Rita Levi Montalcini

Cronologia di una scoperta: Rita Levi-Montalcini, “la signora della scienza”


cronologia di una scoperta In questo libro Rita Levi-Montalcini racconta la storia della scoperta per la quale nel 1986 ricevette il Nobel per la medicina.

La storia non tanto e solo degli esiti di una mirabile ricerca, ma di una lunga avventura scientifica i cui sviluppi non smettono di dare frutti. Nel primo dopoguerra, trasferitasi negli Stati Uniti per un breve soggiorno di studio che sarebbe invece durato trent’anni, l’illustre scienziata si dedicò allo studio in vitro di embrioni di pollo nei quali aveva innestato un tumore maligno di topo. Il Nerve Growth Factor (NGF), scoperto nel 1952 come fattore capace di potenziare i processi di crescita e differenziazione di neuroni, è oggi considerata la molecola a ben più ampio raggio di azione. Il lungo viaggio nel cervello e nel sistema nervoso intrapreso da Rita Levi-Montalcini sessan’anni fa, continua tuttora ad affascinare sia gli studiosi, per gli scenari impensabili che ha aperto, sia i non addetti ai lavori per il rigore e la coerenza che fanno della donna e dello scienziato Rita Levi-Montalcini un caso unico nel panorama scientifico internazionale. In occasione del suo centesimo compleanno, quindi, si offre ai suoi lettori, quale migliore omaggio, la storia del NGF paragonabile alla scoperta di un continente sommerso rivelato dalla sua sommità emergente.

 Rita Levi MontalciniLa vita:

Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012

Nel centenario della nascita, dopo un compleanno festeggiato da tutta la comunità internazionale, la grande scienziata e senatore a vita Rita Levi Montalcini non ha perso una briciola del suo entusiasmo e regala ai suoi lettori la biografia della sua più importante scoperta scientifica per la quale nel 1986 ricevette il premio Nobel per la medicina. Tenace, volitiva, ostinata, Rita Levi Montalcini ha attraversato il novecento con passo leggero e grande determinazione senza mai arrendersi né di fronte alle difficoltà della sua ricerca, né tantomeno di fronte alle leggi razziali. Cresciuta nell’apparente sicurezza della buona borghesia intellettuale torinese e all’interno di una comunità ebraica rigorosamente laica, nell’ottobre del 1938 fu costretta a lasciare la casa di Torino per il Belgio per rientrare infine in Italia nel 1940 dove proseguì gli studi nel celebre laboratorio costruito con le proprie mani nella sua stanza di ragazza.
A proposito di tenacia e determinazione è la stessa scienziata a dichiarare durante un’intervista:

“Non bisogna mai darsi per vinti. Io stessa dovrei “ringraziare” Mussolini per avermi giudicata persona di “razza inferiore” e avermi così costretta a lavorare segregata nella mia camera da letto, dove avevo allestito un piccolo laboratorio e cominciato le ricerche che mi hanno portato al Nobel”.

È in quel laboratorio che Rita Levi Montalcini scopre la propria vocazione per la ricerca pura che, negli anni del primo dopoguerra, la porterà a trasferirsi negli Stati Uniti per un breve soggiorno di studio che sarebbe invece durato trent’anni. Un volontario esilio all’inseguimento di un sogno: dimostrare che esiste un fattore specifico che determina la crescita dei neuroni. Una grande avventura scientifica raccontata con una prosa affascinante in Cronologia di una scoperta che ripercorre tutte le tappe di un viaggio negli angoli più remoti della neurobiologia e che nel 1952 la condusse ad identificare il Nerve Growth Facrtor – NGF – una molecola proteica capace di modulare e coordinare l’attività dei tre sistemi essenziali nell’organismo umano: il sistema nervoso, quello endocrino e immunitario, nonché il suo ruolo nella comprensione delle malattie degenerative come l’Alzheimer.
Una scoperta importantissima che ha aperto scenari impensabili nel panorama scientifico internazionale e che continua ad affascinare sia gli studiosi, sia i non addetti ai lavori, per la capacità di questa donna straordinaria di dedicarsi al disvelamento di quel grande mistero che sono ancora oggi l’uomo e la sua mente. È la verità il fine ultimo di ogni ricerca di Rita Levi Montalcini, quella verità che ogni essere umano deve indagare per non farsi travolgere dalle proprie qualità emotive, che tanto spesso ne hanno degradato il cammino, ma per ritornare con purezza a quelle facoltà cognitive che pretendono il rispetto dell’onestà e dell’obiettività intellettuale. Perché scienza, tecnologia ed etica non sono che diversi passi di un unico cammino:

“Dobbiamo capire che i contributi della scienza e della tecnologia non possono significare soltanto comfort e migliore qualità della vita materiale. La scienza deve portare soprattutto verità, e con la verità, la pace”.

Felice di consigliarvi questo “libro-viaggio” nella scienza, vi auguro una una buona lettura.

Silvia De Donno