depressione post partum 2

Depressione post partum


depressione post partumLa depressione post partum (DPP) o depressione puerperale è un disturbo che colpisce dall’8 al 12% delle neo mamme ed inizia tra la 6ª e la 12ª  settimana dopo la nascita del figlio.

La donna si sente triste, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono. Inoltre, un sentimento ricorrente tra le neo mamme è la vergogna mista a senso di colpa. Solitamente si dà infatti per scontato che una neo mamma debba essere felice in ogni istante, ma non è così poiché la paura di essere considerate delle madri inadeguate può portare le donne a sentirsi colpevoli e ad essere poco inclini a cercare aiuto, dimenticando che occorre tempo per adattarsi alla maternità.

Bisogna ricordare quindi un vecchio proverbio: “genitori non si nasce ma si diventa”.

Cause

  • Cause biologiche: la depressione può essere causata da cambiamenti nella regolazione dei neurotrasmettitori come serotonina e noradrenalina che controllano nel cervello il passaggio degli impulsi nervosi. La diminuzione della noradrenalina porta a minore iniziativa, mentre la diminuzione della serotonina porta a un peggioramento nel sonno, ad una cattiva interazione con gli altri e aumenta la tendenza a pensare ossessivamente alle cose;
  • Cause genetiche: è dimostrato che i parenti di primo grado di una persona con disturbo depressivo hanno un rischio 2-3 volte più alto di avere nella un episodio depressivo;
  • Cause psico-sociali: la depressione può essere maggiore nelle persone tese, con scarsa autostima, pessimiste e con poca fiducia. Gli episodi depressivi possono avvenire in situazioni stressanti che vengono vissute come difficoltà o a causa di perdite gravi e insuperabili o ancora a causa di fallimenti.

Segni e sintomi

depressione post partum 3I sintomi e i segni più frequenti comprendono:

  • Tristezza, abbattimento, sentirsi “giù” per la maggior parte del giorno ogni giorno;
  • Perdita di interesse e di piacere nei confronti di attività che prima piacevano;
  • Senso di valere poco, di essere una fallita e inutile o senso di vuoto;
  • Senso di colpa e convinzione di essere indegna;
  • Difficoltà a concentrarsi a lungo o di prendere decisioni;
  • Incapacità di pensare lucidamente;
  • Disturbi del sonno;
  • Cambiamenti nell’appetito;
  • Agitazione, irrequietezza o rallentamento;
  • Perdita di energia e stanchezza;
  • Preoccupazione nei confronti del bambino, anche in assenza di problemi;
  • Disinteresse nei confronti del bambino;
  • Timore di poter fare del male al bambino o a se stesse;
  • Pensieri negativi ricorrenti.

e per essere clinicamente significativi devono persistere per un periodo di almeno 2 settimane.

Prevenzione

Sono indicati, a seconda dei casi:

  • interventi psicologici individuali o di gruppo;
  • interventi psicoterapici;
  • interventi farmacologici;
  • interventi psicoterapici e farmacologici integrati;
  • counselling individuale e di coppia.