forme farmaceutiche

Le forme farmaceutiche


Un farmaco, o principio attivo, è una sostanza che mostra attività biologica. Per poter essere somministrato all’uomo deve subire delle trasformazioni e lavorazioni, al fine di migliorarne la stabilità o la biodisponibilità. Il farmaco viene, infatti, sempre miscelato con degli eccipienti e inserito all’interno di una forma farmaceutica.
La forma farmaceutica somministrata deve consentire l’assorbimento dal sito di somministrazione e l’entrata in circolo del principio attivo; la sostanza, quindi, viaggia nel corpo umano attraverso il sangue fino a che non incontra il suo recettore a cui si lega per dare la risposta biologica desiderata, che deve essere dimostrabile e misurabile.

Gli eccipienti

forme farmaceutiche

Gli eccipienti sono una classe di sostanze utilizzate per favorire la stabilità, la conservazione o l’assorbimento del principio attivo.

Un eccipiente deve essere, per definizione, inerte nei confronti dei principi attivi, del confezionamento e dell’organismo; esso è presente generalmente in grande quantità nella formulazione (anche maggiore rispetto al farmaco stesso) per cui è essenziale la sua mancanza totale di tossicità.

Gli eccipienti possono essere classificati, in base al ruolo che essi svolgono nella preparazione, in:

  • diluenti, che vengono aggiunti al principio attivo per aumentare il volume della forma farmaceutica finale;
  • assorbenti, che hanno il ruolo di assorbire l’umidità;
  • adsorbenti, che sono in grado di assorbire grandi quantità di liquido;
  • lubrificanti, per migliorare la scorrevolezza delle polveri ed evitare l’adesione dei materiali alle macchine durante il processo produttivo;
  • leganti, sostanze che aumentano la coesione delle polveri;
  • disgreganti, che facilitano la disaggregazione delle forme farmaceutiche;
  • coloranti;
  • edulcoranti e aromatizzanti;
  • antiossidanti e antimicrobici, per aumentare il periodo di conservazione.

Le forme farmaceutiche

forme farmaceutiche

La forma farmaceutica viene definita come la forma con cui ogni medicinale si presenta; è possibile classificare le forme farmaceutiche presenti in commercio in tre grandi gruppi:

  1. le forme farmaceutiche solide;
  2. le forme farmaceuticohe semisolide;
  3. le forme farmaceutiche liquide.

Al primo gruppo appartengono compresse, capsule, granulati e polveri.
Del secondo gruppo fanno parte gel, unguenti e paste.
Infine, nel terzo rientrano gli sciroppi, le gocce e i colliri.

Uno stesso principio attivo può essere presente in commercio sotto forma di differenti forme, in modo da rispondere ad un più alto numero di esigenze possibili.
Le forme farmaceutiche solide hanno generalmente il vantaggio di essere più stabili e di essere vendute già monodose (in modo da ridurre il più possibile eventuali errori nella misurazione da parte del paziente); sono inoltre ben accettate da parte del paziente adulto.
Gli sciroppi, invece, potrebbero essere più idonei per soggetti che hanno difficoltà a deglutire compresse o capsule (anziani e bambini); essi, inoltre, mostrano una certa flessibilità di dosaggio in base alla necessità.
Anche le supposte sono una valida alternativa per anziani e bambini o nei casi in cui si vuole ridurre il metabolismo di primo passaggio (il metabolismo di primo passaggio consistete nella degradazione del principio attivo da parte del fegato prima che si distribuisca nell’organismo).

Forme farmaceutiche “a rilascio modificato”

Le forme farmaceutiche convenzionali determinano solitamente l’immediata liberazione del principio attivo, fornendo una concentrazione massima di farmaco nell’organismo che poi diminuisce rapidamente nel tempo.
Un rilascio modificato e controllato nei tempi e nelle sedi di rilascio del farmaco consente, in alternativa, una distribuzione più sicura ed efficiente sul sito di interesse in modo da ridurre drasticamente gli effetti collaterali e aumentare così la compliance del paziente.


Informazioni su Noemi Sicoli

Farmacista appassionata di scienza, benessere e cosmesi naturale. L’amore per la chimica farmaceutica e l’interesse per la scrittura l’hanno spinta a cercare una strada che riunisse i due aspetti; cominciare a scrivere per un blog è stato inevitabile.