vaccinazioni

Vaccinazioni obbligatorie in Italia


In Italia sono obbligatorie per tutti i nuovi nati le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B.

Difterite

vaccinazioni difteriteLa difterite è una malattia infettiva provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae che può infettare le vie aeree superiori e a volte la pelle. Il batterio produce una tossina, responsabile di gravi complicanze a carico del cuore, dei nervi e dei reni. In assenza di un trattamento tempestivo, l’infezione può uccidere il 5-10% o delle persone che la contraggono  e in molti casi, nei sopravvissuti, possono residuare danni permanenti a carico di cuore, reni, sistema nervoso.

La difterite è ancora endemica in molti Paesi in via di sviluppo, mentre, grazie alla diffusione della vaccinazione, l’ultimo caso di difterite in età pediatrica in Italia risale al 1995.

Il vaccino antidifterico è costituito dalla tossina difterica, resa innocua mediante procedimenti chimici, che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi.

Il calendario vaccinale prevede 3 dosi nel primo anno di vita (al 3°, 5° e 11-13° mese), seguite da 2 richiami, rispettivamente a 5-6 anni, e tra 11 e 18 anni. Ulteriori richiami sono raccomandati a cadenza decennale.

Tetano

vaccinazioni tetanoIl tetano è provocato dalla tossina prodotta da un batterio, il Clostridium tetani, che provoca una paralisi a partire da viso e collo, fino agli arti passando per torace e addome. L’infezione si contrae attraverso la contaminazione di tagli o ferite con le spore del batterio.

In assenza di un adeguato trattamento, la malattia può essere letale nel 30-50%  dei casi.

Grazie alla vaccinazione antitetanica, i casi di i tetano in età pediatrica o adolescenziale in Italia sono diminuiti drasticamente, mentre persistono ancora casi in persone anziane non vaccinate.

Il vaccino antitetanico è costituito dalla tossina tetanica resa innocua mediante procedimenti chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi.
Il vaccino antitetanico è solitamente combinato con il vaccino antidifterico, al quale si accomuna per modo e calendario di somministrazione: 3 dosi di vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al 3°, 5° e 11-13° mese), una dose di richiamo a 5-6 anni e tra 11 e 18  anni.

Per conservare l’immunità nei confronti del tetano, sono opportuni ulteriori richiami ogni 10 anni.

Poliomielite

vaccinazioni poliomieliteLa poliomielite è una malattia causata da 3 tipi di virus intestinali detti poliovirus. Benché la gran parte delle infezioni non causino alcun sintomo, in un ristretto numero di casi (1-2%) si può manifestare rigidità di collo, della schiena o delle gambe, ma senza paralisi.

Invece, in meno dell’1% dei casi (all’incirca in 1 infezione su 1.000) i virus sono in grado di aggredire il sistema nervoso, causando debolezza muscolare e paralisi.

Dopo una grande diffusione della malattia nella prima metà del XX secolo, la messa a punto del vaccino negli anni ‘50 ha consentito un ottimo controllo dell’infezione, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha certificato l’eradicazione della poliomielite in gran parte del mondo.

Il vaccino antipolio in uso in Italia dal 2002 (quando l’Oms ha certificato l’eradicazione del virus nella regione europea) è quello definito “inattivato” (Ipv, Inactivated polio vaccine), basato cioè su un procedimento chimico in grado di uccidere il virus senza fargli perdere la capacità di stimolare il sistema immunitario.

In precedenza, era impiegato anche il vaccino antipolio orale (Opv, Oral polio vaccine) in cui il virus non era ucciso, ma reso incapace di replicarsi nel tessuto nervoso.

La vaccinazione antipolio prevede la somministrazione di 3 dosi nel primo anno di vita, (al 3°, 5° e 11-13 mese), seguite da un richiamo tra il 5° e il 6° anno di vita.

Epatite B

vaccinazioni epatite BL’epatite B è una malattia infettiva causata dal virus HBV. Si trasmette attraverso l’esposizione a sangue infetto o a fluidi corporei come sperma e liquidi vaginali. Inoltre, l’epatite B può essere trasmessa dalla madre infetta  al neonato. La malattia provoca un’infiammazione acuta del fegato.

Più della metà dei bambini che acquisiscono l’infezione sono asintomatici anche se possono diventare portatori cronici. Nell’adulto la malattia può cronicizzare in circa il 5-10% dei casi. Il rischio di cronicizzazione aumenta al diminuire dell’età in cui viene acquisita l’infezione; infatti, nei neonati contagiati poco dopo la nascita si verifica circa 9 volte su 10. Quando la malattia si cronicizza può causare cirrosi epatica e cancro al fegato.

Il vaccino contro l’epatite B è costituito da una proteina della superficie del virus realizzata utilizzando la tecnica del Dna ricombinante e in grado di stimolare la risposta del sistema immunitario.
Nei bambini si somministrano 3 dosi di vaccino al 3°, 5° e tra 11-13  mesi di vita. Nei neonati da madre infetta (HBsAg positiva) si somministrano quattro dosi: alla nascita (entro 12-24 ore), al 1°, 2° e 11-13° mese di vita.
Dall’introduzione della vaccinazione obbligatoria in Italia (nel 1991) a oggi, i nuovi casi di epatite B si sono ridotti dell’80% nei gruppi di età destinatari dell’intervento vaccinale (0-14 e 15-24 anni).


Per quanto riguarda la popolazione adulta, ci sono vaccinazioni obbligatorie per determinate categorie di persone e di lavoratori:

  • la vaccinazione antitetanica è obbligatoria, oltre che per tutti gli sportivi affiliati al CONI, per i lavoratori agricoli, i metalmeccanici, gli operatori ecologici, gli stradini, i minatori, gli sterratori etc.
  • la vaccinazioni antimeningococcica, antitifica, antidifto-tetanica, antimorbillo-parotite-rosolia sono obbligatorie per tutte le reclute all’atto dell’arruolamento
  • la vaccinazione antitubercolare è obbligatoria soltanto per il personale sanitario, gli studenti in medicina, gli allievi infermieri e chiunque, a qualunque titolo, con test tubercolinico negativo, operi in ambienti sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti, oppure che operi in ambienti ad alto rischio e non possa essere sottoposto a terapia preventiva, perché presenta controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.

La tempistica e l’elenco delle vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale sono contenuti nel calendario vaccinale, il cui ultimo aggiornamento è contenuto nel Piano nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014.