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Cannabis: si parte ufficialmente dalla Toscana


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La Toscana apripista d’Italia per curarsi con la cannabis e suoi derivati. Entro marzo diventerà operativa la legge che consentirà ai medici di famiglia toscani di prescrivere piani terapeutici che prevedano la somministrazione di farmaci specifici a base di cannabis, da ritirare nelle farmacie dell’Asl o da ricevere direttamente a casa, visto che molti degli interessati sono disabili o anziani. La Toscana farà coltivare la cannabis ai militari: due serre sono già state destinate alla bisogna dall’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze, il che permetterà di evitare di ricorrere all’importazione dall’Olanda. Quanto ai beneficiari della legge, un numero sempre maggiori di studi ha evidenziato benefici ad ampio spettro: dagli spasmi alle distrofie, all’insonnia soprattutto della popolazione anziana.

Per fare l’ultimo esempio, è stato accertato che la cannabis allevia il dolore cronico in modo più efficace dei farmaci oppioidi comunemente prescritti, che hanno un alto rischio di creare dipendenza e causare overdosi accidentali, sostengono i ricercatori del Centro nazionale australiano sui farmaci e alcol e dell’università di Melbourne, guidati da Louisa Degenhardt, in uno studio pubblicato sulla rivista Drug and Alcohol Dependence. Nella ricerca sono stati coinvolti 1500 pazienti, tra i 40 e 50 anni d’età, con problemi di mal di schiena, emicrania e artrite cronica, a cui erano stati prescritti farmaci oppioidi come morfina e ossicodone. E si è scoperto che circa il 13% dei pazienti aveva usato nell’ultimo anno la cannabis, che è illegale, in cima ai farmaci prescritti, contro il 4,7% del resto della popolazione.

«Uno su tre dice di averla trovata molto efficace per dare sollievo al dolore, con un punteggio di 10 su 10 – spiega Degenhardt – Si tratta di punteggi soggettivi, che però dimostrano che ci sono delle persone che ritengono molto efficace assumere cannabis». Inoltre, aggiunge Nicholas Lintzeris, coautore dello studio, molti australiani hanno problemi di dipendenza da antidolorifici, dal momento che ai medici viene lasciata poca scelta e possono scrivere solo farmaci molto forti, e non altri tipi di trattamenti e terapie.

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