psoriasi

Psoriasi


La psoriasi è una malattia cronica della pelle che causa lesioni (placche) caratterizzate da eritema e desquamazione. Le placche in genere compaiono su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare della schiena ma possono essere estese anche a tutto il corpo.

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La severità della malattia e l’estensione delle placche varia da persona a persona. Per alcuni è poco più che un fastidio, per altri può compromettere seriamente la qualità di vita.

La psoriasi è una malattia cronica, tuttavia, nella vita delle persone affette da psoriasi si possono alternare periodi in cui la sintomatologia si attenua o scompare del tutto ad altri in cui i sintomi diventano più severi.

La psoriasi non è una malattia contagiosa: stare vicino o toccare una persona con psoriasi non comporta in alcun modo una trasmissione della malattia.

Non è noto quante siano esattamente le persone colpite dalla malattia in Italia, si stima tuttavia che il loro numero possa oscillare tra il 2 e il 3% della popolazione: vale a dire tra 1,2 e 1,8 milioni di persone.

Segni e sintomi

La psoriasi è una patologia cronica recidivante. La malattia può presentarsi a qualsiasi età, anche se il picco di insorgenza si registra tra i 20 e i 40 anni: spesso insorge a seguito di fattori scatenanti.

Dopo l’esordio, la malattia può avere fasi alterne, di durata variabile, di remissione ed esacerbazione delle manifestazioni cutanee. In generale le prime manifestazioni della malattia sono a carico di gomiti e ginocchia.

Esistono diverse varianti di psoriasi.

La forma più comune è la cosiddetta psoriasi volgare. È caratterizzata da chiazze ricoperte da squame di colore grigio-argentee le cui localizzazioni più frequenti sono gli arti e il cuoio capelluto. Le placche si presentano sollevate sulla pelle e hanno dimensioni variabili: possono estendersi per pochi centimetri, ma non sono rari i casi in cui l’estensione è molto ampia (diverse decine di centimetri). In rari casi danno prurito.
Le placche sul cuoio capelluto possono essere di piccole dimensioni o coprire l’intero capo, sono inoltre caratterizzate da un aumento eccessivo dello strato più esterno della cute (ipercheratosi) che può inglobare i capelli.

Altra variante della malattia è la psoriasi guttata. È più frequente nei bambini e nei giovani, si presenta con chiazze di piccole dimensioni che possono interessare sia il tronco sia gli arti.

La psoriasi palmo-plantare colpisce invece quasi esclusivamente le mani e i piedi. Le placche possono essere di minima entità o molto estese e spesse al punto da causare lacerazioni della pelle.

La psoriasi può coinvolgere anche le unghie (in tal caso si parla di onicopatia psoriasica). Le alterazioni delle unghie possono causare dolore ai polpastrelli limitando la funzionalità della mano.

Altra variante è la psoriasi pustolosa. Si tratta di una forma molto rara, ma particolarmente grave. È caratterizzata infatti dalla presenza di pustole che possono estendersi all’intera superficie del corpo.

In circa il 10% dei casi la psoriasi colpisce anche le articolazioni: in tal caso si parla di artrite psoriasica.

Cause

La psoriasi è dovuta a un ricambio troppo veloce delle cellule della pelle.
L’organismo produce in continuazione nuove cellule della pelle negli strati più profondi della pelle. Queste cellule gradualmente si muovono verso l’alto finché non raggiungono la superficie. Nel frattempo, le cellule che in precedenza occupavano gli strati più esterni muoiono e sono eliminate attraverso un processo fisiologico di desquamazione.
L’intero processo in una persona sana avviene in tre-quattro settimane. Nelle persone con psoriasi questo ricambio è molto più rapido (dai 3 ai 7 giorni). Come risultato di questo fenomeno raggiungono la superficie della pelle cellule che non sono completamente mature. Ciò causa le tipiche placche della malattia.

