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Il Caduceo: dall’antichità ad oggi 3


“La bacchetta mediante la quale il dio incanta al suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono”.

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Quante volte l’abbiamo cercato? O meglio, quante volte lo vediamo quotidianamente passando accanto all’insegna di una farmacia, senza magari farci neanche caso?
Cari lettori, oggi vi voglio parlare di uno dei simboli più discussi della medicina antica e moderna, a volte confuso con il “bastone di Asclepio”, specialmente negli Stati Uniti dove la professione del farmacista si equivale a quella del medico. Il simbolo è usato in Italia come emblema dell’Ordine dei Farmacisti : “il Caduceo”, o “Colubro di Esculapio” o “Saettone”.
Si tratta di un emblema dalle origine antichissime, (2600 a.C.), esistente già all’epoca Babilonese, Assira, Egiziana e Sumera per contraddistinguere quei personaggi dotati di talento nella medicina dell’epoca. Il suo nome deriva dal latino “caduceus”, che riprende il greco antico “karykaion”, traducibile come “araldo”.
Il Caduceo viene rappresentato da un’asta, (l’antico bastone del dio Hermes), con due serpenti avvolti a spirale. Nella parte superiore sono posizionate due piccole ali o un elmo alato. Secondo un’interpretazione mitologica, il serpente simboleggerebbe il rinnovamento, a causa della sua muta, mentre il bastone dovrebbe essere considerato una sorta di “sostegno morale” alla grande responsabilità che contraddistingue la professione medica.

Origine del Caduceo

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Narra la leggenda che Mercurio (Hermes), il messaggero degli dei, ricevette un bastone da Apollo. Quando giunse in Arcadia, gli si pararono innanzi due serpenti che si divoravano a vicenda, allora egli gettò il bastone tra loro ed essi si riappacificarono. Da questa leggenda è nato il simbolo del Caduceo, un segno di pace rappresentato da un bastone con due ali aperte e due serpenti attorcigliati che si guardano l’un l’altro.
Per questa ragione, nell’antica Grecia, il Caduceo divenne il simbolo degli araldi negoziatori di pace. Mentre, in origine, doveva proteggergli dai pericoli presenti nei territori stranieri, divenne poi un generico segno di pace. Lo si è anche considerato simbolo dell’equilibrio morale e della condotta esemplare: il bastone esprime il potere; i due serpenti la sapienza, le ali la diligenza, e l’elmo è l’emblema dei pensieri elevati. Gli sono stati attribuiti altri molteplici valori, dalla fecondità-fertilità, alla medicina (anche oggi viene talora utilizzato come insegna dell’attività farmaceutica).
Astronomicamente, la testa e la coda dei due serpenti rappresentano i punti dell’eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano, quasi in un abbraccio.
Metafisicamente, il Caduceo rappresenta la discesa della materia primordiale nella materia grossolana. In tale simbolo, infatti, è rappresentato il pellegrinaggio dell’involuzione e dell’evoluzione, oltre al sentiero diritto dell’iniziazione.
Fisiologicamente, invece, rappresenta le correnti vitali che scorrono nel corpo umano.

Cosa simboleggia il serpente?

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Da sempre quest’animale suscitò grande impressione per la sua vita misteriosa, buia, per la sua capacità di secernere veleni mortali ipotizzando le prede, e per la sua grande velocità. Esso è stato associato sia a pensieri negativi che positivi: nei copricapo dei Faraoni, è sinonimo di saggezza, potere e intelligenza; nella cultura cristiana è simbolo dell’astuzia che incita al peccato. Nel nostro caso i due animali raffigurano le polarità del bene e del male tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio che ne controlla le forze. Sono le correnti cosmiche riferite sia all’universo che all’uomo nella complessità del suo organismo, (macro- e microcosmo).
Le ali simboleggiano il primato dell’intelligenza, che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la conoscenza.
– Astronomicamente, la testa e la coda dei due serpenti rappresentano i punti dell’eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano;
– Metafisicamente, il Caduceo rappresenta la discesa della materia primordiale nella materia grossolana;
– Fisiologicamente, invece, rappresenta le correnti vitali che scorrono nel corpo umano;
Il Caduceo con due serpenti indica anche il potere di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi, come l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria. Per questo ricorre frequentemente in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio, oltre che nel simbolismo della farmacopea e della guarigione fisica.
– Riferito all’universo, indica la potestà di dominare il caos e mettere ordine, creando armonia tra le tendenze ruotanti intorno all’asse del mondo.
– Riferito al corpo umano, indica il potere taumaturgico di colui che è in grado di portare armonia in un organismo malato.
Cosi’, l’antica verga diventa scettro di dominio sulla natura, consentendo all’operatore di utilizzare i veleni per guarire i malati e resuscitare i morti. Ciò che vi era di negativo nelle cose terrene diventa positivo grazie al Caduceo e alla lotta dei due serpenti che in esso si fronteggiano: sostanze originariamente benefiche diventano salvifiche, tramutandosi in rimedio grazie alla sapienza del medico-dio. È il trionfo della “coppa salutare”, nella quale si compie il recupero della forza vitale pervertita risanata e armonizzata grazie alla “giusta misura” di cui solo il redentore del Caduceo conosce il segreto.

Asclepio, dio della Medicina
Vi è un altro personaggio della mitologia greca, Asclepio, dio della Medicina, che portava il Caduceo. In realtà egli era un semidio, figlio di Apollo e di Coronide figlia del re dei Tessali. La stessa Coronide venne in seguito uccisa da Apollo per mezzo di Artemide, perché lo tradì con un comune mortale.
Asclepio, nato dall’unione tra Apollo e Coronide, fu allevato dal centauro Chirone che ne fece un terapeuta insegnandogli l’arte di guarire. Da adulto divenne un validissimo medico, ma, preso dall’ambizione, si mise a resuscitare i morti. Questo modo di agire non piacque alla regina Ade, dea degli inferi, che se ne lamentò con Giove, il quale, irato per tanta presunzione, lo uccise con una saetta.
Va sottolineato che il Caduceo usato da Asclepio era rappresentato da un solo serpente attorcigliato al bastone, mentre il logo usato dalle Associazioni mediche internazionali ha preferito quello di Mercurio con due serpenti. Forse per rappresentare la lotta tra malattia e guarigione, tra la vita, la morte e la rinascita; rinascita vista come fenomeno metafisico od anche psicologico, in cui il rinnovamento comporta l’abbandono della “vecchia pelle”, composta di abitudini, pregiudizi e preconcetti.