risposta corretta del contest

Risposta corretta del “Contest #1”


Come promesso vi comunichiamo che la risposta corretta del “Contest #1” è: il prodotto di un’alga planctonica (Coronosphaera mediterranea).

Infatti queste formazioni circolari sono proprio il prodotto di un’alga planctonica (Coronosphaera mediterranea), il cui involucro gelatinoso si incrosta in coccoliti, microscopici corpuscoli calcarei che misurano tra i 2 e i 100 micrometri. I coccolitoforidi, come sono denominate queste alghe, costruiscono il loro guscio di calcare. Sono loro i principali componenti dei fanghi oceanici.

Ora approfondiamo meglio insieme cosa sono e come sono fatti, partendo prima dai coccolitofori.

Cosa sono i coccolitofori?

coccolitoforo

Coccolitoforo

I coccolitofori sono costituiti da alghe monocellulari, protisti e fitoplancton, appartengono alla divisione delle aptofite. Sono ricoperti da scaglie di carbonato di calcio [Ca(HCO3)2], i coccoliti che appartengono al nanoplancton calcareo e sono importanti come microfossili in paleontologia.

I coccolitofori sono quasi esclusivamente marini e si trovano in grandi quantità in tutta la zona eufotica oceanica (zona, di un dato ecosistema acquatico, in cui si ha un livello ottimale di luce solare in entrata, sufficiente a permettere la fotosintesi da parte delle piante e dei batteri fotosintetici).

emiliania huxleyi

Emiliania Huxleyi

Un esempio di coccolitoforo importante a livello globale è l’Emiliania huxleyi, la cui distribuzione va dalle acque tropicali a quelle subartiche, costituendo una parte significativa della base planctonica di quasi tutta l’alimentazione marina.

Viene studiata per le estese fioriture che forma in acque povere di nutrienti dopo la riformazione del termoclino estivo (strato di transizione tra lo strato rimescolato di superficie e lo strato di acqua profonda in oceani, mari e laghi, le definizioni di questi strati sono basate sulla temperatura).

E anche per il suo gruppo di alchenoni, categoria di composti chimici molto resistenti alla decomposizione diagenetica (cambiamento chimico-fisico subito da un sedimento dopo la sua deposizione iniziale, durante e dopo la sua trasformazione in roccia), poichè rimangono a lungo nei sedimenti e vengono utilizzati per stimare la temperatura delle acque superficiali nelle epoche passate.

Come sono fatti i coccolitofori?

I coccolitofori si dispongono in cellule sferiche di diametro compreso tra 5 e 100 micrometri, racchiusi da scaglie calcaree (i coccoliti) aventi dimensioni tra 2 e 25 micron.

Hanno due cloroplasti a pigmentazione bruna e il nucleo è localizzato tra i due; i due cloroplasti hanno il compito di svolgere la fotosintesi.

Per ottenere la luce necessaria a questa funzione trascorrono la loro vita prevalentemente sulla superficie oceanica.

Hanno la capacità di nuotare effettuando piccole manovre che permettono di rimanere nelle zona eufotica in condizioni favorevoli, anche se il loro trasporto avviene lasciandosi andare alla deriva seguendo le correnti oceaniche.

I coccoliti sono diventati importanti fossili utili per risolvere vari problemi di stratigrafia poichè agiscono da indicatori dei cambiamenti della temperatura e salinità delle acque.

Invece i loro alchenoni sono composti chetonici (composti organici di formula generale R-CO-R’, caratterizzati dalla presenza di un gruppo carbonile C=O il cui carbonio, con ibridazione sp2, è direttamente legato a due gruppi R idrocarburici che possono essere sia alifatici che aromatici) hanno la funziona di marcatori biologici utili per la ricostruzione dell’andamento delle temperature marine del passato.

Si era ritenuto che i coccolitofori reagissero all’aumento dell’acidità marina, causata dagli accresciuti livelli di anidride carbonica, riducendo la loro calcificazione. Uno studio del 2008 ha invece evidenziato che, almeno in alcune situazioni specifiche, avviene esattamente l’opposto; l’Emiliania huxleyi infatti aumenta la sua calcificazione fino al 40% e diviene più abbondante in acque ad elevata concentrazione di CO2.

Entrando nel dettaglio invece ora vediamo cosa sono e come sono fatti i coccoliti.

Cosa sono i coccoliti?

cristian gottfried ehrenberg

Cristian Gottfried Ehrenberg

thomas henry huxley

Thomas Eenry Huxley

I coccoliti sono scaglie di carbonato di calcio formate dai coccolitofori, disposte attorno in una struttura sferica detta coccosfera.

Scoperti da Cristian Gottfried Ehrenberg (1795–1875) e identificati invece da Thomas Henry Huxley, che assegnò loro il nome e scoprì che sono i maggiori costituenti dei fanghi carbonatici e delle rocce che ne derivano (calcari).

Come sono fatti i coccoliti?

I coccoliti si formano all’interno della cellula in vescicole e quando i coccoliti sono completamente formati, le vescicole si fondono con la parete cellulare e i coccoliti vengono espulsi tramite esocitosi e incorporati nella coccosfera.

contest #1I coccoliti vengono poi dispersi con la morte dei coccolitofori e la conseguente rottura della coccosfera poi cadono in basso andando a costituire una parte del sedimento dei fondali.

I coccoliti sono composti di calcite, minerale a base di carbonato di calcio, e sono tra i principali costituenti dei depositi di calcare.

Sono comparsi alla fine del Triassico, circa 200 milioni di anni fa, assieme alle diatomee e ebbero la loro massima espansione nelle calde acque interne dei mari della piattaforma continentale.

Quali sono i tipi di coccoliti?

Ci sono due tipi di coccoliti: gli eterococcoliti e gli olococcoliti.

  • Gli eterococcoliti sono formati da una disposizione radiale di unità cristalline.
  • Gli olococcoliti sono formati da minuscoli romboedri di calcite in sequenza continua.

Si pensava che i due tipi fossero prodotti da famiglie differenti di coccolitofori, invece sono prodotti dalle stesse specie, in fasi diverse del loro ciclo di vita. Gli eterococcoliti sono prodotti nella fase diploide, gli olococcoliti nella fase aploide.

Quale è la funzione dei coccoliti?

La loro funzione non è ancora del tutto chiarita. Si ipotizza servano:

  • Come difesa contro la predazione da parte dello zooplancton,
  • Come difesa contro le infezioni da batteri e virus,
  • Per il mantenimento del galleggiamento,
  • Per il rilascio di anidride carbonica per la fotosintesi,
  • Come filtro contro le dannose radiazioni ultraviolette della luce.

Fonti:

  1. Wikipedia – Coccolitoforo
  2. Wikipedia – Coccoliti

Per questo contest è tutto, se l’argomento trattato vi è piaciuto e vi ha appassionato o anche solo se volete saperne di più, chiedeteci qualsiasi cosa con i vostri commenti a fine pagina, saremmo felici di intavolare un dibattito con voi.