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Parkinson: meglio muoversi subito!


Cos è?

sistema modulatorio diffuso dopaminergico del cervelloLa Malattia di Parkinson – detta anche Morbo di Parkinson – è una malattia degenerativa del Sistema nervoso centrale.

Il termine “degenerativo” si riferisce a una perdita, lenta ma progressiva, di cellule nervose o neuroni in varie parti del cervello tra cui, in modo costante, nella sostanza nera.

I neuroni della sostanza nera producono un neurotrasmettitore, la dopamina, essenziale per l’attività motoria. Essa, infatti, permette che i movimenti possano esplicarsi in maniera veloce ed armonica, regolando l’attività dei gangli della base che sono il centro regolatore del cervello per quanto riguarda tutta l’attività motoria.

Diagnosi

  • Storia clinica del paziente e sull’esame neurologico eseguito durante la visita.
  • Test farmacologici a base di sostanze dopaminergiche.
  • Esami come Risonanza Magnetica e Pet. Oggi si dispone, inoltre, di una tecnica per neuroimmagini, la Spectm, che permette di quantizzare i neuroni dopaminergici.

Sintomi

La Malattia di Parkinson presenta anche sintomi legati e non al movimento che, in alcuni casi possono precedere di anni l’inizio del disturbo:parkinson

  • Tremore: generalmente appare omolateralmente colpendo maggiormente una mano e le dita con un fenomeno noto come “pill-rolling tremor“, un movimento che assomiglia a quello del contare le monete:
  • Rigidità muscolare: i muscoli risultano continuamente tesi, anche quando l’individuo affetto da malattia di Parkinson appare rilassato. Questa forma di ipertonia non è selettiva per alcuni gruppi muscolari ma si manifesta con una certa prevalenza a livello dei muscoli flessori del tronco e degli arti. Inoltre, interessa anche i piccoli muscoli facciali, della lingua e della laringe:
  • Lentezza dei movimenti: si manifesta con una maggiore difficoltà a svolgere movimenti “fini” come lo scrivere, il cucire e il radersi: si impiega più tempo e ci si sforza di più per effettuare le normali attività della vita quotidiana:
  • Stipsi: può precedere di 20 anni la comparsa dei sintomi motori:
  • Depressione: anticipa di molti mesi la comparsa dei sintomi motori in circa il 30% dei casi:
  • Ridotta sensibilità olfattiva: interessa il 70% dei pazienti:
  • Dolore: può essere di vario tipo (crampi, sensazione di intorpidimento o bruciore) e riguarda soprattutto le gambe.
  • Disturbi del sonno: insonnia, agitazione con emissione di urli:
  • Difficoltà nell’eloquio:
  • Rigidità articolare: flessione delle ginocchia e cambiamento nella deambulazione:
  • Aumento della sudorazione:
  • Minore espressività del volto:
  • Cambiamenti della voce o del modo di esprimersi. Il paziente parla più lentamente, con voce flebile, monotona, rauca, esitante o più veloce:
  • Difficoltà di concentrazione e memoria. Nelle fasi iniziali viene spesso notata da un familiare più che dal malato:
  • Riduzione della capacità di eseguire compiti complessi o più attività nello stesso momento.

 Attività fisica: prevenzione e tecniche di compenso

parkinson - riabilitazione Il concetto di prevenzione di questa patologia deve essere inteso come un corretto nutrimento del cervello, nel senso stretto della parola come accorta e sana alimentazione, quanto in senso più ampio, come esercizio fisico e allenamento intellettivo, Due pratiche indispensabili per prevenire l’invecchiamento cerebrale.

Il freezing detto anche acinesia paradossa, congelamento o più semplicemente blocco motorio è un disturbo che insorge nel corso dell’evoluzione della malattia di Parkinson di cui costituisce un sintomo indipendente generalmente resistente alla terapia con levodopa.

E’ caratterizzato da una brusca e repentina incapacità di iniziare movimenti volontari, in particolare il cammino. Questo fenomeno può verificarsi all’inizio o nel corso della marcia, nell’attraversare passaggi stretti o nei cambiamenti di direzione. La sensazione percepita da parte dei pazienti viene descritta come un impossibilità di eseguire il passo successivo e come se i piedi fossero incollati al suolo.

Tuttavia vi sono alcune tecniche di tipo motorio o sensoriale che possono aiutare i pazienti a convivere con il problema del freezing. Ad esempio, un paziente incapace di iniziare il primo passo (esitazione nella partenza) potrebbe riuscire a superare il blocco motorio adottando una delle seguenti strategie:

  • fare un passo in direzione di un bersaglio;
  • dare un calcio ad una pallina;
  • fare un passo per superare un bastone posto sul pavimento di fronte al piede;
  • fare il primo passo marciando come un soldato ecc…

L’idea che sta alla base di tali stratagemmi è mettere in atto un programma motorio volontario che sostituisca il programma motorio automatico malfunzionante nei malati di morbo di Parkinson.

Quale attività fisica: una scelta equilibrata

Tai ChiCome abbiamo visto, questa malattia si manifesta soprattutto come una sregolazione del movimento, che col tempo potrebbe evolversi e portare ad uno stato di scarsa autonomia. Da ciò la riabilitazione diviene una sorta di “riallenamento” attraverso il quale si cerca di contrastare la lentezza, la coordinazione, l’equilibrio, la rigidità, il controllo del cammino.

Pur non essendo disponibili ricerche che dimostrino la maggior efficacia di una pratica sportiva rispetto a un’altra, alcune discipline sono più indicate per questo tipo di pazienti: corsa, camminata veloce, danza, che grazie al ritmo facilita l’esecuzione dei movimenti, e tennis, che migliora il trofismo muscolare e favorisce l’allenamento cardio-polmonare.

Oltre a queste è particolarmente indicata la pratica di discipline orientali come il Tai Chi  per il miglioramento dell’equilibrio e la riduzione delle cadute e di tecniche di rilassamento tra cui stretching e yoga, che favoriscono l’allungamento muscolare, la mobilità articolare e l’equilibrio.

Qualora, invece, l’attività fisica sia impedita per qualunque motivo, è bene che il paziente si sottoponga almeno a sedute di fisioterapia anche per evitare il rischio di cadute. Grazie anche alla crescita della tecnologia in ambito biomedico, sono state sviluppate nuove proposte efficaci per il miglioramento della deambulazione, come l’allenamento sul tapis roulant, l’utilizzo di stimoli visivi e acustici, il ricorso alla realtà virtuale.

 


Informazioni su Francesco Montesano

Laureato in “Scienze Motorie e dello Sport” presso l'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti, specializzato in "Scienze Motorie per il Benessere" presso l'Università degli Studi di Milano e iscritto al corso di laurea magistrale in "Scienze della Nutrizione" presso la stessa università. Lavora come Personal Trainer e tirocinante al San Raffaele di Milano. Ha fondato la pagina Facebook “Wellness in Motion” con l'obiettivo di fornire consigli pratici per uno stile di vita sano all'insegna dell'allenamento in palestra e a tavola. E' un ragazzo ottimista, dinamico e intraprendente che guarda il mondo con gli occhi di un bambino cercando il “perché“ dietro ogni cosa che lo incuriosisce. Il suo obiettivo è quello di lavorare in equipe per la cura di patologie croniche, utilizzando uno dei farmaci più efficaci, l'attività fisica.