cheratosi attinica

Cheratosi attinica


Il termine “cheratosi” indica un’anomalia della normale cheratinizzazione dello strato corneo della cute, che diventa più spesso ed irregolare. L’appellativo attinica, invece, che deriva dal greco ακτίνα, significa letteralmente “raggio”, ovvero, causato dalle radiazioni. E’ una lesione precancerosa della pelle, che appare soprattutto dopo i 40 anni a causa dell’effetto cumulativo dell’esposizione solare che aumenta con l’età.

Cause

  • Esposizione prolungata al sole, con effetto cumulativo e danneggiamento del DNA cellulare.
  • Abbronzatura artificiale, raggi UVA, raggi X e sostanze chimiche specifiche.

Segni e sintomi

Si manifestano a livello del viso (padiglioni auricolari e fronte), delle gambe, delle braccia, del dorso delle mani e del cuoio capelluto (nei soggetti calvi), e in tutte le aree maggiormente esposte al sole.

Si presenta sottoforma di squame eritematose, dal colore normale, pigmentate di giallo o grigiastre ed attorniate da un alone rosso.

I pazienti possono presentare un’unica lesione ben definita, o più lesioni meno definite che coprono una grande area di pelle. Di solito sono multiple.

I sintomi più comuni sono:

  • Prurito;
  • Bruciore;
  • Può anche essere asintomatica.

Fattori di rischio

Risulta essere più frequente:

  • nei soggetti con fototipo chiaro (fototipo 1-2), pelle chiara che non si abbronza, ma si scotta al sole, con capelli biondi o rossi, occhi azzurri o verdi.
  • nelle categorie di lavoratori che svolgono la propria attività all’aperto: contadini, manovali, pescatori ecc.
  • nei soggetti che fanno molto sport all’aperto.
  • in chi ha il sistema immunitario indebolito a causa di terapie immunosoppressive in seguito a trapianti d’organo, o di malattie che danneggiano il sistema immunitario come l’AIDS.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire la cheratosi attinica è quello di proteggersi dal sole.

Ecco alcune efficaci regole da seguire:

  • limitare il tempo all’aperto quando il sole è al suo picco (dalle 11.00 alle 16.00 circa)
  • applicare una crema solare 30 minuti prima di andare all’aperto. Scegliere un filtro che abbia un fattore di protezione (SPF) 30 o superiore, con un ampio spettro di protezione contro entrambi i raggi UVA e UVB.  Il sudore, così come un’immersione in acqua, diluiscono molto il prodotto, abbassando il suo SPF: per questo è importante ripetere l’applicazione del solare più volte
  • utilizzare una crema solare sulle labbra. Scegliere un prodotto specifico per le labbra, con fattore di protezione pari a 20 o più
  • i bambini fino ai 12 mesi di età non devono essere esposti ai raggi diretti del sole. Le creme solari possono essere applicate ai bambini di età superiore ai sei mesi
  • indossare occhiali da sole con protezione per i raggi UV, un cappello a tesa larga e abiti protettivi
  • è importante sapere che farmaci e prodotti per la cura della pelle (profumi e deodoranti), possono sensibilizzare la pelle al sole. Alcuni farmaci quali gli antibiotici, gli antinfiammatori non steroidei (Fans), i medicinali soggetti a prescrizione per il trattamento di disturbi psichiatrici, ipertensione, insufficienza cardiaca, terapie ormonali possono foto sensibilizzare o macchiare le zone fotoesposte. Se quindi si sta assumendo un farmaco di prescrizione e si deve trascorrere tanto tempo all’aria aperta, è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia e prendere tutte le precauzioni specifiche per evitare l’esposizione diretta al sole
  • è necessario consultare il medico di medicina generale o un dermatologo se una lesione cutanea:
    • è dolorosa
    • prude o brucia
    • trasuda o sanguina
    • diventa squamosa
    • presenta cambiamenti in termini di dimensioni, forma, colore o elevazione

Diagnosi

E’ consigliata una visita specialistica dal dermatologo per appurare che si tratti di cheratosi attinica e non di altre patologie cutanee. Successivamente,si andrà ad individuare la terapia più idonea da prescrivere. Se la lesione è particolarmente grande o spessa, il dermatologo dovrà effettuare una biopsia per assicurarsi che la lesione non si sia trasformata in un tumore maligno.

Terapia

Le opzioni di cura comprendono le terapie ablative come la criochirurgia, modalità più comune di trattamento, il curettage, la terapia fotodinamica, la diatermocoagulazione oppure le terapie topiche con sostanze antiblastiche o immunomodulanti. In genere le terapie ablative sono adatte per trattare lesioni ben delimitate e solitarie o un numero limitato di lesioni sparse. Al contrario le terapie topiche sono più idonee in pazienti con lesioni multiple.

La scelta del trattamento dipende da vari fattori: età del paziente, co-morbilità, sede della lesione, dimensione della lesione, lesioni multiple, compliance del paziente, immunodepressione. Spesso i diversi trattamenti si possono eseguire in combinazione o in modo successivo a seconda della risposta al trattamento precedentemente utilizzato.