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Fecondazione eterologa, ecco le procedure per avviare il percorso


Immagine: http://www.controradio.it

Ma cosa cambia effettivamente ad oggi? E cosa devono fare le coppie che vogliono accedere alla pratica?

È bene precisare che solo la Toscana (la capofila dove già si è partiti) lo scorso mese e la Liguria ed Emilia Romagna (oggi) hanno recepito le linee guida, per cui bisognerà attendere che tutte le Regioni facciano lo stesso nel proprio ordinamento e poi producano le delibere del caso, per parlare di semaforo verde in tutta Italia.

Costi?

La pratica sarà gratuita o con ticket che si profila sulla base del reddito, ma solo per le donne ‘riceventi’ in età potenzialmente fertile (limite a 43 anni). Al momento della richiesta occorre presentare il certificato di infertilità o sterilità.

A chi rivolgersi?

Per quanto riguarda i centri, le linee guida chiariscono che sono gli stessi autorizzati/accreditati per l’omologa conformemente alle leggi regionali. Per quanto riguarda gli esami per la coppia ricevente nulla cambia rispetto a quelli per accedere alla fecondazione omologa.

“Le analisi e gli screening da effettuare per la coppia ricevente sono gli stessi.

Cambiano chiaramente tutti gli aspetti legati al donatore/donatrice esterno – afferma l’assessore alla Salute della Toscana, Luigi Marroni -. Per quanto ci riguarda al più presto faremo una delibera per disciplinare l’aspetto del ticket e poi credo che ad ottobre inizieranno fisicamente le prime pratiche di fecondazione eterologa”.

“Il percorso diagnostico per l’eterologa è del tutto simile a quello per l’omologa – evidenzia il presidente di Cecos Italia (Centri studio e conservazione di ovociti e sperma umani), Maria Elisabetta Coccia -. In Toscana si è già partiti. Ora per fare in modo che in tutto il Paese si possa accedere alla pratica occorre che tutte le Regioni recepiscano le linee guida”.

 

Fonte -Ansa-