lo psicologo risponde

La fatica di decidere


Da oggi inauguro uno spazio dedicato alle vostre domande, giunte tramite la pagina “Lo psicologo risponde” del sito web “Scienza & Salute”.

Vi ringrazio innanzitutto per le numerose email che ho ricevuto e per gli apprezzamenti manifestati per la mia rubrica. Spero, a poco a poco, di riuscire a rispondere a tutte le vostre domande e di continuare a proporvi contenuti interessanti e stimolanti. Ci tengo naturalmente a precisare che le mie risposte sono semplici riflessioni che traggono spunto dai vostri quesiti e che, per qualsiasi parere di tipo professionale e/o clinico, è opportuno rivolgersi ad un professionista che valuterà il tipo di percorso più idoneo da suggerire.

Oggi ho deciso di rispondere ad una email che mi ha dato l’occasione di riflettere su quanto sia difficile decidere, soprattutto quando in gioco ci sono questioni fondamentali per il nostro futuro.

Vi riporto il testo dell’email:

“Ciao… vorrei un consiglio… faccio medicina, sono al 3° anno ma ho paura di aver fatto la scelta sbagliata… mi piace stare in ospedale, con i pazienti, ecc… ma quando si tratta di afferrare il bisturi … non fa per me… ho paura di fallire, di sbagliare… penso di aver sbagliato facoltà e di averlo fatto solo per volere dei miei genitori… come faccio a capire se è quello che voglio?… spero mi darete qualche consiglio…”

psicologo risponde bivioQuotidianamente, ciascuno di noi è chiamato a compiere delle scelte e a prendere delle decisioni, dalle più semplici ed immediate alle più complesse e rischiose. Decidere deriva dal latino e significa “tagliar via”, “separare”, “selezionare”. Il termine rimanda dunque al confronto tra diverse opportunità e all’abbandono di una o più delle possibilità considerate e valutate dall’individuo.

Vari autori hanno evidenziato come il processo decisionale non sia indipendente dalle influenze del contesto in cui viviamo: in altre parole, le speranze, i desideri, gli stati emozionali, gli atteggiamenti o gli stereotipi della persona possono influire in modo significativo sulle scelte che si stanno per compiere. Volendo spingere il discorso ad un punto estremo potremmo affermare che, quando facciamo una scelta, non siamo mai realmente noi a decidere ma risentiamo delle influenze sociali e culturali dell’ambiente che ci circonda, prime fra tutte quelle familiari.

Nell’email di questo lettore, sembra evidente la paura di aver fallito nel prendere una decisione fondamentale per la propria vita come è appunto quella del corso di studi universitario e quindi della propria futura professione: penso di aver sbagliato facoltà e di averlo fatto solo per volere dei miei genitori”. Naturalmente non conosco la storia di vita della persona che mi ha scritto ma da queste parole è chiaro come le nostre decisioni non siano mai veramente nostre ma siano condizionate inevitabilmente dall’altro con cui quotidianamente ci confrontiamo e ci relazioniamo.

psicologo risponde decisioneL’email si conclude con la domanda: “come faccio a capire se è quello che voglio?”.

Capire cosa realmente si vuole non è facile e qui entra in gioco quello che la psicoanalisi chiama “desiderio”. Il desiderio non va confuso con i tanti desideri che ogni giorno cerchiamo di soddisfare, non ha a che fare con gli oggetti e i gadget che la società contemporanea cerca di offrirci per colmare la mancanza strutturale che, in quanto esseri umani, portiamo dentro di noi.

L’etimologia della parola “desiderio” è affascinante e rivela quello che è il vero senso di questo termine. Desiderio deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de-, che in latino ha sempre un’accezione negativa, e dal termine sidus che significa, letteralmente, stella. Desiderare significa, quindi, letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”. Il desiderio nasce dunque dal riconoscimento di una mancanza che ci spinge a ricercare appassionatamente quel qualcosa che possa colmarla ma che è impossibile da trovare. La vita di ciascuno di noi è dunque una continua ricerca di ciò che ci manca e le decisioni che siamo chiamati a prendere nel corso della nostra esistenza ci mettono a confronto con l’illusione di poter finalmente raggiungere l’oggetto del nostro desiderio, ciò che possa garantirci la felicità salvo poi accorgersi che non è mai così.

Massimo Recalcati, famoso psicoanalista lacaniano, così parla del desiderio inteso in senso psicoanalitico: “Non sono mai io che decido il mio desiderio ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via!”.

Ecco cosa è il desiderio: una forza, un motore che ci spinge costantemente a muoverci, a cercare, a vivere.

psicologo risponde stelleQuello che mi sento di suggerire al lettore che ha voluto condividere con me i suoi dubbi e le sue perplessità è di interrogarsi se è tale forza che lo anima nel suo percorso di studi o se sono la paura di fallire e le influenze familiari ad avere il sopravvento. Naturalmente, consiglio di parlare con un professionista, anche nell’ambito dell’università, che possa fornire un adeguato sostegno in questo momento così delicato per arrivare a prendere la decisione più consona con il proprio desiderio.

Spero di aver fornito, almeno in parte, degli spunti su cui lavorare e riflettere!

Al prossimo appuntamento con le vostre domande!

Dott.ssa Valentina La Rosa


Informazioni su Dott.ssa Valentina La Rosa

La dott.ssa Valentina Lucia La Rosa è una psicologa psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia (n° 6491). Laureata in “Psicologia Clinica” presso l’Università di Enna nel 2011, nel 2013 ha conseguito il Master di I livello in “Psicodiagnostica, costruzione del caso clinico e diagnosi della struttura personologica” presso l’APA (Associazione di Psicoanalisi Applicata) di Catania, con la direzione scientifica del Prof. Maurizio Cuffaro e del Prof. Giovanni Lo Castro. Parallelamente, ha frequentato con profitto il “Corso di formazione alla diagnosi e al trattamento di Dipendenze, Anoressie, Bulimie e Obesità”, tenutosi a Catania sotto la direzione scientifica del Prof. Domenico Cosenza e del Prof. Giovanni Lo Castro. Ha frequentato diversi corsi di formazione e di aggiornamento professionale, nel 2016 ha conseguito il Master su “Diagnosi e Trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento”. Ha conseguito la Specializzazione in “Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico” presso l’Istituto Superiore di Studi Freudiani “Jacques Lacan” di Catania, scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitco secondo l’insegnamento dello psicoanalista francese Jacques Lacan. Partecipante alle attività della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano e socia affiliata dell’Associazione Italiana di Psicologia.
Sito web personale www.valentinalucialarosa.it.