“Buona pausa caffè”…


Cari lettori, oggi vi parlerò di una delle bevande più diffuse sul nostro territorio nazionale, fondamentale per chiunque debba o sia costretta a passare una giornata alquanto intensa e stressante: il caffè.

chicchi di caffè

L’irrinunciabile tazzina di caffè rappresenta un rito tipicamente italiano, frutto di un’abitudine così radicata da portare numerosi esperti, delle più svariate discipline, a pronunciarsi periodicamente sui benefici e sui rischi dell’amata bevanda. C’è chi ne studia gli aspetti psicologici, chi ne indaga le caratteristiche organolettiche e chi, come noi, si occupa di studiarne il rapporto con la salute umana

Questa bevanda è ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere “Coffea”. L’origine del suo consumo è assai controversa. Molti botanici affermano che i primi a riconoscere gli effetti stimolanti di queste drupe furono gli abitanti dell’Etiopia che le masticavano crude. Alcuni scritti evidenziano invece che l’inizio della storia del caffè avrebbe le radici in una bevanda medio orientale chiamata “vino d’Arabia” ricavata dal succo fermentato estratto dalle drupe mature dei piccoli alberi. Altre fonti indicano infine la sua origine in una mistura calda chiamata “qahwah” (eccitante), preparata dai popoli nomadi con gallette ricavate dai semi di “coffea” essiccati al sole, macinati grossolanamente e mescolati al grasso.

Agli inizi la bevanda del caffè era consumata prevalentemente nell’ambito di cerimonie religiose o per finalità terapeutiche, come testimoniano i testi dell’autore persiano Avicenna (XI sec.), che la consigliava nella cura di calcoli renali, gotta, morbillo e tosse. Fu nel XVI secolo che il caffè divenne simbolo di convivialità, raggiungendo l’Egitto, la Siria e Costantinopoli, dove nella seconda metà del secolo si aprirono i primi locali pubblici per la sua preparazione e consumo. Il caffè arrivò a Venezia solo nel 1615, dove, si pensa, sia stata aperta la prima “Bottega del Caffè” nel 1640, anche se alcuni ritengono che ne sia stata aperta una precedentemente a Livorno.

caffèGli ideatori:

Furono glia arabi per primi ad avere l’idea di rendere in polvere il caffè (dopo averlo tostato) e di aggiungervi dell’acqua calda per ottenere la bevanda che oggi conosciamo.

caffè pianta

Famiglia: Rubiaceae

Genere: Coffea

Caratteristiche generali:

La Coffea, pianta originaria dell’Etiopia ma ormai diffusa in tutti i paesi tropicali, appartiene alla famiglia delle Rubiaceae ed è la famosissima pianta del caffè. E’ una pianta sempreverde con portamento arbustivo con foglie molto decorative che raramente supera il metro e mezzo di altezza. E’ provvista di fusti abbastanza esili e le foglie sono ovali più o meno appuntite, lunghe circa 15 cm, lucide di un bel colore verde scuro e con i margini seghettati. I fiori sono raggruppati in grappoli e fiorisce a metà estate, bianchi, stellati e molto profumati.

 

Principali specie: 
Esistono circa 60 specie appartenenti a questo genere tra le quali ricordiamo:
COFFEA ARABICA_La coffea arabica è la pianta del caffè originaria dell’Etiopia dove cresce come un arbusto raggiungendo anche i 6 m di altezza mentre coltivata in appartamento non supera il metro di altezza.

E’ una pianta nel complesso molto aggraziata con fusti e rami leggeri, con foglie ovali lunghe 15 cm e di un bel colore verde lucido, ondulate sui margini.

I fiori sono bianchi e profumati e sono riuniti in grappoli e compaiono in piena estate all’attaccatura delle foglie sugli steli.

COFFEA ROBUSTA_La Coffea robusta è originaria dello Zaire e possiede delle foglie cerose, di colore verde scuro ed appuntite. I fiori sono molto bianchi e profumati.

Da un punto di vista di coltivazione della pianta per ottenere il caffè c’è da dire che i suoi chicci di caffè sono un po’ più piccoli rispetto a quelli della Coffea arabica e molto più ricchi di caffeina e rimangono molto più aromatici una volta torrefatti. Oltre a questo è una pianta che dà meno problemi di coltivazione rispetto alle altre ed ha una produzione molto abbondante.

COFFEA LIBERICA_La coffea liberica è originaria della Libera (da cui il nome) e della Costa d’Avorio ed è caratterizzata da grandi foglie lunghe anche 30 cm di colore verde scuro e lucide.

A livello industriale si può osservare che produce dei chicchi di caffè molto grandi anche se di qualità inferiore rispetto all’arabica ed alla robusta. In genere questa pianta viene usata come portainnesto o come pianta da incrocio con le specie più pregiate cercando di sfruttare la sua caratteristica di essere particolarmente resistente alle malattie.

COFFEA EXCELSA_

La coffea excelsa coltivata prevalentemente a scopo industriale è una pianta dalla quale si ottiene un caffè molto gradevole ed aromatico molto simile a quello dell’arabica.

Altre specie un po’ meno pregiate sono:

COFFEA STENOPHYLLA, COFFEA MAURITIANA, COFFEA RACEMOSA, COFFEA CONGENCIS, COFFEA NEO ARNOLDIANA.

caffe

Nel caffè sono presenti numerose sostanze utili al nostro organismo tra cui potassio, magnesio, cromo.

Benefici:

Tra le molte componenti nutrizionali del caffè, la più nota e studiata è senza dubbio la caffeina, poiché dotata di proprietà importanti, come:

  • l’effetto stimolatorio sulla secrezione gastrica e su quella biliare (ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione);
  • l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa (ecco perché molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non abbioccarsi in seguito ad un lauto pasto);
  • l’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento (la caffeina stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e la termogenesi, aumentando la quantità di calorie bruciate dalla “macchina uomo”);
  • l’effetto anoressizzante (il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito).

Oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte sostanze, il cui potenziale ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. In particolare, sono state isolate diverse componenti dalle spiccate proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, che sono comunque insufficienti per compensare il rischio derivante da un consumo elevato di caffè.

Rischi:

Le ripercussioni della caffeina sulla salute umana sono dose dipendenti. Un consumo elevato di caffè, espone l’organismo a diversi rischi:

  • Può causare danni al SISTEMA DIGERENTE – per via dell’elevata acidità dei succhi riversati nello stomaco – (ecco perché il caffè è controindicato se si soffre di ulcera, gastriteo reflusso gastroesofageo);
  • L’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, può rivelarsi dannoso per persone che soffrono di insonnia, vampate di calore ed ipertensione; all’aumentare della dose la caffeina determina tachicardia, sbalzi pressori e tremori anche nelle persone sane.
  • L’effetto lipolitico, cioè favorente il dimagrimento, è annullato e addirittura ribaltato se al caffè viene aggiunto dello zucchero (+ 20 calorie a cucchiaino) o del latte (+ 10 calorie se il caffè è macchiato).
  • L’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’instaurarsi di quadri anemici ed osteoporotici.

 

Dosi

tazzina caffe

Un limite ragionevole è fissato nell’assunzione di 300 milligrammi di caffeina al giorno.

Tuttavia, dal momento che la caffeina è presente in  oltre 60 specie vegetali, tra cui il cioccolato ed il , occorre considerare anche il contributo degli altri alimenti.

  • 3 tazzine di espresso al giorno – per le donne e gli uomini di corporatura esile;
  • 4 tazzine per i maschi che vantano una costituzione fisica ROBUSTA;
  • In gravidanza è buona regola limitare al massimo il consumo di caffè, in quanto alte dosi di caffeina risultano pericolose per la salute del feto;

Curiosità sul caffè:

Molte sono le leggende e i racconti che vedono il caffè al centro della loro narrazione. La sua storia inizia intorno al 900-1000 d.C. e continua ancora oggi. Racconti, leggende e tradizioni si intrecciano con la realtà, creando e narrando di storie più o meno veritiere. Al caffè sono legate tantissime curiosità e leggende che, siano vere o meno, è sempre interessante conoscere. Ve le riporto di seguito:

Monastero Chehodet nello Yemen.

Una delle leggende più conosciute forse è quella proveniente dal Monastero Chehodet nello Yemen. Uno dei monaci che vivevano in questa struttura, avendo saputo da un pastore di nome Kaldi che le sue capre ed i suoi cammelli si mantenevano “vivaci” anche di notte se mangiavano certe bacche, preparò con quest’ultime una bevanda nell’intento di restare sveglio per poter pregare più a lungo.

Una leggenda simile vuole, invece, che il caffè sia stato scoperto da un Iman di un monastero arabo, il quale ne preparò un decotto e lo fece gustare a tutti i monaci del convento, che rimasero svegli senza fatica tutta la notte.

Maometto ed il caffè

Meno nota la leggenda su Maometto: si narra che un giorno in cui il Profeta si sentiva malissimo l’Arcangelo Gabriele gli venne in soccorso, portandogli una pozione inviatagli direttamente da Allah. La bevanda era scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca, comunemente chiamata “qawa”. Maometto la bevve, si rianimo’ di colpo e riparti’ per grandi imprese.

Kaddi il pastore

Il frate maronita Antonio Fausto Nairone, docente di teologia alla Sorbona nel 1700, narrò ai suoi allievi, che in Arabia un pastore di nome Kaddi, portando al pascolo le sue capre, notò sbigottito che esse, dopo aver mangiato le bacche di una pianta spontanea, mostravano segni di eccitamento.
Il pastore non riuscendosi a spiegare l’accaduto, lo sottopose al vegliardo abate Yahia. Costui, intuendo quelle che erano le proprietà della pianta, ne fece una bevanda amara e ricca di calore che, riscaldando il corpo lo rinvigoriva, lierandolo da sonno e stanchezza.

Il monaco arabo in viaggio verso Moka

Un monaco arabo, lo sceicco Ali ben Omar, che rimase solo durante un viaggio verso Moka, città nella quale accompagnava il suo maestro Schadeli, morto durante l’itinerario.
Apparsogli un angelo, fu incoraggiato a proseguire verso quella città dove infuriava una terribile peste. Qui, con le sue preghiere ad Allah, riuscì a guarire molti malati e persino la figlia del re, della quale si innamorò. Il Re, però allontanò il monaco, il quale, costretto a vivere nella solitudine della montagna, per appagare la fame e la sete, dovette invocare l’aiuto del suo maestro, il quale gli inviò un magnifico uccello dalle piume variopinte e dal suadente canto.
Destato e sollevato dal melodioso canto, Omar si avvicinò per ammirare l’uccello e, giunto sul posto, vide un albero rivestito da fiori bianchi e frutti rossi: la pianta del caffè.
Colse alcune bacche e ne fece un decotto dalle virtù salutari che, spesso, offrì ai pellegrini che riceveva nel suo rifugio. Sparsasi la notizia delle qualità magiche della bevanda, il monaco venne riaccolto nel regno con grandi onori.

Un’ ultima leggenda racconta che un immenso incendio si propagò in un vastissimo territorio dell’Abissinia, coperto da piante spontanee di caffè facendo diffondere a decine di chilometri di distanza l’aroma di quella che fu considerata una gigantesca torrefazione naturale.

caffè

Per concludere, auguro a tutti una buona pausa caffè.

Silvia.