osteoporosi 1

Osteoporosi


osteoporosi 4Condizione in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza causata da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. Lo scheletro è quindi soggetto a un maggiore rischio di fratture patologiche, in seguito alla diminuzione di densità ossea e alle modificazioni della microarchitettura delle ossa.

Cause:

  1. Mancanza di attività fisica e di sole;
  2. Alimentazione e stile di vita non corretti;
  3. Fattori ormonali e genetici.

Sintomi:

Fino alla comparsa di fratture, la maggior parte delle persone non ha sintomi. Di conseguenza, l’osteoporosi viene diagnosticata solo quando si verificano fratture o compaiono sintomi dolorosi. Tra i sintomi caratteristici: maggiore predisposizione alle fratture, spesso senza una causa apparente (cd. fratture spontanee), dolori cronici (in particolare alla schiena), riduzione della statura a causa del cedimento della colonna vertebrale (incurvamento), comparsa di pieghe cutanee sulla schiena, formazione di un ventre tondeggiante dovuto all’incurvamento della colonna vertebrale.

Diagnosi:

La diagnosi di osteoporosi si avvale di diversi strumenti:

  • ricerca di eventuali fattori di rischio;
  • valutazione di possibili cause di osteoporosi secondaria (ad esempio cause endocrine);
  • MOC (mineralometria ossea computerizzata) e anche densitometria ossea o DXA (Dual Energy X-ray Absorptiometry) dall’acronimo inglese:
    Questo test confronta la “densità” delle ossa del paziente con quelle di un adulto medio. Il risultato di questo rapporto è il cosiddetto T-score, espresso in deviazioni standard (DS), che descrive la densità delle ossa del paziente a livello della colonna e dell’anca e di come questa si allontana da quella considerata normale in un giovane adulto dello stesso sesso e razza.
    Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un T-score inferiore a 2,5 DS (-2,5) è indicativo di osteoporosi, mentre un risultato compreso tra -1 e -2,5 DS è indicativo di osteopenia. Il test è normale se non si discosta di oltre una deviazione standard (-1) dai valori considerati normali in un giovane adulto.
    Questo esame andrebbe effettuato in tutte le donne oltre i 65 anni e negli uomini oltre i 70 anni; nelle donne tra i 50 e i 69 anni va effettuato a seconda del profilo di rischio della paziente.
  • morfometria vertebrale: è una metodica di misurazione delle altezze (anteriore, centrale e posteriore) dei corpi vertebrali dei tratti dorsale e lombare della colonna vertebrale. Può essere eseguita su un apparecchio radiografico tradizionale (RX) o con il densitometro;
  • esame radiografico della colonna vertebrale (proiezione laterale): viene consigliato alle donne al di sopra dei 70 anni e agli uomini al di sopra degli 80 anni; è altresì indicato in tutte le persone che abbiano subito negli anni una riduzione di altezza pari o superiore ai 4 cm, nelle donne e negli uomini oltre i 50 anni che abbiano presentato una frattura in seguito a trauma di bassa entità, nelle donne al di sopra dei 65 anni e negli uomini al di sopra dei 70 anni con un T-score pari o inferiore a  -1,5.

Terapia:

Un trattamento anti-osteoporosi va instaurato:

  • in chi abbia presentato una frattura dell’anca o vertebrale;
  • in presenza di T-score ≤ 2,5 a livello del collo femorale o delle vertebre lombari;
  • nelle donne in post-menopausa e negli uomini con più di 50 anni che presentino osteopenia (T-score compreso tra -1,0 e -2,5).osteoporosi 3

I trattamenti per l’osteoporosi comprendono:

  • farmaci antiriassorbitivi come i bifosfonati (alendronato, ibandronato, risedronato, acido zoledronico);
  • SERM (modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni, quali il raloxifene), la terapia ormonale sostitutiva;
  • farmaci anabolici come il Teriparatide;
  • farmaci con doppio meccanismo d’azione (antiriassorbitivi e anabolici come il Ranelato di Stronzio);
  • gli anticorpi monocolonali come l’inibitore del RANK-L (denosumab).

Il trattamento viene effettuato in genere per 3-5 anni consecutivi. Sarà in seguito il medico, sulla base delle caratteristiche individuali del paziente, a decidere se protrarlo ulteriormente.

Prevenzione:

Una serie di misure generali aiutano a contrastare l’osteoporosi:

  • seguire una dieta ricca di frutta e verdura, che preveda anche un adeguato apporto di calcio (circa 1000 milligrammi al giorno nei primi 8 anni di vita, 1600 mg tra i 9 e i 17 anni, 1100 mg tra i 18 e i 30 anni. 1000 mg al giorno per gli uomini di 50-70 anni, 1200 mg al giorno per le donne al di sopra dei 50 anni e per gli uomini al di sopra dei 70 anni), attraverso l’assunzione di latte, yogurt, formaggi, alimenti arricchiti di calcio, acque minerali ricche di calcio;
  • limitare l’assunzione di sale;
  • adeguata assunzione di vitamina D (800-1000 UI/die) e ricorrere se necessario a supplementi vitaminici al di sopra dei 50 anni o in presenza di carenza di vitamina D;
  • esporsi ogni giorno al sole (per almeno 10 minuti);
  • fare attività fisica regolare per rinforzare i muscoli, migliorare l’agilità, la postura e l’equilibrio;
  • smettere di fumare;
  • moderare l’assunzione di bevande alcoliche;
  • sottoporsi agli esami clinici e radiografici quando indicato.

osteoporosi 2Prevenzione delle fratture

Questa forma di prevenzione passa soprattutto attraverso la prevenzione delle cadute che espongono al rischio di fratture. Nelle persone anziane anche i difetti della vista e le turbe dell’equilibrio possono contribuire alle cadute. Anche l’uso di sedativi e tranquillanti può facilitare le cadute.
Si consiglia quindi:

  • impiego di bastoni o di deambulatori;
  • uso di scarpe dalla suola di gomma;
  • evitare di tenere tappeti in casa;
  • realizzare una buona illuminazione in casa;
  • predisporre punti di appoggio in casa, in particolare in bagno.