A cosa sia dovuta l’accelerazione di questo sistema di ricambio cellulare non è noto. Un ruolo di primo piano è certamente svolto dal sistema immunitario. In particolare, una specifica popolazione di cellule, i linfociti T.
Infatti i linfociti T creano un processo infiammatorio che altera i meccanismi di riproduzione cellulare provocando il rossore e la comparsa di chiazze.

È probabile che sia una predisposizione genetica a produrre questo errore del sistema immunitario. A riprova di ciò è il dato che una persona su tre, tra quelle affette da psoriasi, hanno un parente con la malattia.

La ricerca ha identificato diversi geni potenzialmente coinvolti nell’insorgenza della malattia. Tuttavia, avere queste varianti non è sufficiente a svilupparla.

La maggior parte delle persone sviluppa infatti la psoriasi dopo un evento scatenante. Ci sono diverse tipologie di eventi che possono dare il via alla malattia:

  • traumi di diverso tipo
  • l’alcol
  • il fumo
  • lo stress
  • cambiamenti ormonali, specie nelle donne
  • alcuni farmaci (ace inibitori, beta bloccanti, antinfiammatori, litio, antimalarici)
  • banali infezioni (come quelle da streptococco che colpiscono la gola)
  • malattie che colpiscono il sistema immunitario (per esempio l’Hiv).

Diagnosi

Le caratteristiche peculiari della malattia fanno sì che per giungere alla diagnosi di psoriasi sia sufficiente l’esame clinico delle lesioni cutanee. Nei casi dubbi può essere necessario l’esame istologico attraverso il prelievo di un piccolo campione di tessuto.

Esistono inoltre diversi strumenti per seguire l’andamento della malattia nel tempo o per valutarne la sua gravità. I più comuni sono scale di valutazione che, considerando nel complesso le caratteristiche della malattia (la desquamazione o l’estensione delle placche, per esempio) restituiscono un “punteggio” complessivo dell’attività della malattia.

Più complesso è giungere a una diagnosi di artrite psoriasica. Oltre all’esame clinico, in questo caso, può essere necessario ricorrere a esami strumentali come la radiografia, l’ecografia articolare e tendinea o la risonanza magnetica.

Terapia

A oggi non esiste una cura risolutiva per la psoriasi. I trattamenti sono finalizzati a tenere quanto più possibile sotto controllo la malattia. Il tipo di terapia impiegato dipende dalle caratteristiche della patologia e da quelle del paziente.

Trattamento topico: il trattamento locale, con creme o unguenti, è in genere impiegato per le forme più lievi di psoriasi. La terapia in genere comprende prodotti a base di corticosteroidi, analoghi della vitamina D e sostanze emollienti.

Fototerapia: la luce, naturale o artificiale, può migliorare i sintomi della psoriasi. Per questa ragione l’erogazione di luce, in strutture mediche qualificate, è spesso impiegata come terapia per la psoriasi. Per le persone che si sottopongono a frequenti sedute è tuttavia necessario sottoporsi a controlli periodici per lo screening dei tumori della pelle.

Terapie sistemiche: nei casi di psoriasi più severa o, qualora i trattamenti topici e la fototerapia non abbiano sortito effetti, è necessario ricorrere all’assunzione di farmaci per via sistemica (pillole o iniezioni) che offrono un buon controllo della malattia ma possono avere importanti effetti collaterali. I più comuni sono:

  • il metotrexate: è un farmaco che riduce la produzione di cellule della pelle e sopprime l’infiammazione
  • le ciclosporine: sono farmaci che riducono la risposta immunitaria e quindi l’aggressione dei linfociti T alle cellule della pelle
  • l’acitretina: è un farmaco che riduce la produzione di cellule della pelle
  • i farmaci biologici: sono farmaci di nuova generazione, utilizzati in assenza se i trattamenti tradizionali si sono rivelati inefficaci. Sono in grado di ridurre l’infiammazione colpendo selettivamente le cellule del sistema immunitario “iperattive”.