Cancro al seno


cancro al senoIl seno è costituito da grasso, tessuto connettivo e una serie di strutture ghiandolari (lobuli). I seni poggiano sui muscoli del torace che coprono le costole: ciascuna mammella si compone dai 15 a 20 lobi e, a loro volta, i lobi contengono lobuli molto più piccoli. I lobuli contengono gruppi di piccole ghiandole in grado di produrre il latte, quest’ultimo scorre dai lobuli al capezzolo attraverso tubi sottili chiamati condotti. Il capezzolo si trova al centro di una scura zona di pelle chiamata areola; il grasso riempie gli spazi tra i lobuli ed i dotti.

Tipologie di cancro al seno

Ci sono diversi tipi di cancro al seno che possono svilupparsi in diverse parti del seno. Una prima importante distinzione può essere fatta tra forme non invasive e forme invasive.

  1. Le forme non invasive, dette anche carcinoma in situ, si sviluppano nei dotti e non si espandono al di fuori del seno. Difficilmente questa forma dà luogo a noduli palpabili al tatto, più spesso viene identificata attraverso la mammografia. La più comune forma di carcinoma in situ è il carcinoma duttale in situ.
  2. Il cancro al seno invasivo ha la capacità di espandersi al di fuori del seno. La forma più comune è il carcinoma duttale infiltrante che rappresenta circa i tre quarti di tutti i casi di cancro della mammella.

Segni e sintomi

  • Spesso asintomatico;
  •  presenza di nodulo o un’area ispessita nel seno;
  • cambiamenti nella forma o nelle dimensioni di uno o di entrambe le mammelle;
  • perdite dai capezzoli;
  • rigonfiamenti sulle ascelle;
  • avvallamenti, fossette sulla pelle del seno;
  • arrossamenti intorno al capezzolo;
  • cambio nell’aspetto del capezzolo o retrazione dello stesso;
  • alterazione della cute (cute a buccia d’arancia);
  • dolore ingiustificato al seno o all’ascella;

Cause

Il cancro al seno è il risultato di una crescita incontrollata di alcune cellule del seno. Le cause esatte di questa trasformazione non sono chiare, tuttavia esistono numerosi fattori che aumentano le probabilità di una trasformazione delle cellule in senso tumorale.

I principali sono:

  • L’età
    Il rischio di ammalarsi di cancro al seno aumenta con l’età. Questa forma tumorale è più frequente dopo i 50 anni: 8 casi su 10 si verificano dopo questa età
  • La storia familiare
    La presenza di familiari stretti che si sono ammalati in precedenza di cancro della mammella aumenta notevolmente le probabilità di ammalarsi
  • La genetica
    Possedere specifiche varianti di alcuni geni (due in particolare, denominati BRCA1 e BRCA2) può aumentare il rischio di sviluppare questa forma tumorale. È possibile (anche se non automatico) che queste forme genetiche vengano trasmesse dai genitori ai figli
  • I precedenti per cancro alla mammella
    Le persone che sono state già affette da cancro al seno hanno una probabilità più alta della popolazione generale di essere nuovamente colpite dalla malattia, sia alla stessa mammella sia all’altra
  • Il seno denso
    Il seno è composto da migliaia di piccole ghiandole definiti lobuli deputate alla produzione di latte. Nel caso in cui è presente una più alta concentrazione di queste cellule il seno si presenta più denso. Le donne con seno denso hanno maggiori probabilità di sviluppare il cancro al seno, proprio in virtù del più alto numero di cellule che possono trasformarsi in cellule tumorali. Il seno denso è inoltre una condizione che rende più difficile leggere la mammografia e identificare l’eventuale presenza di formazioni tumorali. La densità del seno tende a decrescere con l’età: le strutture ghiandolari vengono infatti man mano sostituite da tessuto grasso
  • L’esposizione agli estrogeni
    In alcuni casi, le cellule tumorali possono essere stimolate a crescere dagli estrogeni, ormoni fisiologicamente presenti nell’organismo femminile fondamentali per la salute riproduttiva. Maggiore è l’esposizione a questi ormoni più alto è il rischio di cancro
  • Il sovrappeso e l’obesità
    Le donne che raggiungono la menopausa in sovrappeso o obese sono a maggior rischio di cancro al seno. La ragione di ciò potrebbe risiedere nella maggiore produzione di estrogeni che si verifica nelle persone con una alta percentuale di grasso corporeo
  • Il consumo di alcol
    Il rischio di cancro aumenta all’aumentare del quantitativo di alcol consumato. In particolare, per ogni 200 donne che bevono due unità alcoliche al giorno, si verificano 3 casi in più di cancro al seno.
  • Le radiazioni
    Alcune procedure mediche che usano radiazioni, come i raggi X o la Tac, possono aumentare il rischio di sviluppare cancro al seno
  • La terapia ormonale sostitutiva
    La terapia ormonale sostitutiva, impiegata per alleviare i sintomi tipici della menopausa, è associata a un lieve aumento del rischio di cancro al seno.

Diagnosi

Esistono diversi esami per confermare la diagnosi:

  • Mammografia è il primo test a cui si ricorre; consiste in un esame ai raggi X della mammella.
  • Ecografia , usa gli ultrasuoni ed è particolarmente utile in caso di seno denso.
  • Biopsia consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto dal seno. Le cellule vengono poi analizzate al microscopio (esame istologico) per verificare se sono o meno tumorali. Può essere necessario effettuare un esame istologico anche biopsia dei linfonodi dell’ascella per verificare se il cancro si è diffuso ad altri tessuti.
  • Risonanza magnetica nucleare mammaria, fornisce ulteriori dettagli ed ha una sensibilità più elevata rispetto ad ecografia e mammografia.

Terapia

Comprende diverse opzioni, che sono spesso combinate tra loro sulla base delle caratteristiche del paziente.

  • Chirurgia

La chirurgia rappresenta in genere il primo step nel processo terapeutico delle persone con cancro al seno. Ci sono due tipi di chirurgia:

1. Conservativa, che rimuove soltanto la porzione di seno interessata dal tumore e la mastectomia, cioè la rimozione dell’intera mammella. Quest’ultima può essere seguita dalla chirurgia ricostruttiva per impiantare un nuovo seno dopo la rimozione.

2. Mastectomia consiste nella rimozione dell’intero tessuto della mammella, compreso il capezzolo.

  • Chemioterapia

Somministrazione di potenti farmaci in grado di uccidere le cellule tumorali. È in genere usata dopo la chirurgia per distruggere le cellule tumorali residue. In tal caso è definita chemioterapia adiuvante. In alcuni casi si preferisce somministrare la chemioterapia prima del trattamento chirurgico per ridurre le dimensioni del tumore. In tal caso si parla di terapia neo-adiuvante.

  • Radioterapia

Usa dosi controllate di radiazioni per uccidere le cellule tumorali. Viene in genere impiegata dopo la chirurgia e dopo la chemioterapia per distruggere eventuali cellule residue.

  • Terapia ormonale
  • Farmaci biologici

Da alcuni anni è disponibile un farmaco (trastuzumab) in grado di impedire alle cellule tumorali di crescere e moltiplicarsi.

Prevenzione

Ecco alcune regole di prevenzione:

  • non fumare.
  • seguire una corretta alimentazione.
  • praticare un’attività fisica regolare.