ovaio policistico

Sindrome dell’ovaio policistico: una patologia a 360°

Settembre è il mese dedicato alla sindrome dell’ovaio policistico che colpisce il 5-10% delle donne ed è ancora erroneamente considerata una patologia ginecologica. In realtà mina non solo al nostro equilibrio fisico, ma anche mentale

Contenuti

Cos'è la sindrome dell’ovaio policistico?

Cause e conseguenze della sindrome dell’ovaio policistico

Sintomi causati dalla PCOS

Come viene diagnosticata la PCOS?

PCOS e fertilità

Farmaci e integratori per la sindrome dell’ovaio policistico

Conclusioni e considerazioni

Cos’è la sindrome dell’ovaio policistico?

L‘ovaio policistico, noto anche come policistosi ovarica (PCO) o sindrome di Stein-Leventhal, è una condizione caratterizzata dalla presenza di almeno 2 dei 3 segni clinici fondamentali, detti criteri Rotterdam:

  • Oligo/anovulazione cronica;
  • Iperandrogenismo (segni clinici e/o biochimici);
  • Alterazioni morfologiche dell’ovaio.
Cause e conseguenze della sindrome dell’ovaio policistico

L‘eccesso di androgeni è dovuto ad alterazioni ormonali che consistono nell’aumento dei livelli di LH, dovuto ad una esagerata ed irregolare secrezione da parte dell’ipofisi, e l’esaltata produzione di ormoni estrogeni ed androgeni da parte dell’ovaio.

Nella sindrome dell’ovaio policistico la concentrazione di FSH, anch’esso prodotto dall’ipofisi, è ridotta. Si ha un ciclo mestruale anovulatorio poiché sono abolite le variazioni secretorie di LH ed FSH tipiche di un ciclo mestruale ovulatorio.

Inoltre, nel 30% circa delle pazienti affette da PCOS, si riscontra un aumento di circa il doppio del valore normale della prolattina. Ciò può determinare raramente la secrezione di latte dai capezzoli (galattorrea).

ovaio policisticoL’elevata quantità di androgeni in circolo viene convertita in estrogeni a livello del tessuto adiposo. L’LH liberato in eccesso provoca aumento del volume dell’ovaio con iperproduzione di androgeni. Ciò provoca un aumento dei processi di conversione degli androgeni in estrogeni a livello periferico. Quindi ci troviamo di fronte ad un circolo vizioso, che è responsabile della sindrome dell’ovaio policistico.

La ridotta secrezione di FSH e l’elevata concentrazione di androgeni all’interno delle ovaie provocano una incompleta maturazione del follicolo, che determina a sua volta la formazione di piccole cisti. Le ovaie sono in genere ingrandite.

Sintomi causati dalla PCOS

La policistosi ovarica è diversificata da una paziente all’altra in modo notevole sia per la presenza o meno di determinati sintomi, sia per la loro intensità e per le alterazioni ormonali rilevabili con i comuni esami di laboratorio.

I disturbi del ciclo mestruale sono uno dei sintomi dell’ovaio policistico: possono aversi cicli anovulatori, oligomenorrea, sanguinamento uterini anomali, amenorrea, infertilità ed alterazioni della temperatura basale. Per via della fluttuazione dei livelli degli estrogeni, possono aversi cicli ovulatori in qualsiasi momento e in maniera spontanea.

L’irsutismo è quasi sempre presente, ma è relativamente lieve. È possibile avere la presenza di acne, e raramente si hanno i “segni di virilizzazione”: irsutismo, stempiamento, recessione della linea di attacco dei capelli sulla fronte, acne ed aumento della produzione di sebo, aumento delle masse muscolari, voce a tonalità bassa, aumento di volume del clitoride e delle grandi labbra, aumento del desiderio sessuale, aumento di volume delle mammelle e perdita della silhouette femminile.

L’obesità, invece, è presente in meno della metà delle pazienti colpite da PCOS.

Come viene diagnosticata la PCOS?

La procedura diagnostica si divide in due parti: una prima, che mira ad individuare la presenza dei criteri per la diagnosi; la seconda, finalizzata a mettere a fuoco gli ulteriori effetti della PCOS sulla salute della donna, che sono altrettanto importanti per determinare il quadro clinico completo della sindrome ed individuare una terapia adatta a quella specifica donna.

I 4 aspetti fondamentali della diagnostica sono:

  • La valutazione dell’irsutismo (e di altri aspetti clinici di iperandrogenismo) e dosaggio degli androgeni;
  • La valutazione della funzione ovulatoria;
  • La valutazione del quadro ecografico ovarico;
  • La valutazione di altre problematiche che possono essere associate alla PCOS.

Di conseguenza, le figure professionali utili in questa fase sono l’endocrinologo e il ginecologo che, sulla base dell’anamnesi e dell’osservazione, decideranno quali esami prescrivere.

