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Serendipità: cos’è?


Trovare qualcosa di inaspettato mentre si sta cercando qualcos’altro. È la serendipità, quel misto di fortunata coincidenza e guizzo dell’ingegno che talvolta è alla base di rivelazioni felici nella vita quotidiana, e magari anche di invenzioni o scoperte scientifiche.

Un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia, avrebbero individuato i meccanismi che nel cervello favoriscono la “serendipità”, ovvero la capacità di fare scoperte inaspettate.

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L’esperimento dei ricercatori è consistito nel sottoporre un gruppo di volontari ad alcuni tipici test sull’attenzione presentando su uno schermo, in un punto fisso, una serie di lettere a brevissimi intervalli di tempo.

I ricercatori hanno osservato, per la prima volta, che la capacità di percepire coscientemente stimoli che normalmente sfuggirebbero migliora a certe condizioni. In particolare, se gli stimoli “facili” da vedere, quelli dopo l’intervallo di tempo di 300 millisecondi, venivano presentati in modo imprevedibile, senza una particolare regolarità, i volontari miglioravano notevolmente nel percepire anche quelli “difficili”.

«In pratica, quando non ci sono regole in quello che osserviamo, quando non abbiamo particolari aspettative, diventiamo più bravi a vedere anche quello che di solito non riusciamo a vedere» ha spiegato a Focus.it Fabrizio Doricchi, docente di neuropsicologia e coordinatore della ricerca.

Il termine “serendipity” fu coniato dallo scrittore Horace Walpole, e deriva da Serendip, l’antico nome dello Sri Lanka: si racconta in alcune fiabe di principi del paese che trovarono sul loro cammino una serie di indizi che in più occasioni li salvarono.

Fonti: Focus.it