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Gli anziani che hanno praticato lavori stimolanti in passato godranno di una “memoria sempreverde”


L’occupazione incide sulle performance mentali dopo la pensione.

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Memoria ‘sempreverde’ per gli anziani che hanno svolto in passato lavori molto complessi e mentalmente impegnativi, ad esempio quelli di avvocato o graphic designer, di insegnante o di management.

Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology condotta presso la Heriot-Watt University ad Edimburgo.
Lo studio ha coinvolto oltre 1000 70enni pensionati dimostrando che quanti sono stati impegnati in lavori mentalmente complessi sfoggiano migliore memoria e capacità cognitive più giovani rispetto a coloro che nella vita avevano svolto lavori più meccanici come gli operai, i carpentieri, i rilegatori. Più in generale chi ha ricoperto cariche o mansioni impegnative per la mente mostra capacità di ragionamento più scattanti in età anziana.
Poiché i volontari arruolati in questo studio erano già stati messi in osservazione in età pediatrica per valutarne le intrinseche capacità cognitive, gli esperti hanno potuto riscontrare che gli effetti positivi del lavoro complesso sulla memoria sono reali e sussistono indipendentemente dal livello di capacità cognitive che ciascun volontario aveva all’età di 11 anni.
Insomma, anche se le capacità cognitive di partenza di ciascun soggetto hanno un peso – probabilmente orientando verso la scelta di occupazioni mentalmente più complesse – sono i lavori stessi a determinare a posteriori un vantaggio per la memoria della persona quando questa andrà in pensione.
È probabile che il tipo di occupazione svolta da giovane incida sulla salute di memoria e ragionamento in età anziana perché un lavoro mentalmente stimolante difende il cervello nel corso degli anni dai fisiologici danni che altrimenti si accumulerebbero a suo carico.

-Ansa-