitanza con episodi di stress psicofisico esattamente come succede per l’Herpes Simplex.

Quali sono i fattori scatenanti?

Alcuni di questi possono essere:

  • Contatto con oggetti sporchi;
  • Piccoli traumi della bocca, come mordersi la guancia accidentalmente o un uso troppo energico dello spazzolino;
  • Squilibri ormonali;
  • Dieta povera di vitamina B12, zinco, acido folico e ferro;
  • Infezione da Helicobacter pylori;
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (ad esempio celiachia, morbo di Crohn, colite ulcerosa);
  • Sindromi di immunodeficienza e farmaci immunosoppressori.

Di norma la diagnosi dell’afta non desta problemi, ma per dirimere possibili dubbi correlati a patologie di altra natura (come quelle citate, ad esempio) può essere utile l’esecuzione di alcuni esami del sangue di routine e il dosaggio dell’acido folico, ferro e vitamina B12, la cui carenza può determinarne l’insorgenza. A questi fattori, poi, possono aggiungersi anche alcune componenti psico-emotive (ansia, depressione, stress) e comportamenti correlati allo stile di vita, come una dieta scorretta. L’afta è ben riconoscibile, ma va comunque effettuata una corretta diagnosi per impostare la giusta terapia topica o sistemica.

La scelta terapeutica dipende dalle caratteristiche dell’afta, come la natura, il numero delle lesioni, dimensioni e frequenza delle recidive. In genere, si risolve spontaneamente, ma una terapia farmacologica topica può favorire una più rapida involuzione come, ad esempio, l’applicazione di un gel che aiuti la rigenerazione tissutale e/o di analgesici che attenuino il dolore in fase acuta, o ancora mediante l’uso di colluttori a base di antisettici (la clorexidina ad esempio, senza alcool) e l’assunzione di probiotici per ripristinare la flora batterica. Solo nelle forme più resistenti o in caso di afte “major”, sotto il consiglio medico, si potrà ricorrere a cortisonici topici e sistematici.

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Quali sono i migliori rimedi naturali?

I fermenti lattici: sono dei microrganismi che svolgono un’azione di sostegno della flora batterica. Appartengono in larga misura ai generi Lactobacillus, Lactococcus, Leuconostoc, Pediococcus e alla specie Streptococcus. Alcuni sono già presenti nel nostro intestino, mentre altri li assumiamo dall’esterno con lo yogurt o altri integratori naturali, andando così ad arricchire i nostri batteri “buoni”. I probiotici sono batteri vivi ed attivi, che hanno un ruolo fondamentale nella sintesi e nell’assorbimento di alcuni gruppi vitaminici importanti per il nostro organismo, quali vitamine B1, B2, B12, PP, K, Acido Pantotenico, acido folico, ferro, vitamina C e A. Se la nostra afta può essere causata da uno squilibrio intestinale, può essere utile ricorrere ai fermenti lattici, così da rimettere in sesto il nostro intestino e riportare a livelli ottimali le nostre difese immunitarie.

L’Echinacea: per uso esterno, è impiegata per la preparazione di pomate e lozioni per la pelle, ad azione immunostimolante, protettiva, antinfiammatoria, in caso di cicatrici, afte, ulcere e dermatiti in genere. La proprietà cicatrizzante, si basa sulla capacità della pianta di accelerare la rigenerazione tissutale e di localizzare l’infezione. Anche per uso interno l’echinacea è in grado di favorire le naturali difese organiche. Possiede proprietà antivirali e antibatteriche, stimola il sistema immunitario e sostiene l’organismo contro gli attacchi infettivi favoriti da particolari condizioni di vita, inquinamento ambientale, intensi impegni di lavoro, alimentazione squilibrata, stress e depressione. (Per un maggiore approfondimento sull’Echinacea come immunostimolante naturale, clicca qui).

La Propoli, “antibiotico naturale”: svolge un’attività sia batteriostatica, cioè impedisce la moltiplicazione di germi, batteri e virus; sia battericida, cioè è in grado di uccidere tali microrganismi, rinforzando i processi immunitari. Il suo utilizzo principale è contro il mal di gola, le affezioni delle vie respiratorie e quelle del cavo orale (gengiviti, afte, infiammazioni della lingua e del palato). Da sempre, poi, questa sostanza è stata impiegata sotto forma di unguento e pomata come cicatrizzante e disinfettante, grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti. Una goccia di soluzione idroalcolica di propoli direttamente sull’afta, la farà guarire nell’arco di 24 ore: provare per credere!

I rimedi fatti in casa

Per alleviare i sintomi dovuti alle afte, esistono alcuni rimedi che possiamo svolgere in casa, i cosiddetti “rimedi della nonna”, davvero semplici, ma efficaci. Chi non ha a disposizione dell’aglio, o del sale o del bicarbonato in casa? Vediamo insieme come utilizzarli al meglio!

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L’aglio ha elevate proprietà antivirali. Un vero “disinfettante” naturale. Se ne può tagliare uno spicchio e strofinare sulle afte per qualche secondo. Ripetere più volte al giorno.

Il bicarbonato è un rimedio palliativo per il suo effetto disinfettante e sfiammante. Si potrà sciogliere un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere d’acqua e farne dei gargarismi oppure applicarlo direttamente sull’afta, lasciandolo agire per qualche minuto prima di rimuoverlo.

L’aloe vera è un rimedio naturale efficace poiché vanta proprietà antinfiammatorie e contiene aminoacidi e vitamine B1, B2, B6 e C che accelerano il processo di guarigione. Se avete piante di aloe vera potete prendere una foglia e applicare direttamente sulle afte il gel che contiene, ripetendo 3-4 volte al giorno. Oppure si può utilizzare gel di Aloe vera puro al 100% e per uso interno, diluendo un cucchiaino di gel in una tazza di acqua e facendo gargarismi senza risciacquare.

Al pari del bicarbonato, il sale potrà aiutare a curare le afte in due modi: come sciacqui, usando un cucchiaino di sale grosso in una tazza di acqua e facendone sciacqui dopo ogni pasto e prima di coricarsi; o con applicazione diretta di un granello di sale grosso direttamente sull’afta per circa un minuto.

E infine ultimo, ma non meno importante, il thè, grazie al contenuto di tannini dalle proprietà cicatrizzanti, una bustina di tè nero potrà essere utilizzata come rimedio applicandola direttamente sull’afta.

Non dimentichiamo però che la terapia locale deve essere sempre accompagnata da una corretta igiene orale e dall’abolizione di tutti gli alimenti irritanti (caffè, alcolici, aceto, agrumi, pepe, peperoncino, spezie, zuppe e bevande troppo calde) e dall’integrazione di cibi ricchi di fibre, vitamine B (in particolare B12 che è presente solo in alimenti di origine animale quali tuorlo d’uovo, carne, pesce, pollame e formaggi), E e A, sostanze utili anche alla prevenzione dell’afta. Qualora si rendesse necessario, sempre sotto consiglio medico, è possibile aggiungere alla dieta anche alcuni integratori mirati.

Laureata in Farmacia e farmacia industriale presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Attualmente Farmacista territoriale presso Farmacia “Cantafora” a Crotone. “Ritengo che la divulgazione scientifica sia uno dei rami principali della comunicazione. Il nostro ruolo, in qualità di professionisti, è quello di trovare una forma di dialogo accessibile e di facile comprensione che racchiuda una fascia di pubblico relativamente ampia, in modo tale da poter accendere in tutti una piccola miccia di curiosità.”