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Artrosi


L’artrosi è un’alterazione degenerativa, cronica e progressiva di un’articolazione, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare e dell’osso sottostante, che provoca un grado variabile di limitazione funzionale e ha un impatto negativo sulla qualità di vita.

Quando la cartilagine viene usurata, fino a scomparire, le ossa nel movimento articolare fanno frizione una sull’altra e vengono danneggiate.

artrosi 2Tipologie:

  1. Idiopatica: cioè senza causa nota,
  2. Secondaria: presentatesi dopo eventi traumatici, malattie endocrino-metaboliche o patologie reumatiche.

Localizzazione:

Ad essere colpite sono soprattutto le ginocchia, le anche, le piccole articolazioni delle mani, la colonna cervicale e lombare. Questa condizione, tende a peggiorare nel corso degli anni.

Fattori di rischi:

Non modificabili:

  • appartenenza al genere femminile (dopo i 55 anni è più comune tra le donne);
  • età avanzata;
  • razza (le popolazioni asiatiche più protette);
  • predisposizione genetica: il 20-35% dei casi di artrosi del ginocchio (gonartrosi) e il 50% circa di quelli dell’anca (coxartrosi) possono essere sostenuti da fattori genetici che interessano la cartilagine.

Modificabili:

  • obesità/sovrappeso: in particolare per l’artrosi del ginocchio;
  • traumi articolari (da sport, incidenti);
  • attività lavorative (es. impiego di martelli pneumatici, lavori pesanti o ripetitivi, ecc.).

artrosi 3Sintomi:

  • Dolore articolare;
  • Rigidità (soprattutto al mattino o dopo un periodo di inattività);
  • Limitazione funzionale;
  • Scrosci articolari;
  • Tumefazione delle articolazioni.

Diagnosi:

La diagnosi di artrosi è clinica (cioè viene posta attraverso una visita medica) e viene confermata dalle radiografie.

Nella visita il medico valuta l’età del paziente, il peso corporeo, eventuali patologie associate ed eventuali traumi pregressi.
Valuta quindi la sede e il tipo di dolore, l’eventuale limitazione al movimento di una determinata articolazione, la stabilità dei legamenti e la forza muscolare.

In alcuni casi può comparire un versamento articolare, che può essere rimosso mediante artrocentesi (aspirazione del liquido mediante puntura intra-articolare). Le sue caratteristiche, nel caso dell’artrosi, saranno quelle di un versamento non infiammatorio (liquido giallo, limpido, viscoso, con bassa concentrazione di globuli bianchi).

Le radiografie delle articolazioni colpite, eseguite con il paziente in piedi, mostreranno nelle fasi iniziali restringimento dello spazio articolare per la scomparsa del tessuto cartilagineo e inspessimento dell’osso al di sotto della cartilagine articolare (osteosclerosi), mentre nelle fasi tardive si evidenzieranno escrescenze ossee lungo i margini dell’articolazione (osteofiti), piccole cavità ossee (geodi) fino alla deformazione dei capi articolari.

La risonanza magnetica nucleare (RMN) viene effettuata solo nei casi in cui sia necessario fare una diagnosi differenziale con altre condizioni.

Gli esami del sangue non sono di alcun aiuto nella diagnosi di artrosi, che non è una condizione infiammatoria. Può essere necessario tuttavia sottoporre il paziente a esami del sangue per valutare la funzionalità renale, epatica e l’emocromo, prima di instaurare una terapia a base di farmaci anti-infiammatori.

L’artrosi è una malattia degenerativa cronica caratterizzata da esacerbazioni dolorose acute.

artrosi 4Terapia:

La terapia dovrà pertanto orientarsi da un lato verso il trattamento degli episodi acuti e dall’altro alla loro prevenzione e al rallentamento del processo degenerativo articolare.

La terapia degli attacchi acuti si avvale di riposo, ghiaccio, dell’utilizzo di farmaci antidolorifici e anti-infiammatori ed eventualmente dell’iniezione intra-articolare di corticosteroidi.

In fase cronica invece il primo passo del trattamento consiste nella riduzione di peso, laddove in eccesso. Sarà inoltre importante l’esercizio fisico, che dovrà essere di tipico aerobico a intensità lieve-moderata (come nuotare, acquagym, andare in bicicletta).

Qualora ciò non fosse sufficiente a migliorare la sintomatologia, in particolare il dolore, il medico consiglierà di eseguire una fisioterapia specifica (terapia fisica a base di calore asciutto, massaggi muscolari), di assumere farmaci antidolorifici e anti-infiammatori e di eseguire cicli di iniezioni intra-articolari di acido ialuronico (il beneficio dura da 3 a 6 mesi).

Nei casi in cui i sintomi non possano essere controllati con questi trattamenti o laddove la limitazione articolare diventi invalidante, si può ricorrere al trattamento chirurgico. L’artroplastica, o protesizzazione dell’articolazione colpita (nel caso dell’anca e del ginocchio), dà buoni risultati nella quasi totalità dei pazienti, in casi ben selezionati.

Prevenzione:

  • seguire una dieta sana e bilanciata;
  • perdere peso (se si è in sovrappeso);
  • fare attività fisica regolare (soprattutto acquatica);
  • non sforzare o stressare un’articolazione dolente.

Informazioni su Erica De Donno

Studentessa di Farmacia presso l’Università “Aldo Moro” di Bari. Solare, estroversa, dinamica e determinata.
Appassionata di letture scientifiche e mediche, da sempre coltiva l’interesse per la scrittura sperando in un futuro di poter coniugare la sua professione con essa.
La sua “mission” è la salvaguardia del paziente attraverso lo studio per lo sviluppo e l’accrescimento di nuove tecnologie ospedaliere.