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Febbre Dengue


La febbre dengue (pronuncia “denghe”) è una malattia tropicale e sub-tropicale trasmessa dalle zanzare. La malattia è tipica soprattutto del sud-est asiatico e delle isole occidentali del Pacifico, ma si sta rapidamente diffondendo in America Latina e nei Caraibi. La ricerca scientifica sta lavorando a vaccini contro la malattia, ma a tutt’oggi la miglior prevenzione consiste nel ridurre l’habitat delle zanzare nelle aree in cui la febbre dengue è endemica.febbre dengue 3

Cause:

La malattia è causata indifferentemente da uno dei quattro virus dengue, tra loro molto simili (DENV 1, DENV 2, DENV 3 e DENV 4). L’uomo viene contagiato dal virus tramite la puntura di una zanzara infetta. Nell’emisfero occidentale, la zanzara “Aedes aegypti” è il più importante veicolo di trasmissione dei virus dengue, benché nel 2001 sia stata la zanzara “Aedes albopictus” a originare un focolaio epidemico alle Hawaii.

Trasmissione:

La malattia si trasmette all’uomo tramite il morso di una zanzara “Aedes” infettata da un virus dengue. La zanzara viene infettata quando punge un individuo portatore del virus nel proprio sangue. Il portatore può presentare i sintomi della febbre dengue o della sua forma emorragica, o anche essere asintomatico. Dopo circa una settimana, la zanzara può trasmettere il virus pungendo un individuo sano. La dengue non si diffonde per contagio inter-umano diretto, ma può essere trasmessa anche attraverso il trapianto di organi e le trasfusioni.La trasmissione verticale durante la gravidanza o l’allattamento è stata documentata solo occasionalmente.

Sintomi:febbre dengue 2

La malattia insorge bruscamente dopo un periodo di incubazione di 4-7 giorni (intervallo massimo di 3 – 14 giorni); la malattia decorre in tre fasi:

  1. febbrile,
  2. critica,
  3. convalescenza.

La febbre dura tipicamente 2-7 giorni e può essere bifasica.

Oltre alla febbre compaiono almeno due tra i seguenti sintomi:

  • Intensa cefalea,
  • Forti dolori retro-oculari,
  • Dolori articolari,
  • Dolori muscolari e/o ossei,
  • Eruzione cutanea,
  • Lievi manifestazioni emorragiche (ad esempio, sanguinamento dal naso o dalle gengive, petecchie o facilità agli ematomi),
  • Diminuzione dei globuli bianchi (leucopenia).

Bisogna intercettare la comparsa di segni di allarme quando la temperatura inizia a scendere, da 3 a 7 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. È necessario rivolgersi IMMEDIATAMENTE ad un pronto soccorso o al presidio sanitario più vicino se si manifesta uno dei seguenti segni di allarme:

  • Forti dolori addominali o vomito persistente,
  • Punti o macchie rossi sulla cute,
  • Sanguinamento dal naso o dalle gengive,
  • Ematemesi (vomito con sangue),
  • Feci nere, catramose,
  • Sonnolenza o irritabilità,
  • Cute pallida, fredda o sudaticcia,
  • Difficoltà respiratorie.

Quando chiamare il medico?

È necessario consultare il proprio medico a fronte di una febbre improvvisa insorgente dopo aver visitato una regione in cui la dengue è endemica.

È necessario rivolgersi IMMEDIATAMENTE ad un pronto soccorso o al presidio sanitario più vicino se si manifesta uno qualunque dei segni di allarme.

Pericoli:

Nella sua forma grave, la malattia può causare danni ai polmoni, al fegato o al cuore. La pressione arteriosa può precipitare a livelli pericolosi, con possibile shock e, in alcuni casi, morte. Può risultare fatale se non riconosciuta e non trattata adeguatamente e tempestivamente.

Cura e terapia:

Non esiste un farmaco specifico per il trattamento di un’infezione da virus dengue. In caso di sospetta infezione, potranno essere prescritti analgesici (farmaci contro il dolore) a base di paracetamolo, ma sono da evitare quelli a base di ibuprofene, naproxene, aspirina o comunque contenenti aspirina.

È inoltre necessario:

  • Riposare;
  • Bere molti liquidi per prevenire la disidratazione;
  • Evitare punture di zanzare durante la febbre.

Prevenzione:

Non esiste un vaccino contro la dengue, né sono disponibili farmaci specifici per trattare l’infezione. La prevenzione è quindi di fondamentale importanza e consiste di fatto nell’evitare le punture di zanzare se residenti o in viaggio in zone endemiche.

Il modo migliore di ridurre le zanzare è eliminare i posti in cui le zanzare depongono le uova, come i recipienti artificiali di acqua in e intorno a casa. All’aperto, vanno tenuti puliti i recipienti di acqua, come le ciotole per i cani, gli abbeveratoi per animali, i sottovasi, e coperti i depositi di acqua. All’interno, vanno identificate raccolte di acqua stagnante come i vasi di fiori freschi, che vanno puliti almeno una volta alla settimana.

Le zanzare adulte pungono sia all’interno che all’esterno delle case, di giorno e di notte quando le luci sono accese. Per proteggersi, vanno impiegati repellenti cutanei sia in casa che fuori. Quando possibile, per proteggersi ulteriormente conviene indossare abiti coprenti (maniche e pantaloni lunghi). Occorre anche assicurarsi che le schermature (zanzariere o quant’altro) di finestre e porte siano sicure e senza buchi. Se disponibile, va impiegata l’aria condizionata.

Se nella propria casa c’è un malato di dengue, occorre adottare ulteriori precauzioni per evitare che le zanzare pungano il malato e successivamente altri residenti della casa. È fondamentale dormire protetti da una zanzariera, eliminare le zanzare all’esterno e usare i repellenti.