Cronoterapia: la nuova frontiera


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Arrivano i farmaci a orario, si tratta della ‘cronoterapia’: è il frutto della creazione del primo ‘atlante’ completo degli orologi biologici che coordinano gli ingranaggi delle cellule e in più in generale di tutto l’organismo. A completare il progetto è stato un gruppo di ricercatori coordinato da John Hogenesch dell’Università della Pennsylvania, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas) e permetteranno anche di capire quale sia il momento migliore per assumere un farmaco.

Ogni cellula è una complessa macchina perennemente attiva e composta da una grande varietà di molecole il cui lavoro può essere immaginato come una intricata catena di produzione in cui, a seconda dell’orario, si svolgono attività diverse. Fondamentale affinché tutto funzioni è che tutte le azioni siano perfettamente sincronizzate le une con le altre. Esiste infatti una sorta di ‘ora esatta’ scandita dalle nostre abitudini e dall’alternarsi del giorno e della notte che da il ritmo all’intero organismo.

Analizzando nei topi l’attività di migliaia di geni presenti in una decina di tessuti diversi, i ricercatori sono ora riusciti a realizzare una descrizione completa degli ‘orari’ di massima attività di ogni tipo di cellula e determinare anche le funzioni svolte in base agli orari. “Il genoma – ha spiegato Michael Hughes, uno dei responsabili dello studio – è sotto il controllo di un gran numero di ‘orologi’, molti di più di quanto si ritenesse finora”.

Poche tipologie di cellule erano state analizzate finora e il nuovo lavoro permette per la prima volta di comprendere i meccanismi del cosiddetto orologio biologico quasi sull’intero organismo. Analizzando gli orari, nel corso della giornata, di attivazione dei diversi geni, i ricercatori hanno verificato che quasi la metà dei farmaci più venduti negli Usa si ‘inseriscono’ nei processi cellulari che variano nel corso della giornata. Di conseguenza una somministrazione fatta negli orari giusti può potenziarne l’effetto mentre se fatta in quelli sbagliati può rivelarsi inutile, se non dannosa.

“Adesso sappiamo – ha spiegato Hogenesch – quali obbiettivi dei farmaci sono controllati dagli orologi biologici e quali sono i loro cicli nel corpo. Questo tipo di informazione apre così alla ‘cronoterapia’”. Il prossimo obiettivo, spiegano i ricercatori, sarà infatti quello di capire come i singoli farmaci possano cambiare effetto a seconda dell’orario in cui vengono assunti.

Fonte: -Ansa-