scale di Escher

Elogio della mancanza


mncanzaL’essere umano è, per definizione, un essere mancante.

Ciascuno di noi è alla continua ricerca di quel qualcosa che possa garantirgli la felicità completa salvo poi rendersi conto che niente è mai abbastanza e che abita perennemente in noi un senso di insoddisfazione e di incompletezza che ci fa continuare ancora e ancora nella nostra ricerca.

La mancanza è dunque strutturale nell’essere umano ed è a partire da essa e grazie ad essa che possiamo vivere. L’esperienza della mancanza è strettamente legata al desiderio. Socrate, nel celebre dialogo platonico Simposio, ci ricorda che desideriamo solo ciò che ci manca. E’ dunque a partire dal riconoscimento che siamo mancanti di qualcosa che possiamo desiderare.

Il desiderio di cui vi parlo, il desiderio in senso psicoanalitico, non può mai essere saturato dagli oggetti del mondo. La società capitalistica ci illude di poter soddisfare il nostro desiderio più profondo tramite l’ultimo modello di smartphone o di automobile uscito sul mercato ma ci vuole poco per accorgersi che, una volta acquistato, l’ultimo modello è già superato e che ci ritroviamo così al punto di partenza.

mancanzaUn primo punto fondamentale è dunque questo: l’oggetto del desiderio è sempre un oggetto irraggiungibile, perduto, e il nostro desiderio è sempre al di là di qualsiasi oggetto concreto che prometta di soddisfarlo completamente.

L’esperienza della mancanza è fondamentale anche perché permette di aprirci alla relazione con l’Altro. Se pensiamo di avere tutto e di non essere mancanti di nulla, perché correre il rischio dell’incontro con l’Altro che, per sua natura, è sempre esposto al rischio e alla contingenza?

La mancanza dunque ci spinge a desiderare, ad inventare, a realizzare progetti, a costruire legami. Al contrario, la “mancanza della mancanza”, riprendendo una celebre espressione dello psicoanalista francese Jacques Lacan, è ciò che produce l’angoscia. Non è dunque l’avere tutto a nostra disposizione a proteggerci dall’angoscia ma, al contrario, è la capacità di lasciare uno spazio vuoto nella nostra esistenza che ci permette di muoverci,di creare e di continuare a vivere.

gioco 15Un’immagine che mi sembra molto calzante per esprimere al meglio tale concetto è quella del gioco del 15. Almeno una volta nella vita, tutti ci siamo divertiti nel provare a risolvere questo celebre rompicapo. Si tratta di una tabella quadrata, solitamente in plastica,  divisa in quattro righe e quattro colonne (quindi 16 posizioni), su cui sono posizionate 15 tessere quadrate, numerate progressivamente a partire dall’1 al 15. Lo scopo del gioco è quello di ordinare le caselle in ordine crescente, facendole scorrere in orizzontale o in verticale.

Ma cos’è che rende possibile il gioco?

Sì, è proprio lo spazio vuoto, la mancanza di una casella, che ci permette di giocare. Se tutte le posizioni fossero occupate da una casella, nessuna potrebbe muoversi e il rompicapo non sarebbe risolvibile. Volendo applicare questa metafora alla nostra vita, potremmo dire che il gioco della vita è possibile solo a partire da una mancanza; se non ci manca nulla, tutto si ferma ed è impossibile continuare il gioco.

Nel mondo di Facebook e Whatsapp in cui bisogna essere sempre connessi, sempre raggiungibili e in cui non c’è spazio per l’attesa e per l’assenza, proviamo ad esercitarci nell’arte della mancanza e ci accorgeremo che, come ci ricorda Lacan:

“è la possibilità dell’assenza a dare la sicurezza della presenza”.

Ricordiamoci di lasciare sempre uno spazio vuoto nel gioco del 15 della nostra esistenza e allora sì che la nostra vita diventerà un bellissimo rompicapo da risolvere!

Dott.ssa Valentina La Rosa


Informazioni su Dott.ssa Valentina La Rosa

La dott.ssa Valentina Lucia La Rosa è una psicologa psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia (n° 6491). Laureata in “Psicologia Clinica” presso l’Università di Enna nel 2011, nel 2013 ha conseguito il Master di I livello in “Psicodiagnostica, costruzione del caso clinico e diagnosi della struttura personologica” presso l’APA (Associazione di Psicoanalisi Applicata) di Catania, con la direzione scientifica del Prof. Maurizio Cuffaro e del Prof. Giovanni Lo Castro. Parallelamente, ha frequentato con profitto il “Corso di formazione alla diagnosi e al trattamento di Dipendenze, Anoressie, Bulimie e Obesità”, tenutosi a Catania sotto la direzione scientifica del Prof. Domenico Cosenza e del Prof. Giovanni Lo Castro. Ha frequentato diversi corsi di formazione e di aggiornamento professionale, nel 2016 ha conseguito il Master su “Diagnosi e Trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento”. Ha conseguito la Specializzazione in “Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico” presso l’Istituto Superiore di Studi Freudiani “Jacques Lacan” di Catania, scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitco secondo l’insegnamento dello psicoanalista francese Jacques Lacan. Partecipante alle attività della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi del Campo Freudiano e socia affiliata dell’Associazione Italiana di Psicologia.
Sito web personale www.valentinalucialarosa.it.