alluminio e cibo

L’alluminio e il cibo: rischi e pericoli


L’alluminio è un elemento chimico della tavola periodica degli elementi con numero atomico 13. Il suo simbolo è Al ed è identificato dal numero CAS.7429-90-5. E’ presente in natura, nell’acqua, nell’aria e nel suolo, (circa l’8.2% della crosta terrestre).alluminio 1
Può essere presente anche in piccole tracce nel nostro corpo tramite il contatto con utensili da cucina, (pentole, mestoli, padelle, vaschette, pellicole, caffettiere, borracce e contenitori per alimenti), deodoranti, additivi alimentari e bevande. Contrariamente ad altri elementi metallici (ferro, zinco e rame), l’alluminio è utile per l’uomo ma la sua presenza eccessiva nella dieta va considerata potenzialmente nociva per la salute.

Alluminio come “additivo alimentare”

L’alluminio è un elemento fondamentale per certi additivi alimentari, contenuti soprattutto: nel lievito chimico, nei formaggi fusi (sottilette, formaggino ecc) e nei sottaceti.

Additivi Concessi in Italia Additivi Concessi negli USA
In Italia, il Ministero della Salute considera sicuri i seguenti additivi alimentari:

Negli Stati Uniti, la “Food and Drug Administration” (FDA) considera generalmente sicuri (GRAS) i seguenti additivi alimentari:

  • Solfato di alluminio
  • Solfato di alluminio e ammonio
  • Solfato di alluminio e sodio
  • Silicato di calcio e alluminio
  • Stearato di alluminio
  • Fosfato acido di sodio e alluminio
  • Nicotinato di alluminio

La sicurezza di questi ingredienti è tutt’ora oggetto di discussione!

Alluminio e cibi: il contatto e’ sicuro?

Cottura e conservazione dell’alluminio

alluminio 2Una causa dell’ apporto di allumino nella dieta è costituita dai materiali di imballaggio e di confezionamento degli alimenti e dalla cottura dei cibi, soprattutto se essa avviene in recipienti di alluminio.

Cosa stabilisce la legge in proposito? Non vengono fissate norme specifiche per l’alluminio per quanto riguarda i materiali e gli oggetti destinati al contatto con gli alimenti (Decreto Ministeriale 21 marzo 1973). Si fa dunque riferimento ai principi di carattere generale previsti dalla Legge n. 283 del 1962. che prescrive che i materiali a contatto con gli alimenti non devono cedere ad essi sostanze nocive e non devono alterarne le caratteristiche organolettiche.

Gli esperti hanno condotto delle indagini in proposito, prendendo in considerazione vaschette, pellicole e pentole in alluminio da una parte, e caffettiere (articoli fusi in alluminio) dall’altra. Le prove sono state condotte con il ricorso a liquidi per verificare la cessione di alluminio dal contenitore al contenuto, con particolare riferimento a acqua, olio di girasole o acido acetico. La migrazione di sostanze dal contenitore al contenuto è risultata vicina allo zero con l’impiego di acqua o olio di girasole. Diverso il caso dell’acido acetico, che ha confermato l’ipotesi di formazione di acetato di alluminio e di qualche altra sostanza estranea.

In conclusione, la migrazione di alluminio negli alimenti, causata dalla loro permanenza in contenitori per la conservazione o durante la cottura, risulterebbe in generale minima, ad eccezione che per le sostanze più acide, come l’aceto e i pomodori. Inoltre, è stato riscontrato che l’utilizzo di sale contribuisce a incrementare la migrazione di alluminio verso gli alimenti. Presumibilmente proprio per la presenza di sali, durante gli esperimenti l’acqua potabile ha estratto più alluminio rispetto all’acqua distillata.

alluminio 3

I risultati ottenuti ribadiscono che i contatti prolungati a temperatura ambiente, o comunque non refrigerata, con alimenti acidi debbano essere, per prudenza, evitati, e che in generale, ipotizzando un pasto normale per un italiano medio, si può arrivare ad una contaminazione di meno di 1 ppm (parte per milione) per pasto, nel caso ipotetico che tutto venga preparato in contenitori di alluminio. L’alterazione di sapore degli alimenti si verificherebbe soltanto nei prodotti sott’aceto conservati a lungo in contenitori di alluminio a temperatura non refrigerata.

Prevenzione

  • Pentole o padelle in alluminio: ricordate di non utilizzarle per preparare il sugo di pomodoro, per cuocere i pomodori o per ricette che prevedono tra gli ingredienti sostanze acide, come l’aceto.
  • Vaschettepellicole in alluminio:  non metterle a contatto con i cibi ancora caldi e con quelli acidi, come pomodori, limoni e altri agrumi.
  • Caffettiera: esistono dei modelli con rivestimenti che evitano la presenza di alluminio a contatto con l’acqua. È bene non pulire le caffettiere con sostanze acide, come l’aceto, ma semplicemente lavarle e risciacquarle con acqua, e se serve, con un po’ di sapone.
  • Lavastoviglie: le pentole in acciaio possono rovinarsi e macchiarsi a causa del detersivo utilizzato e per via dell’ossidazione.

Informazioni su Erica De Donno

Studentessa di Farmacia presso l’Università “Aldo Moro” di Bari. Solare, estroversa, dinamica e determinata.
Appassionata di letture scientifiche e mediche, da sempre coltiva l’interesse per la scrittura sperando in un futuro di poter coniugare la sua professione con essa.
La sua “mission” è la salvaguardia del paziente attraverso lo studio per lo sviluppo e l’accrescimento di nuove tecnologie ospedaliere.