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Intolleranza al lattosio: un problema sempre più diffuso!


Oggi vi voglio parlare di un problema comune a molti di noi. Un “fastidio”, almeno così lo definirei io, che spesso ci porta a rinunciare a molti dei cibi più gustosi che esistano!

intolleranza al lattosio

Circa il 30% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio, e caso curioso, è che la sua diffusione aumenta via che si scende di latitudine, Italia compresa.

Vediamo insieme più nel dettaglio di cosa si tratta e cosa comporta.

L’intolleranza al lattosio è una condizione in cui il consumo di latte e latticini provoca una reazione “non allergica”. La colpa è da attribuirsi alla mancanza o alla riduzione degli enzimi deputati alla digestione del lattosio, cioè dello zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati. Questi enzimi, presenti nell’ “orletto a spazzola” delle cellule intestinali e chiamati lattasi, sono deputati alla scissione del lattosio nei due zuccheri che lo costituiscono: il galattosio ed il glucosio. Il primo è essenziale per la formazione delle strutture nervose nel bambino, il secondo rappresenta il substrato energetico primario dell’organismo. Per essere digerito, il lattosio deve necessariamente essere scisso in queste due unità più semplici.

lattasi

Quali sono i sintomi?

Subito dopo l’ingestione di cibi quali latte, creme, panna, burro non chiarificato, formaggi freschi e bevande a base di latte, potrebbero comparire sintomi come:

  • meteorismo;
  • flatulenza;
  • diarrea;
  • nausea;
  • spossatezza;
  • dolore crampiforme;
  • gonfiore;

Tipologie di intolleranze al lattosio

  • Intolleranza primaria:  l’organismo non produce le lattasi per un difetto genetico, per questo motivo i sintomi dell’intolleranza si manifestano già nella prima infanzia.
  • Intolleranza secondaria: l’organismo può comunque soffrire di una intolleranza transitoria, detta secondaria, per la temporanea perdita dell’enzima lattasi. Infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale e mutazioni dietetiche repentine sono i più comuni fattori causali alla base di tale condizione.

Diagnosi

Il “test del respiro o breath test” è uno degli esami più utilizzati per la verifica di questa intolleranza . Tramite questo esame si valuta la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dopo un carico di lattosio.breath-testDal momento che la fermentazione dello zucchero indigerito produce idrogeno che viene prontamente riassorbito dalle pareti intestinali ed eliminato con la respirazione, in caso di intolleranza al lattosio si osserva un picco di concentrazione di idrogeno nell’aria espirata.

Cura e terapia

In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio il primo approccio è quello di consumare latte e latticini in piccole quantità, per poi aumentarle progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi.

stop latte

Per consentire l’utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze nei suoi confronti, in commercio sono presenti latti delattosati in cui il lattosio si trova, per la maggior parte (70-75%), già scisso in glucosio e galattosio. In alternativa, ci si può “accontentare” del latte di soia o di quello ricavato dal riso.

Esiste una terapia farmacologica?

Non esiste alcun farmaco in grado di invertire il disturbo, pertanto il paziente deve ridurre la quantità di lattosio introdotta con la dieta, cercando di evitare la carenza di calcio; per sfuggire a questo inconveniente, è consigliabile arricchire la dieta con integratori di calcio.