Oltre agli esami obiettivi quali presenza di irsutismo e di altre manifestazioni di iperandrogenismo, ci sono esami strumentali quali l’ecografia pelvica; esami di laboratorio basali quali testosterone totale, 17-idrossiprogesterone, ormone tireostimolante, prolattina, gonadotropina, insulina, ormone della crescita, cortisolo e progesterone (in fase luteinica). Tra i test dinamici abbiamo il test di stimolo con ormone adrenocorticotropo per 17-idrossiprogesterone (se valore basale >5 nmol/L).

ovaio policistico

Dopo la diagnosi si effettuano delle valutazioni, in modo tale da caratterizzare le problematiche associate alla PCOS. In questa fase, le figure professionali fondamentali sono l’endocrinologo, lo psicologo e il nutrizionista (o dietista o dietologo).

Perché queste figure professionali? Perché questa sindrome influisce sulla qualità della vita, infatti, ricerche internazionali segnalano la presenza di livelli di ansia e depressione più alti nelle donne con PCOS, oltre a senso di inadeguatezza e disagio, introversione, inibizione e chiusura verso l’esterno, disturbi alimentari, disturbi del sonno, disfunzioni sessuali, fobia sociale e ansia legata ai contesti relazionali. Ciò è sicuramente legato alle disfunzioni ormonali che influiscono sull’umore.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è indispensabile una dieta bilanciata, intesa come “educazione alimentare”, associata ad esercizio fisico. In questo modo si ha un miglioramento dei sintomi legati alla PCOS.

Esistono delle indicazioni dietetiche specifiche per la PCOS, come l’adozione di una dieta a basso carico glicemico, che consiste, a grandi linee, nel consumo di carboidrati a basso indice glicemico, nel maggior consumo di fibre, nel preferire alimenti ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi e nella limitazione nel consumo di zuccheri.

È indispensabile e fondamentale che la dieta sia personalizzata in base al quadro ormonale e metabolico della paziente, e che sia fattibile a lungo termine.

PCOS e fertilità

Le donne affette da PCOS, viste le problematiche legate al ciclo mestruale e alla sua irregolarità, hanno molta difficoltà nel concepimento, tuttavia può avvenire sia naturalmente, sia usando delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

La cosa più importante è perdere peso se necessario, in quanto gli studi dimostrano che il calo ponderale favorisce la ripresa dell’ovulazione e contribuisce alla riduzione degli androgeni, in modo tale da aumentare la probabilità di restare incinta.

Poi bisogna adottare uno stile di vita sano anche praticando attività fisica, e cercare un sostegno psicologico per limitare l’impatto dello stress sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

ovaio policistico
Farmaci e integratori per la sindrome dell’ovaio policistico

Ci sono farmaci che mirano ad incrementare la secrezione di ormone FSH, altri ancora bloccano l’azione degli estrogeni a livello dei recettori membranali. Nello specifico abbiamo:

  • Pillola anticoncezionale: somministrazione di ormoni estro progestinici
  • Etinilestradiolo/Levonorgestrel, che sono pillole contraccettive utili per inibire l’iperproduzione di gonadotropine, fattore scatenante della manifestazione dell’ovaio policistico;
  • Desogestrel/Etinilestradiolo;
  • Derivati del progesterone, come il ciproterone, che blocca l’azione degli estrogeni a livello dei recettori membranali, migliorando i sintomi associati alla sindrome dell’ovaio policistico;
  • Clomifene, che in caso di ovaio policistico aumenta la secrezione dell’ormone FSH e coadiuva l’ovulo a maturare e ad essere rilasciato. Particolarmente indicato nelle donne che desiderano concepire un figlio;
  • Antidiabetici orali: poiché il diabete è uno dei possibili fattori di rischio per la PCOS, l’utilizzo di farmaci antidiabetici può rivelarsi efficace;
  • Metformina: il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico associata ad iperglicemia garantisce un miglioramento dei sintomi.

Per quanto riguarda gli integratori, possono fare da supporto quelli capaci di aumentare la sensibilità insulinica e di normalizzare i livelli glicemici. Nello specifico integratori a base di mio-inositolo, coadiuvati da acido alfa-lipoico.

Conclusioni e considerazioni

Essendo io stessa affetta da PCOS, posso affermare e confermare quanto sia debilitante fisicamente, ma soprattutto psicologicamente. Ci si ritrova col corpo trasformato (soprattutto se si soffre della forma più grave) e a dover affrontare questi cambiamenti.

Bisogna supportare soprattutto le giovani donne, quelle in età adolescenziale, vittime spesso di bullismo o allontanamento sociale dovuti alla presenza dell’acne, dell’irsutismo, del sovrappeso, e alla sensazione di inadeguatezza.

La questione è che non bisogna sentirsi diversi, ma parte di un gruppo ben più ampio di quanto si possa credere.

Graziana Chieti, studentessa di Farmacia presso l’Università degli Studi di Bari. Grande appassionata di cosmesi e lettura. Ha frequentato corsi e seminari su Farmaco-economia e Cosmetica Fa parte di diverse associazioni culturali per la promozione sociale. “Penso che la divulgazione sia lo strumento necessario per combattere la cattiva informazione”.